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Ha ammesso l'omicidio dopo essere evaso dalla detenzione in casa. La vittima lo aveva già denunciato due volte, ma il dispositivo di controllo disposto dal Gip non era mai stato installato per mancanza di scorte.
Ha ammesso l'omicidio dopo essere evaso dalla detenzione in casa. La vittima lo aveva già denunciato due volte, ma il dispositivo di controllo disposto dal Gip non era mai stato installato per mancanza di scorte.
Un femminicidio annunciato quello consumatosi tra le mura di un appartamento in via Lombardia. Una donna di 50 anni è stata uccisa con una violenta sequenza di coltellate nella sua abitazione, dove viveva da sola.
A dare l'allarme, ieri sera intorno alle 20, è stata la figlia: entrata in casa preoccupata dal silenzio della madre, si è ritrovata davanti al cadavere martoriato dai colpi.
L'attività investigativa della Squadra Mobile ha portato in poche ore al fermo dell'ex compagno della vittima, un uomo di 67 anni.
Durante l'interrogatorio, l'indagato ha ceduto confessando le proprie responsabilità: si sarebbe presentato alla porta della donna per l'ennesimo chiarimento e, dopo essere stato respinto, avrebbe estratto l'arma per colpirla a morte.
Gli agenti hanno già recuperato quello che si ritiene essere il coltello del delitto, abbandonato nei pressi di un cassonetto dei rifiuti poco distante.
Il dettaglio più inquietante riguarda lo status giuridico dell'assassino: l'uomo si trovava già agli arresti domiciliari per precedenti reati contro la persona commessi proprio ai danni della vittima.
Nonostante il giudice avesse prescritto l'uso del braccialetto elettronico come condizione per la misura cautelare, il dispositivo non era mai stato applicato a causa della cronica indisponibilità di apparecchi.
Una falla nel sistema di controllo che gli ha permesso di uscire di casa e raggiungere la donna senza che scattasse alcun allarme. La storia tra i due, durata solo pochi mesi, era stata un calvario di rotture e violenze.
Già lo scorso anno la vittima aveva sporto denuncia dopo un'aggressione, salvo poi ritirarla. All'inizio del 2026, dopo un nuovo brutale episodio che l'aveva costretta al ricovero presso l'ospedale Piemonte, la donna aveva trovato la forza di denunciare nuovamente, portando al provvedimento restrittivo che, purtroppo, non è bastato a salvarle la vita.
L'uomo è stato condotto nel carcere cittadino.