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Il Presidente francese risponde a JD Vance e chiede più pressione sulla flotta ombra russa. Merz: "Il divario tra Usa e Ue è reale".
Il Presidente francese risponde a JD Vance e chiede più pressione sulla flotta ombra russa. Merz: "Il divario tra Usa e Ue è reale".
Se Friedrich Merz aveva aperto la Conferenza di Monaco con il crudo realismo della "fine di un'epoca", Emmanuel Macron ha scelto di chiudere la prima giornata con un appello alla resilienza e alla fierezza continentale.
Il Presidente francese è salito sul palco della MSC 2026 con un obiettivo chiaro: ribaltare la narrativa di un’Europa debole o subordinata, rispondendo punto su punto allo scetticismo transatlantico che ha caratterizzato l'ultimo anno di dibattito.
Il cuore dell'intervento di Macron è stato una difesa appassionata del modello europeo, intesa come risposta diretta alle critiche mosse un anno fa dall'attuale amministrazione americana (rappresentata allora da J. D. Vance).
"Sono qui con un messaggio di coraggio e determinazione", ha esordito Macron. "Tutti vorrebbero che noi fossimo più forti con la nostra difesa, a parte i nostri nemici. Noi vogliamo un'Europa più forte perché è l'unica via per la stabilità".
Il Presidente ha poi analizzato quello che definisce il "blocco psicologico" dell'Unione: "Noi siamo troppo timidi e non riusciamo a credere in noi stessi. Tutti dovrebbero ispirarsi a noi e dovrebbero smetterla di criticarci. Ancora ieri abbiamo parlato della nostra competitività fra dirigenti europei: dobbiamo essere fieri di quello che è stato realizzato sul continente europeo. E invece, spesso, non è così".
Spostando il focus sul conflitto in corso, Macron ha dipinto un quadro di cauta speranza, macchiato però dalla persistente violenza russa. Sebbene abbia dichiarato di vedere finalmente "disegnarsi la pace" all'orizzonte, ha ammonito la platea sul fatto che la Russia non ha smesso di "uccidere dei civili", rendendo necessaria una prosecuzione senza sosta delle sanzioni.
L'inquilino dell'Eliseo ha fornito dati precisi sull'efficacia delle misure adottate contro la "flotta ombra" russa (le navi utilizzate da Mosca per aggirare il price cap sul petrolio): "Bisogna continuare a colpire la flotta ombra della Russia, dobbiamo continuare a fare pressione. Vediamo chiaramente che le entrate della Russia sono calate del 25%, questo dimostra che colpirla funziona sul serio".
Per Macron, la forza militare non può essere scissa dalla solidità economica. Il Presidente ha ribadito che il rafforzamento della difesa europea non deve essere visto come un segnale di isolazionismo, ma come un contributo necessario alla sicurezza globale. L'appello ai partner è stato quello di investire non solo in armamenti, ma nella "fede" verso le istituzioni europee, trasformando la competitività industriale in un pilastro della deterrenza.
La 62ª Conferenza sulla Sicurezza di Monaco (MSC) si è aperta sotto il segno di una "scomoda verità". In una città blindata da 5.000 agenti e unità d'élite, il Cancelliere tedesco Friedrich Merz ha inaugurato i lavori con un discorso che segna una cesura storica: l'ordine internazionale del dopoguerra, per quanto imperfetto, è ufficialmente tramontato.
"We need to talk", ha esordito Merz, sottolineando l'urgenza di un confronto franco tra le sponde dell'Atlantico. Merz ha riconosciuto apertamente le ragioni che il vicepresidente USA J.D. Vance aveva espresso l'anno precedente proprio su quel palco: il divario tra Europa e Stati Uniti è ormai incolmabile secondo le vecchie logiche.
"La lotta culturale del movimento MAGA non è la nostra", ha scandito il Cancelliere, ribadendo la fedeltà europea al libero scambio, agli accordi sul clima e all'OMS. Merz ha sferzato l'UE ricordando che, nonostante un PIL dieci volte superiore a quello russo (20.000 miliardi contro 2.000), l'Europa non è ancora dieci volte più forte militarmente. "Non abbiamo sfruttato il nostro potenziale per troppo tempo".
Il Cancelliere ha rassicurato i vicini: "Leadership basata sul partenariato sì, fantasticherie egemoniche no. Noi tedeschi non agiremo mai più da soli".
In mattinata, Merz ha confermato di aver già avviato colloqui con Emmanuel Macron sulla deterrenza nucleare europea. L'obiettivo è integrare pienamente le capacità europee nella condivisione nucleare della NATO, garantendo che non vi siano "differenze nei livelli di sicurezza" tra i partner del continente.
Anche la Presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha incalzato: "Il 2026 è l’anno in cui ci confrontiamo con la realtà. Siamo pronti ad assumerci maggiori responsabilità per la nostra sicurezza".
Mentre il Segretario Generale della NATO Mark Rutte invitava a non cadere nella propaganda russa ("Si muovono con la velocità di una lumaca da giardino, nonostante le perdite sbalorditive"), il Presidente Volodymyr Zelensky, appena atterrato, ha annunciato una serie di passi operativi, a partire dalla prima iniziativa industriale ucraino-tedesca per la produzione di droni. Zelensky ha ribadito che l'obiettivo è creare garanzie di sicurezza affidabili affinché "nessuno in Europa abbia paura di rimanere senza protezione".
Il ministro ucraino degli Esteri Andrii Sybiha ha incontrato l'omologo cinese Wang Yi, ottenendo un nuovo pacchetto di assistenza umanitaria energetica e invitando il capo della diplomazia di Pechino a Kiev.
Il Segretario di Stato USA, Marco Rubio, ha dominato i corridoi confermando che le trattative per l'acquisizione della Groenlandia sono in corso da oltre un mese. "Siamo fiduciosi", ha dichiarato Rubio prima di incontrare la premier danese Fredriksen. Gli USA continuano a esercitare forti pressioni sugli alleati affinché aumentino la spesa per la difesa, definendo il 2026 come l'inizio di una "nuova era geopolitica".
Fuori dai palazzi, la piazza di Monaco ha manifestato contro il regime iraniano al grido di "No Scià, no mullah". I manifestanti hanno aspramente criticato la partecipazione alla conferenza di Reza Pahlavi, figlio dell'ex Scià, definendola una "macchia vergognosa" e ribadendo che il cambiamento in Iran deve venire dall'interno, non da interventi stranieri.