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Il coordinamento della Farnesina attiva charter e voli speciali per oltre 70mila connazionali: "Lockdown e boati a Dubai, è una sensazione bruttissima".
Il coordinamento della Farnesina attiva charter e voli speciali per oltre 70mila connazionali: "Lockdown e boati a Dubai, è una sensazione bruttissima".
Sotto il cielo plumbeo di una crisi che paralizza il Medio Oriente, sono scattate le prime operazioni di rimpatrio per le migliaia di connazionali rimasti bloccati dall'escalation bellica. Un primo volo charter con 127 passeggeri è già decollato dall'Oman, mentre per domani è atteso a Milano un volo speciale da Abu Dhabi con a bordo circa 200 studenti minorenni. La macchina della Farnesina lavora senza sosta in un contesto operativo difficilissimo, segnato dal divieto per le compagnie europee e i velivoli militari non schermati di sorvolare le aree a rischio, lasciando di fatto il campo ai soli vettori del Golfo.
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani segue personalmente l'evolversi della situazione, sottolineando i numeri imponenti di questa emergenza: "Nella regione sono al momento presenti oltre 70.000 nostri connazionali tra presenze stabili, quasi l'80%, e temporanee, 30.000 circa solo a Dubai e Abu Dhabi. In Israele vivono circa 20mila residenti con passaporto italiano. La sicurezza degli italiani è la priorità e va avanti l'organizzazione in queste ore di voli da Muscat alla volta dell'Italia, oltre a quello già partito".
Il clima nelle città emiratine è spettrale, una sorta di stasi forzata che riporta alla mente i periodi più bui del recente passato. "È come se fossimo in una sorta di lockdown. Le auto non girano per strada, tutto fermo, scuole chiuse. Sentiamo solo dei rumori di sottofondo", racconta Francesca Raspavolo, insegnante residente a Dubai da quattro anni.
Questa sensazione di isolamento alimenta l'ansia delle famiglie e dei docenti degli studenti in attesa di imbarco, come conferma Francesco Barberis, coordinatore del liceo Sant'Anna di Torino: "Più passa il tempo più aumenta la preoccupazione". Anche il mondo dello spettacolo condivide lo stesso destino; Luisa Corna, bloccata a Dubai dopo aver partecipato a un evento canoro, descrive con amarezza l'atmosfera sospesa: "C'è un clima di grande tensione e di insicurezza. È una sensazione bruttissima".
Mentre gli scali di Fiumicino e Malpensa registrano decine di cancellazioni, la diplomazia italiana tenta di creare corridoi sicuri verso Riad per chi fugge da Qatar e Bahrein, assistendo contemporaneamente migliaia di turisti di ritorno dalle Maldive.
Le cronache di queste ore riportano storie di odissee private, come quella di due marchigiani fuggiti da Dubai con un'auto a noleggio e proseguiti a piedi fino al confine con l'Oman, o la situazione di incertezza dei croceristi sulla MSC Euribia, ferma nel porto di Dubai. Nonostante la riapertura limitata degli scali annunciata da Emirates ed Etihad per le prossime ore, la tensione resta massima per i tanti che ancora attendono un varco verso casa, inclusi piccoli gruppi di pellegrini fermi a Gerusalemme.