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Stanziamenti in arrivo per lidi e imprese.
Stanziamenti in arrivo per lidi e imprese.
Al via oggi pomeriggio il Consiglio dei ministri straordinario per deliberare lo stato di emergenza nazionale in favore di Sicilia, Calabria e Sardegna, colpite da mareggiate e incendi di portata senza precedenti. Un provvedimento atteso per accelerare i ristori e dare il via ai lavori di somma urgenza in deroga ai vincoli ordinari.
Sicilia: Taormina in ginocchio, danni record
Il governatore Renato Schifani ha tracciato un quadro drammatico: "La stima supera il miliardo e mezzo di euro. Ogni giorno emergono nuovi danni diretti e indiretti". Il timore principale riguarda il crollo delle strutture turistiche a Taormina, polo strategico per il PIL regionale.
Schifani ha annunciato l'intenzione di varare un piano di protezione delle fasce costiere antropizzate: "L'ecosistema è cambiato, il mare è impazzito. Dobbiamo ricostruire i lidi entro l'estate per non perdere la stagione".
Sulle polemiche relative ai fondi per il Ponte sullo Stretto, il presidente ha tagliato corto: "Non è il momento delle liti, ma della coesione. Non è dissesto idrogeologico, è un evento straordinario".
Calabria e Sardegna: stimati danni per 300 milioni, comuni isolati
Il presidente della Calabria, Roberto Occhiuto, ha quantificato in circa 300 milioni la prima stima dei danni: "Chiediamo una dote finanziaria consistente per ristorare chi ha perso tutto. Ho visto persone piangere per i propri ristoranti distrutti".
Anche dalla Sardegna arriva il grido d'allarme della governatrice Alessandra Todde: "Porterò i dati di 112 comuni colpiti, un terzo dell'isola. Serve una regia unica e leale tra Governo e Regione".
Todde si è detta pronta ad assumere il ruolo di commissario straordinario per gestire la ricostruzione, con particolare attenzione a Olbia, porti e siti archeologici.
Caccia alle risorse
Per far fronte alla disgrazia, i governatori puntano su un mix di risorse: oltre agli stanziamenti nazionali, si ricorrerà al Fondo di solidarietà europea, all'Fsc (Fondo sviluppo e coesione) e alla rimodulazione dei fondi regionali. La vera sfida, come sottolineato da tutti i presidenti, sarà la velocità di esecuzione.