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Secondo la Presidente Federica Brancaccio, l'emergenza abitativa è divenuta una criticità sistemica con impatti diretti su occupazione e mobilità.
Secondo la Presidente Federica Brancaccio, l'emergenza abitativa è divenuta una criticità sistemica con impatti diretti su occupazione e mobilità.
L’Associazione Nazionale Costruttori Edili (Ance) sollecita l'intervento immediato dell'Esecutivo per l'istituzione di un nuovo Piano Casa, considerato l'erede naturale del Pnrr e pilastro necessario per scongiurare una contrazione del PIL dopo il 2026. Secondo la Presidente Federica Brancaccio, l'emergenza abitativa è divenuta una criticità sistemica con impatti diretti su occupazione e mobilità.
Analisi delle risorse e governance
L'Ance ha individuato una dotazione finanziaria complessiva di circa 7 miliardi di euro, derivante dalla convergenza di diversi canali:
L'Associazione richiede l'adozione del "modello Pnrr", caratterizzato da una governance centralizzata per superare la frammentazione delle attuali 40 competenze ministeriali e istituzionali, garantendo tempi certi e capacità di spesa.
Emergenza abitativa e impatto sociale
I dati del Rapporto congiunturale Ance delineano un quadro critico per i grandi centri urbani. A Milano, un nucleo familiare con reddito netto di 15 mila euro dovrebbe destinare l'80% delle entrate alla rata del mutuo; a Roma e Firenze, i canoni di locazione assorbono rispettivamente il 70% e l'80% del reddito dei soggetti più fragili. L'Ance stima che, per accedere a un'abitazione in sicurezza finanziaria, servirebbero redditi annui pari a 71 mila euro a Milano e 57 mila a Roma.
Bilancio Pnrr e prospettive occupazionali
Il settore delle costruzioni conferma il suo ruolo di motore economico:
Previsioni macroeconomiche 2025-2026
Nonostante una flessione dell'1,1% prevista per il 2025 – mitigata dalla tenuta delle opere pubbliche (+21%) a fronte della frenata dell'edilizia privata – le stime per il 2026 indicano una crescita del 5,6%. Tale dinamica sarà alimentata dalla fase conclusiva del Pnrr e da una nuova espansione degli investimenti pubblici (+12%).
L'Ance ha tuttavia espresso preoccupazione per la gestione dei cantieri nell'ultimo miglio del piano europeo, chiedendo tutele per circa 15 miliardi di euro di lavori ed evitando risoluzioni contrattuali o penali eccessive che potrebbero rallentare il completamento delle opere. "Fare tesoro dell'esperienza del Pnrr è fondamentale", ha concluso Brancaccio, indicando in una strategia di lungo periodo fino al 2033 la chiave per una crescita strutturata del Paese.