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Cannes, Marco Bellocchio: "Ora finalmente sono sereno, ma non per questo assolto"
Il regista, che riceverà la Palma d'Oro alla Carriera, presenta il film "Marx può aspettare".
(Prima Pagina News)
Giovedì 15 Luglio 2021
Roma - 15 lug 2021 (Prima Pagina News)
Il regista, che riceverà la Palma d'Oro alla Carriera, presenta il film "Marx può aspettare".
Marco Bellocchio presenta a Cannes il suo ultimo film, intitolato "Marx può aspettare" e da una lezione di cinema ad una folta platea di giornalisti, accreditati e registi.

"La premiere del film mi fa stare non dico in ansia, ma mi fa palpitare, mi fa sentire più giovane, un così piccolo film nato per noi avere una così grande ribalta. La Palma d'oro d'onore invece mi fa felice, ma non la considero un premio di risarcimento, perché io qui ho avuto sempre enormi soddisfazioni, tra cui la doppia Palma d'oro agli interpreti di Salto nel vuoto, Michel Piccoli e Anouk Aimee", ha detto Bellocchio, che sabato, giorno conclusivo del Festival, riceverà la Palma d'Oro alla Carriera.

Il film "Marx può aspettare", ha proseguito, è "un'ultima occasione per fare i conti con qualcosa che era stato censurato, nascosto a tutti noi, da me e dalla mia famiglia. Prima abbiamo organizzato un pranzo al circolo dell'Unione a Piacenza che mio padre aveva fondato. Capii subito che non mi interessava fare una cosa nostalgica, tenera con chi restava della mia famiglia, mia sorella, i miei fratelli, ma che il focus sarebbe diventato 'il grande assente' ossia Camillo, il mio gemello suicida a 26 anni nel 1968".

A dare il titolo al film, coprodotto da Kavac Film, Rai Cinema e Tenderstories, nelle sale da oggi su distribuzione 01, è una frase detta proprio da Camillo: ad una sua richiesta di aiuto nella ricerca di un lavoro, Bellocchio, già affermato come regista, aveva risposto "potrai riscattare la tua infelicità entrando nella lotta rivoluzionaria".

Il film permette di ridere, emozionarsi e partecipare a quanto accaduto alla famiglia del regista. E' "paradossalmente il mio film più privato e anche il mio più libero, leggero, senza i condizionamenti che mi avevano impedito di riflettere su questo dramma, prima la salvaguardia di mia madre, poi la politica, poi la psicanalisi. Ora finalmente sono sereno, ma non per questo assolto", ha concluso Bellocchio.

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