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Il resto arriva da Fondi FSC e Regioni.
Il resto arriva da Fondi FSC e Regioni.
Definito il quadro finanziario per l'opera più discussa e imponente del Paese: il Ponte sullo Stretto di Messina.
Il valore complessivo del finanziamento ammonta a 13,532 miliardi di euro, una cifra colossale che vede lo Stato come principale azionista dell'operazione.
La complessa architettura finanziaria si regge su diverse colonne portanti: dal bilancio dello Stato arriva la quota maggiore, pari a 6,962 miliardi di euro, mentre il Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) darà un contributo articolato, che vede 718 milioni dalle amministrazioni centrali, ben 3,88 miliardi dal fondo nazionale e una quota regionale da 1,6 miliardi (di cui 1,3 miliardi a carico della Sicilia e 300 milioni della Calabria). La Società Stretto di Messina, invece, darà 370 milioni derivanti direttamente dal gestore del progetto.
Nonostante le recenti manovre contabili, il totale dell'investimento non subisce tagli. L'ultima legge di bilancio ha infatti previsto uno slittamento temporale: circa 780 milioni di euro, inizialmente previsti per il biennio 2024-2025, sono stati riprogrammati verso l'anno 2033.
Una mossa tecnica che, pur spostando in avanti l'erogazione di una parte delle risorse, conferma la blindatura dei 13,5 miliardi complessivi necessari alla realizzazione dell'infrastruttura.