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Vaticano, inchiesta Sloane Avenue, Crasso: "Non c'è prova di un piano per frodare Segreteria di Stato"
"Nelle chat non c'è un momento in cui si dice 'Crasso mi ha chiesto soldi, mi voleva fare fare un contratto'. Nulla di nulla".
(Prima Pagina News)
Mercoledì 22 Giugno 2022
Roma - 22 giu 2022 (Prima Pagina News)
"Nelle chat non c'è un momento in cui si dice 'Crasso mi ha chiesto soldi, mi voleva fare fare un contratto'. Nulla di nulla".
"Undici capi di imputazione non sono pochi, io mi auguro che questo Tribunale voglia rettificare la mia attività di gestire, non mi metta in condizione di pagare attività di altri soggetti".

Così Enrico Crasso, per vent'anni amministratore delle finanze della Segreteria di Stato Vaticana, nel corso dell'ultimo interrogatorio al Tribunale Vaticano, nell'ambito del processo relativo all'acquisto del palazzo londinese di Sloane Avenue.

"Durante gli ultimi cinque minuti dell'interrogatorio della Gendarmeria, un signore mi disse: 'Ma possibile che lei non ha un sassolino nella scarpa? Tutti qui hanno parlato male di lei. Indistintamente. Ma lei non ha niente da dire? Mi rendo conto che è vero il detto 'tanti nemici tanti onori', ma qui c'è in gioco la vita e la reputazione delle persone. Non sono in grado e mai userò qualcuno.

Io vorrei fare tante dichiarazioni… la mia vita è cambiata sono stato definito nelle chat 'Crassus il vecchietto' quello che ho capito è che sono stato un baluardo per la difesa della liquidità della Segreteria di Stato non un mezzo per frodare qualcuno", ha detto.

Durante l'interrogatorio, inoltre, Crasso ha affermato che "non c'è un documento che provi che io con Torzi abbia studiato un piano per frodare la Segreteria di Stato, mio cliente per 26 anni".

In merito alle 550 pagine di chat, ha detto: "Non c'è un momento in cui si dice 'Crasso mi ha chiesto soldi, mi voleva fare fare un contratto'. Nulla di nulla. Auguro a tutti di arrivare a 70 anni come ci sono arrivato io, mi chiedo dove sono finito, mi auguro che mi giudicherete per quello che ho fatto io e non per quello che hanno fatto gli altri".

Per quanto riguarda l'e-mail del 2017 con cui accettò l'incarico di consulente, quella "è stata una sliding door, è stato un errore andare a Londra il 20 novembre 2018".

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