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La Procura di Gela indaga per disastro colposo.
La Procura di Gela indaga per disastro colposo.
"I 100 milioni già stanziati sono solo una prima risposta". Lo precisa Palazzo Chigi in una nota ufficiale al termine della visita del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle zone della Sicilia devastate dal ciclone Harry.
La premier ha sorvolato in elicottero le aree colpite insieme al ministro Nello Musumeci e al capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, prima di fare tappa a Niscemi, comune simbolo dell'emergenza dove il fronte della frana si estende per oltre 4 chilometri.
Il governo è già al lavoro su un decreto legge per l'assegnazione delle risorse definitive. "Non facciamo piazzate, siamo qui per lavorare", ha dichiarato la premier ai cronisti, assicurando che non si ripeterà l'inerzia seguita alla frana del 1997.
L'entità dell'emergenza resta però drammatica: il governatore della Sicilia, Renato Schifani, ha rivelato che una prima stima dei danni segnalati dagli enti pubblici ammonta a circa due miliardi di euro, definendo la situazione "senza precedenti".
A Niscemi, dove oltre 1.500 persone sono state sgomberate, si valuta ora un piano urbanistico di ricostruzione parziale in aree sicure. Il Ministro Musumeci è atteso alla Camera per riferire sulle misure urgenti a sostegno delle famiglie sfollate.
Intanto, la Procura di Gela ha aperto un fascicolo per disastro colposo e danneggiamento seguito da frana. L'indagine, al momento a carico di ignoti e coordinata dal Procuratore Capo insieme a due sostituti, mira a fare luce sui gravi eventi franosi che stanno letteralmente facendo scivolare a valle il comune di Niscemi.