Medio Oriente: escalation totale, droni contro basi Gb a Cipro. Strage di caccia Usa in Kuwait per "fuoco amico"

Il Centcom conferma l'abbattimento di tre F-15E da parte della difesa kuwaitiana. Gli Stati Uniti lanciano l'ultimatum a Teheran: "Chi ci minaccia sarà braccato senza scuse". La Grecia invia truppe a difesa dell'isola nel Mediterraneo.

(Prima Pagina News)
Lunedì 02 Marzo 2026
Roma - 02 mar 2026 (Prima Pagina News)

Il Centcom conferma l'abbattimento di tre F-15E da parte della difesa kuwaitiana. Gli Stati Uniti lanciano l'ultimatum a Teheran: "Chi ci minaccia sarà braccato senza scuse". La Grecia invia truppe a difesa dell'isola nel Mediterraneo.

La tensione nel Mediterraneo e nel Golfo raggiunge livelli senza precedenti. Nelle ultime ore, la base britannica della RAF ad Akrotiri, a Cipro, è stata bersaglio di un duplice attacco condotto tramite velivoli non pilotati.

Secondo quanto riportato da Sky News e confermato dal governo cipriota, due droni sono stati intercettati mentre erano diretti verso l'installazione militare; l'allarme aereo ha costretto al decollo immediato dei velivoli militari di stanza sull'isola per neutralizzare la minaccia.

Si tratterebbe del secondo attacco lanciato contro la base britannica in poche ore, un'azione che ha spinto la Grecia a un intervento diretto.

Il ministro della Difesa ellenico, Nikos Dendias, ha annunciato l'invio immediato di due fregate e due caccia F-16 a Cipro. "A seguito degli attacchi non provocati sul territorio di Cipro, la Grecia contribuirà in ogni modo possibile alla difesa della Repubblica di Cipro, al fine di affrontare le minacce e le azioni illegali che si verificano sul suo territorio", ha affermato Dendias, sottolineando la gravità della violazione della sovranità cipriota e la necessità di una risposta ferma contro le incursioni.

Contemporaneamente, il Centcom statunitense ha diffuso una nota drammatica riguardante un grave incidente avvenuto nei cieli del Kuwait durante l'Operazione Epic Fury. Tre caccia F-15E Strike Eagle sono precipitati a causa di un errore dei sistemi di difesa locali. "Durante il combattimento attivo, che includeva attacchi da parte di aerei iraniani, missili balistici e droni, i caccia dell'Aeronautica Militare statunitense sono stati abbattuti per errore dalle difese aeree kuwaitiane", si legge nel comunicato ufficiale.

Il Centcom precisa che "tutti e sei i membri dell'equipaggio si sono eiettati in sicurezza, sono stati recuperati in sicurezza e sono in condizioni stabili. Il Kuwait ha riconosciuto l'incidente e ringrazia le forze di difesa kuwaitiane per gli sforzi e il supporto in questa operazione in corso. La causa dell'incidente è in fase di accertamento".

Sul fronte diplomatico e strategico, il Segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha usato toni durissimi in conferenza stampa per giustificare la linea di fermezza adottata dall'amministrazione Trump. "Iran stava costruendo potenti missili e droni per creare uno scudo per poter ricattare sul suo programma nucleare", ha dichiarato Hegseth, spiegando che il Presidente ha tracciato un limite invalicabile "dopo 47 anni di belligeranza iraniana".

Il capo del Pentagono ha poi lanciato un avvertimento diretto alle milizie e al regime: "Chi uccide o minaccia americani sarà braccato senza scuse e senza esitazione".

Nel frattempo, l'intelligence israeliana prosegue la sua campagna di eliminazioni mirate. Questa notte a Beirut, nel quartiere Dahieh, è stato ucciso Hussein Makled, capo del quartier generale dell'intelligence di Hezbollah. L'Idf ha confermato l'operazione con una nota ufficiale, definendo il quartiere colpito come la principale roccaforte dell'organizzazione nel sud della capitale libanese. L'uccisione di Makled rappresenta un colpo durissimo alla struttura di comando del "Partito di Dio" in un momento di massima vulnerabilità regionale.

Nel cuore della notte, l'aviazione israeliana ha sferrato un attacco chirurgico nel quartiere Dahieh di Beirut, mirando a un obiettivo di altissimo valore.

"Poco fa, l'Idf ha colpito con precisione un importante terrorista di Hezbollah a Beirut", ha annunciato il portavoce militare israeliano. Nonostante il riserbo ufficiale, indiscrezioni insistenti indicano che il bersaglio potrebbe essere Naim Qassem, leader del movimento sciita.

L'offensiva non si limita ai raid mirati: l'Idf ha ordinato l'evacuazione immediata di 55 tra villaggi e città del Libano meridionale, intimando alla popolazione di "allontanarsi di almeno mille metri verso aree aperte", poiché "chiunque si trovi vicino a elementi, strutture e mezzi di combattimento di Hezbollah mette in pericolo la propria vita".

Il bilancio provvisorio fornito dal ministero della Salute libanese parla di 31 morti e 149 feriti, mentre le autostrade verso nord sono paralizzate da migliaia di civili in fuga tra le macerie.

Sul fronte iraniano, la situazione è ancora più drammatica. La Mezzaluna Rossa ha riferito che 555 persone hanno perso la vita dall'inizio dell'operazione congiunta israelo-americana lo scorso sabato.

Rafael Grossi, capo dell'Aiea, ha lanciato un monito senza precedenti su una "possibile fuoriuscita radiologica con gravi conseguenze" dopo che i raid hanno centrato il sito nucleare di Natanz. "Finora non è stato rilevato alcun aumento dei livelli di radiazione nei paesi confinanti", ha precisato Grossi, ma l'ambasciatore iraniano presso l'agenzia ha confermato che gli impianti sono stati deliberatamente colpiti.

In questo clima, Donald Trump ha dichiarato al New York Times di avere "tre ottime scelte" per rimpiazzare il governo di Teheran dopo un eventuale "cambio di regime", paragonando l'operazione al modello venezuelano.

Tuttavia, dal Pentagono trapela un clamoroso imbarazzo: fonti della difesa hanno ammesso al Congresso che non vi era alcuna prova di un imminente attacco iraniano che giustificasse l'azione "preventiva" ordinata dalla Casa Bianca.

Il conflitto sta rapidamente debordando dai confini originari. In Kuwait, l'agenzia Tasnim ha documentato l'abbattimento di un caccia statunitense F-15 da parte delle forze iraniane; i due piloti si sono eiettati e sono ora in custodia kuwaitiana, mentre una colonna di fumo nero si è levata dall'ambasciata Usa a Kuwait City dopo forti esplosioni.

Anche l'Europa è stata toccata direttamente: un drone ha colpito la base britannica di Akrotiri a Cipro, provocando il rinvio del vertice dei ministri degli Affari Ue previsto sull'isola. "Nelle prime ore del mattino si è verificato un singolo incidente con un drone che ha preso di mira la base di Akrotiri causando danni limitati", ha spiegato la presidenza cipriota. In risposta, la Francia si è dichiarata "pronta a partecipare" alla difesa dei paesi del Golfo e della Giordania, definendoli "bersaglio deliberato dei missili delle Guardie della Rivoluzione".

Mentre le borse di Francoforte e Londra crollano sotto il peso dell'incertezza sullo Stretto di Hormuz, il capo della sicurezza di Teheran, Ali Larijani, ha gelato ogni speranza diplomatica: "L'Iran non negozierà con chi ha sprofondato la regione nel caos con false speranze".


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