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In un editoriale in uscita mercoledì, l'ex direttore chiarisce i motivi del divorzio da Mondadori. L'affondo contro il "sottoscala di menzogne" e il legame fraterno con Marina Berlusconi.
In un editoriale in uscita mercoledì, l'ex direttore chiarisce i motivi del divorzio da Mondadori. L'affondo contro il "sottoscala di menzogne" e il legame fraterno con Marina Berlusconi.
Alfonso Signorini chiude definitivamente il capitolo professionale più importante della sua carriera. Dopo trent'anni trascorsi all'interno della redazione di Chi, di cui è stato direttore dal 2006 al 2023 e successivamente direttore editoriale, il giornalista ha ufficializzato l'addio al settimanale del Gruppo Mondadori. Una decisione maturata dopo la pandemia e culminata lo scorso ottobre in un accordo con l'azienda. Signorini, che negli anni Novanta abbandonò l'insegnamento di latino e greco per la cronaca rosa, spiega che la scelta è frutto di una metamorfosi interiore e non delle recenti bufere giudiziarie e mediatiche che lo hanno coinvolto.
Il giornalista ha voluto rispondere con fermezza alle accuse sollevate da Fabrizio Corona e alla denuncia di Antonio Medugno, parlando di "squallore" che non ha minimamente influenzato il suo percorso. Nel lungo e accorato editoriale che apparirà sul numero in edicola il 4 marzo, Signorini si rivolge direttamente al suo pubblico: "La pandemia aveva modificato le mie abitudini, la mia quotidianità. Tre anni fa ho trovato il coraggio di condividere questo mio stato d'animo in azienda, perché sentivo di avere la forza per cominciare una nuova vita. Di qui la decisione di lasciare la direzione di Chi al mio storico braccio destro, Massimo Borgnis, per mantenere soltanto la direzione editoriale, ma nel corso di questi ultimi tre anni la voce che sentivo dentro di me non ha mai smesso di parlarmi. Per questo motivo, lo scorso ottobre ho concordato con l'azienda che avrei lasciato anche la direzione editoriale".
Nonostante il clima di festa per un nuovo inizio, Signorini non ha risparmiato parole durissime verso il cosiddetto "sistema Signorini" denunciato da Corona: "Esiste e continuerà ad esistere un mondo meraviglioso da raccontare, ma c'è anche uno squallido sottoscala fatto da chi vive ai margini e si nutre di menzogne e cattiverie. Uno sottoscala fatto anche da chi assiste a crimini e calunnie mostruose con un ghigno, una ironia, o peggio ancora con un silenzio che delinque quanto il crimine stesso. Avrò modo di spiegarvi meglio tutto quello a cui sto alludendo. Il mio rapporto con voi si è sempre basato sulla chiarezza e l'onestà. Difendere la mia professionalità e la mia persona è importante, ma non è questo il momento giusto. Ora è il momento di cominciare una nuova vita".
Il saluto finale è rivolto a chi lo ha sostenuto in questo trentennio, a partire dai vertici di Segrate: "Ringrazio Marina Berlusconi, un'amica fraterna prima di essere il mio editore, i vertici del Gruppo Mondadori, i direttori, i colleghi e la mia redazione". Con questa mossa, Signorini conferma anche la sospensione di ogni impegno con Mediaset, chiudendo un'era per il gossip italiano e per la televisione generalista.