Sei sicuro di voler sbloccare questo articolo?
L’Ordine degli Avvocati di Napoli e la Commissione Centrale presso il Ministero della Giustizia chiedono un incontro urgente al Guardasigilli per garantire regole chiare, stabili e uniformi per l’esame di abilitazione forense 2026–2027.
L’Ordine degli Avvocati di Napoli e la Commissione Centrale presso il Ministero della Giustizia chiedono un incontro urgente al Guardasigilli per garantire regole chiare, stabili e uniformi per l’esame di abilitazione forense 2026–2027.
L’Ordine degli Avvocati di Napoli, guidato dal presidente Carmine Foreste, e la Commissione Centrale presso il Ministero della Giustizia, presieduta dall’avvocato Antonio Melillo, intervengono con forza sul tema dell’esame di abilitazione forense, chiedendo al ministro Carlo Nordio l’apertura immediata di un tavolo di confronto sul futuro della professione. La richiesta nasce dalla crescente preoccupazione di migliaia di praticanti e aspiranti avvocati, che guardano alle prossime sessioni di esame 2026–2027 con l’esigenza di avere certezze normative e procedure non soggette a continui cambi di rotta.
Foreste e Melillo sottolineano come il percorso di accesso alla professione sia già oggi complesso e rigoroso e non possa essere ulteriormente appesantito da soluzioni transitorie o da modifiche dell’ultimo minuto, scollegate da una visione organica della riforma forense. In quest’ottica, alla luce della conversione del decreto Milleproroghe, i due presidenti indicano come strada auspicabile l’inserimento di un emendamento che confermi per l’anno in corso le attuali modalità di esame da avvocato, così da assicurare uniformità di trattamento tra chi ha già svolto o sta svolgendo la pratica forense e chi si appresta a sostenerne le prove.
Al centro dell’iniziativa viene posta la tutela della certezza del diritto e della parità delle regole di accesso, considerate un presidio irrinunciabile a favore delle nuove generazioni dell’avvocatura, in attesa di una revisione complessiva della legge professionale. In questo quadro, Foreste e Melillo richiamano anche il contributo di Assotutela e del suo presidente Michel Emi Maritato, che hanno sostenuto in maniera costante le istanze degli aspiranti avvocati per un sistema di accesso equo, coerente e rispettoso del percorso formativo previsto dall’ordinamento. Ogni ipotesi di ritorno a modelli superati o a meccanismi d’esame non allineati con l’attuale assetto normativo, avvertono, rischierebbe di scaricare ancora una volta sui giovani il peso dell’incertezza legislativa.
I vertici dell’avvocatura napoletana e della Commissione Centrale confidano infine nella sensibilità istituzionale e nella disponibilità al dialogo del ministro Nordio, auspicando che la richiesta di incontro venga accolta in tempi brevi. L’obiettivo è affrontare in modo condiviso e responsabile una questione che riguarda da vicino il futuro dell’avvocatura italiana, il ricambio generazionale nella professione e, in ultima analisi, la qualità stessa della tutela dei diritti nel Paese.