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Presentato il ddl 71 sulla logistica: nuove regole contro il consumo di suolo, inclusione dei data center e priorità alla rigenerazione delle aree dismesse.
Presentato il ddl 71 sulla logistica: nuove regole contro il consumo di suolo, inclusione dei data center e priorità alla rigenerazione delle aree dismesse.
Uniformare lo sviluppo della logistica in Friuli Venezia Giulia tutelando, al contempo, l’ambiente e la salute pubblica. È questo l’obiettivo del disegno di legge 71, illustrato dall’assessore alle Infrastrutture Cristina Amirante alla IV Commissione consiliare. La norma punta a colmare un vuoto normativo, ispirandosi al modello lombardo per gestire un settore in forte espansione.
Cosa prevede la riforma: dai magazzini ai Data Center
Il ddl introduce per la prima volta una definizione chiara di "insediamento logistico", includendo non solo magazzini e depositi merci, ma anche i data center. Queste strutture, fondamentali per l’intelligenza artificiale, hanno un impatto energetico e territoriale enorme e saranno d’ora in poi sottoposte a valutazioni preventive per garantirne la sostenibilità.
Le nuove regole per Comuni e Regione
La legge introduce una soglia dimensionale per stabilire chi deve autorizzare i progetti:
Il criterio guida sarà la rigenerazione delle aree industriali dismesse, dando priorità al riutilizzo dell'esistente rispetto alla costruzione su nuovi terreni. La Giunta regionale definirà indirizzi vincolanti basati sulla vicinanza alle reti di trasporto e sull'uso di energie rinnovabili.
Il dibattito politico e le rassicurazioni dell'Assessore
Nonostante il consenso generale sulla necessità di regole, le opposizioni hanno sollevato alcuni dubbi:
L'assessore Amirante ha risposto seccamente: "La legge non scavalca i Comuni". Anche se un progetto supera l'esame regionale, il Comune mantiene l'ultima parola sulla variante urbanistica. Inoltre, non sono previste deroghe: si potrà costruire solo dove i piani già lo consentono.