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Otto mesi di navigazione e più di 2mila uomini impegnati, hanno visto unità navali britanniche e norvegesi toccare numerosi porti alleati e condurre esercitazioni con le più importanti marine alleate. Le manovre aeronavali sono state effettuate anche con la portaerei italiana Cavour
Otto mesi di navigazione e più di 2mila uomini impegnati, hanno visto unità navali britanniche e norvegesi toccare numerosi porti alleati e condurre esercitazioni con le più importanti marine alleate. Le manovre aeronavali sono state effettuate anche con la portaerei italiana Cavour
Dopo 8 mesi di navigazione e il rientro in porto del carrier group alleato, si conclude ufficialmente l'Operazione Highmast.
Tale gruppo, guidato dalla HMS Prince of Wales, ammiraglia della Royal Navy, accompagnata da alcune navi di scorta, è reduce da una crociera nell'indo-pacifico.
Scopo dell'operazione era quello di rafforzare i rapporti politico militari con gli alleati di quel delicato contesto geostrategico.
Highmast ha portato il gruppo alleato, composta dalla Prince of Wales, dal cacciatorpediniere HMS Dauntless, dalla fregata norvegese HNoMS Roald Amundsen, dalla fregata HMS Richmond, dalle petroliere RFA Tideforce, e dalla la sua gemella RFA Tidespring e dalla nave cisterna norvegese HNoMS Maud, che hanno provveduto al rifornimento della squadra navale.
Nel corso della crociera, il gruppo alleato ha effettuato numerse esercitazioni aeronavali con le maggiori unità principali delle maggiori marine alleate.
Dalla giapponese Kaga in estremo oriente all'italiana Cavour nel Mediterraneo.
Highmast si è spinta fino all'Australia dove ha effettuato manovre anche con la RAN, Royal Australian Navy.
Al ritorno in porto vi è stata gran festa con la presenza di numerosi familiari giunti sul luogo per accogliere i 2mila marinai imbarcati.
Il gruppo navale ha dichiarato di essere ritornato già pienamente operativo e pronto ad assumere compiti per la NATO.