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Mentre l'Idf bombarda il cuore del Libano e punta ai vertici di Hezbollah, il Pentagono ammette l'assenza di prove su un attacco preventivo iraniano: borse in picchiata e vertice Ue rinviato dopo il raid sulla base di Akrotiri.
Mentre l'Idf bombarda il cuore del Libano e punta ai vertici di Hezbollah, il Pentagono ammette l'assenza di prove su un attacco preventivo iraniano: borse in picchiata e vertice Ue rinviato dopo il raid sulla base di Akrotiri.
Il Medio Oriente è precipitato nel caos più profondo nelle ultime 24 ore, con un'escalation che ha travolto simultaneamente Libano, Iran, Kuwait e Cipro. Nel cuore della notte, l'aviazione israeliana ha sferrato un attacco chirurgico nel quartiere Dahieh di Beirut, mirando a un obiettivo di altissimo valore.
"Poco fa, l'Idf ha colpito con precisione un importante terrorista di Hezbollah a Beirut", ha annunciato il portavoce militare israeliano. Nonostante il riserbo ufficiale, indiscrezioni insistenti indicano che il bersaglio potrebbe essere Naim Qassem, leader del movimento sciita.
L'offensiva non si limita ai raid mirati: l'Idf ha ordinato l'evacuazione immediata di 55 tra villaggi e città del Libano meridionale, intimando alla popolazione di "allontanarsi di almeno mille metri verso aree aperte", poiché "chiunque si trovi vicino a elementi, strutture e mezzi di combattimento di Hezbollah mette in pericolo la propria vita".
Il bilancio provvisorio fornito dal ministero della Salute libanese parla di 31 morti e 149 feriti, mentre le autostrade verso nord sono paralizzate da migliaia di civili in fuga tra le macerie.
Sul fronte iraniano, la situazione è ancora più drammatica. La Mezzaluna Rossa ha riferito che 555 persone hanno perso la vita dall'inizio dell'operazione congiunta israelo-americana lo scorso sabato.
Rafael Grossi, capo dell'Aiea, ha lanciato un monito senza precedenti su una "possibile fuoriuscita radiologica con gravi conseguenze" dopo che i raid hanno centrato il sito nucleare di Natanz. "Finora non è stato rilevato alcun aumento dei livelli di radiazione nei paesi confinanti", ha precisato Grossi, ma l'ambasciatore iraniano presso l'agenzia ha confermato che gli impianti sono stati deliberatamente colpiti.
In questo clima, Donald Trump ha dichiarato al New York Times di avere "tre ottime scelte" per rimpiazzare il governo di Teheran dopo un eventuale "cambio di regime", paragonando l'operazione al modello venezuelano.
Tuttavia, dal Pentagono trapela un clamoroso imbarazzo: fonti della difesa hanno ammesso al Congresso che non vi era alcuna prova di un imminente attacco iraniano che giustificasse l'azione "preventiva" ordinata dalla Casa Bianca.
Il conflitto sta rapidamente debordando dai confini originari. In Kuwait, l'agenzia Tasnim ha documentato l'abbattimento di un caccia statunitense F-15 da parte delle forze iraniane; i due piloti si sono eiettati e sono ora in custodia kuwaitiana, mentre una colonna di fumo nero si è levata dall'ambasciata Usa a Kuwait City dopo forti esplosioni.
Anche l'Europa è stata toccata direttamente: un drone ha colpito la base britannica di Akrotiri a Cipro, provocando il rinvio del vertice dei ministri degli Affari Ue previsto sull'isola. "Nelle prime ore del mattino si è verificato un singolo incidente con un drone che ha preso di mira la base di Akrotiri causando danni limitati", ha spiegato la presidenza cipriota. In risposta, la Francia si è dichiarata "pronta a partecipare" alla difesa dei paesi del Golfo e della Giordania, definendoli "bersaglio deliberato dei missili delle Guardie della Rivoluzione".
Mentre le borse di Francoforte e Londra crollano sotto il peso dell'incertezza sullo Stretto di Hormuz, il capo della sicurezza di Teheran, Ali Larijani, ha gelato ogni speranza diplomatica: "L'Iran non negozierà con chi ha sprofondato la regione nel caos con false speranze".