Sei sicuro di voler sbloccare questo articolo?
Allarme bomba alla sede di La France Insoumise a Parigi: evacuati gli uffici di Mélenchon.
Allarme bomba alla sede di La France Insoumise a Parigi: evacuati gli uffici di Mélenchon.
Svolta nelle indagini sull'omicidio di Quentin Deranque, il giovane attivista nazionalista ucciso a Lione in circostanze che hanno scatenato un’ondata di indignazione e scontro politico in tutta la Francia. Le autorità d'oltralpe hanno annunciato oggi che il bilancio degli arresti è salito a undici persone.
Nelle ultime ore, la polizia ha preso in custodia quello che viene considerato uno dei principali sospettati dell’aggressione, insieme alla sua compagna.
Secondo quanto rivelato dall’emittente BFMTV, tra i fermati figurano anche due donne accusate di favoreggiamento: avrebbero fornito ai presunti esecutori materiali un alloggio o un rifugio sicuro per sfuggire alla cattura nei giorni successivi al delitto.
L'operazione della gendarmeria punta ora a ricostruire l'esatta dinamica dell'agguato e il livello di coinvolgimento della rete di fiancheggiatori.
Mentre l'inchiesta accelera, la tensione si è spostata nella capitale. Questa mattina la sede centrale di La France Insoumise (LFI) a Parigi è stata brevemente evacuata a causa di un allarme bomba. Il quotidiano Le Monde riferisce che l'allarme è rientrato dopo i controlli degli artificieri, ma l'episodio sottolinea il clima di estrema polarizzazione che attraversa il Paese dopo la morte dell'attivista.
L’omicidio ha innescato una violenta deflagrazione politica che ha raggiunto il cuore delle istituzioni. La portavoce del governo, Maud Bregeon, ha lanciato un durissimo monito a La France Insoumise (LFI), chiedendo formalmente l'esclusione — almeno temporanea — del deputato Raphael Arnault dal gruppo all’Assemblea Nazionale. Una richiesta che riflette il clima di scontro frontale tra la maggioranza e la sinistra radicale sui temi della sicurezza e dell'estremismo.