Medio Oriente: l'Iran colpisce tre navi nello Stretto di Hormuz e minaccia il blocco del greggio. Trump: "Guerra finirà presto"

Pioggia di missili su Tel Aviv e sulle basi Usa, mentre la fregata italiana Martinengo schierata a difesa di Cipro.

(Prima Pagina News)
Mercoledì 11 Marzo 2026
Roma - 11 mar 2026 (Prima Pagina News)

Pioggia di missili su Tel Aviv e sulle basi Usa, mentre la fregata italiana Martinengo schierata a difesa di Cipro.

L’escalation militare nel Medio Oriente ha raggiunto un punto di rottura totale. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno rivendicato il violento attacco contro due imbarcazioni nello Stretto di Hormuz: la portacontainer israeliana Express Room, battente bandiera della Liberia, colpita e bloccata dopo aver ignorato i segnali, e la portarinfuse thailandese Mayuree Naree, centrata da proiettili durante il transito.

"Lo Stretto di Hormuz è indubbiamente sotto la gestione delle forze navali delle Guardie: gli aggressori, gli Stati Uniti e i loro alleati, non hanno il diritto di attraversarlo", è stato l'ultimatum lanciato da Teheran, mentre l'agenzia britannica Ukmto conferma almeno tre navi colpite in rapida successione.

Il comando unificato iraniano di Khatamolanbia ha emesso una dichiarazione di guerra energetica: "Non permetteremo il passaggio di un singolo litro di greggio. Ogni nave di USA, Israele o dei loro partner sarà un obiettivo legittimo. Preparatevi al petrolio a 200 dollari al barile, perché la sicurezza regionale che avete destabilizzato non è più garantita".

Il portavoce Ebrahim Zolfaqari ha chiarito che la strategia del contrattacco ha lasciato il posto a una politica di "un colpo dopo l'altro" per distruggere l'economia nemica.

Sul campo di battaglia, l'Iran ha scatenato l'operazione "Epic Fury", definita la più devastante dall'inizio delle ostilità, lanciando attacchi missilistici massicci contro le basi statunitensi di Al Udeid in Qatar, Camp Arifjan in Kuwait, Harir in Iraq e la sede della Quinta Flotta in Bahrein.

Teheran denuncia la morte di oltre 1.300 civili in 12 giorni e l'annientamento di 10.000 siti civili, annunciando per protesta il ritiro dai Mondiali negli USA: "Non giocheremo nel Paese che ha ucciso il nostro leader".

Intanto, raffiche di missili balistici hanno fatto scattare l'allarme a Tel Aviv e nel nord di Israele, portando milioni di persone nei rifugi, mentre l'Arabia Saudita è intervenuta abbattendo sei missili diretti alla base di Prince Sultan.

Contemporaneamente, l'Idf ha risposto con raid feroci su tutto l'Iran e su Beirut, dove il ministero della Sanità libanese conta 588 morti e 735mila sfollati.

In questo tragico contesto si inserisce la morte di padre Pierre El Raii, il cui sacrificio è stato ricordato con commozione da Papa Leone XIV durante l'udienza generale: "Padre Pierre è stato un vero pastore, rimasto accanto al suo popolo con l'amore di Gesù. Il Signore voglia che il suo sangue sparso sia seme di pace per l'amato Libano. Continuiamo a pregare per la pace e per le numerose vittime civili, tra cui molti bambini innocenti. Possa la nostra preghiera essere conforto per chi soffre".

Donald Trump ha commentato gli eventi con durezza in un'intervista ad Axios: "La guerra con l'Iran finirà presto, non c'è praticamente niente più da bombardare. Siamo molto in anticipo sui tempi e abbiamo causato più danni di quanto pensassimo possibile. Questa è una vendetta per 47 anni di morte e distruzione: quando voglio che finisca, finirà".

Nonostante l'ammiraglio Brad Cooper parli di una capacità bellica iraniana in calo, Teheran promette di colpire i centri finanziari di Washington e Tel Aviv: "Gli americani si aspettino contromisure dolorose, i civili restino a un chilometro di distanza dalle banche".

Anche l'Italia è in prima linea: la fregata Federico Martinengo è giunta nell'area di Cipro con 160 militari per proteggere l'isola, coordinandosi con Francia, Spagna e Olanda e ricongiungendosi alla portaerei Charles De Gaulle.

Sebbene Madrid freni sull'invio di ulteriori mezzi a Hormuz, la situazione politica a Teheran resta incerta per le condizioni di Mojtaba Khamenei: il figlio del presidente Pezeshkian ha dichiarato che il nuovo leader è vivo, sebbene ferito nei raid del 28 febbraio che sono costati la vita ad Ali Khamenei.

L'Iran accusa inoltre gli alleati di aver colpito una nave-ambulanza nello Stretto, mentre le fiamme continuano ad avvolgere i principali snodi energetici mondiali.


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