Breaking news infrastrutture - Pichetto Fratin: “Italia hub energetico del Mediterraneo”, più gas nazionale e Dl energia per proteggere imprese e prezzi

Le parole del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica arrivano da un’intervista rilasciata a Il Messaggero  di oggi: al centro, produzione nazionale, infrastrutture per il gas e misure per difendere la competitività del sistema produttivo.

(Prima Pagina News)
Lunedì 05 Gennaio 2026
Roma - 05 gen 2026 (Prima Pagina News)

Le parole del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica arrivano da un’intervista rilasciata a Il Messaggero  di oggi: al centro, produzione nazionale, infrastrutture per il gas e misure per difendere la competitività del sistema produttivo.

In un’Europa che fatica a parlare con una voce sola sulle grandi partite energetiche, l’Italia prova a trasformare l’incertezza internazionale in una leva di politica industriale. È questa la traiettoria indicata dal ministro Gilberto Pichetto Fratin, che in un’intervista a Il Messaggero (Roberta Amoruso) lega la fase geopolitica alla necessità di accelerare le scelte nazionali e di costruire alleanze europee più solide.

Il punto di partenza, nelle valutazioni del ministro, è che nuovi equilibri globali stanno ridisegnando pesi e influenze e che l’Unione europea mostra una debolezza strutturale, perché somma di interessi nazionali spesso divergenti. In questo scenario, l’Italia — spiega Pichetto Fratin — può giocare due carte complementari: aumentare la propria produzione di gas e petrolio e spingere con più decisione sul ruolo di hub energetico del Mediterraneo.

Sul fronte della produzione nazionale, il messaggio è netto: invertire la rotta non è solo possibile, ma necessario, anche se la filiera estrattiva richiede tempi tecnici e un quadro autorizzativo realmente snello. Il ministro richiama l’incremento già registrato e parla di nuove concessioni, oltre a strumenti che puntano a rendere più rapidi i percorsi (anche attraverso procedure agevolate e modelli di autorizzazione unificata), collegando questa accelerazione anche al rafforzamento del “gas release” per calmierare i prezzi alle imprese.

La partita dell’hub, però, non si gioca solo sulle intenzioni: servono opere e scelte coerenti lungo le rotte di approvvigionamento e di redistribuzione, con una domanda europea sufficientemente stabile. Per questo Pichetto Fratin insiste sulla necessità di un asse con la Germania, perché la capacità italiana di diventare un grande centro di smistamento verso il Nord dipende anche dalle strategie energetiche dei partner e dalle loro garanzie di assorbimento. Nel ragionamento del ministro rientra anche il tema dei rigassificatori, legato alla costruzione di ridondanza e resilienza del sistema.

Accanto alla strategia di medio periodo, c’è la gestione del rischio: l’Italia resta fortemente dipendente dall’estero e basta un incidente o una manutenzione su alcuni snodi per creare criticità, ricorda il ministro. Da qui la scelta di mantenere come “assicurazione” le centrali a carbone in condizioni di sicurezza, pur riconoscendo che non sono la soluzione strutturale e che pongono problemi economici e ambientali, oltre al vincolo delle regole europee sugli aiuti di Stato.

Infine, il capitolo più urgente: la competitività. Pichetto Fratin segnala il rischio di un divario con Paesi che dispongono di mix energetici e interventi pubblici diversi (e più favorevoli ai costi), e colloca in questo quadro la valutazione su un Dl energia per sostenere famiglie e imprese e mantenere concorrenziale il sistema produttivo.


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