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Accordo tra medici e famiglia per evitare l'accanimento. Il legale chiarisce: "Puntiamo ad alleviare il dolore, non è eutanasia".
Accordo tra medici e famiglia per evitare l'accanimento. Il legale chiarisce: "Puntiamo ad alleviare il dolore, non è eutanasia".
Si è conclusa la prima riunione operativa al Monaldi di Napoli per definire il percorso di Pianificazione Condivisa delle Cure (Pcc) per il piccolo Domenico.
L'equipe dell'Azienda Ospedaliera dei Colli, insieme al medico legale della famiglia, Luca Scognamiglio, e alla madre del bambino, ha stabilito lo stop a tutte le terapie non più utili, puntando a scongiurare ogni rischio di accanimento terapeutico.
L'attivazione del percorso segue la richiesta formale dei legali: "Una volta tolta la sedazione a Domenico lui non si è svegliato e quindi, avendo valutato una prognosi senza ombra di dubbio infausta, ho mandato una Pec al Monaldi, dove per volontà della famiglia abbiamo fatto una richiesta di Pcc", ha spiegato l'avvocato della famiglia. "È un istituto introdotto nel 2017. Non è eutanasia, ma è volto, per evitare l’accanimento terapeutico, a spostare tutta la terapia clinica dalla guarigione per alleviare il dolore".
Secondo una nota ufficiale dell'Azienda, al piccolo saranno ora somministrate esclusivamente terapie strettamente salvavita, nell'ambito di una "progressiva de-escalation" degli altri interventi. Il quadro clinico resta però drammatico: nelle ultime 12 ore è stato registrato un "ulteriore, progressivo e rapido peggioramento" delle condizioni generali.