Fauna selvatica: Esposto contro la Toscana a difesa della pavoncella

Italia Nostra Toscana, CERM - Centro Rapaci Minacciati, Il Giardino dei Fenicotteri Piana di Lecore e Atto Primo Salute Ambiente Cultura, si schierano contro la Giunta Regionale che ha autorizzato l'abbattimento di 1000 esemplari di questa specie protetta contro i 60 consigliati dall'ISPRA. Un prelievo superiore del 1.500% rispetto a quello scientificamente sostenibile

di Renato Narciso
Venerdì 09 Gennaio 2026
Firenze - 09 gen 2026 (Prima Pagina News)

Italia Nostra Toscana, CERM - Centro Rapaci Minacciati, Il Giardino dei Fenicotteri Piana di Lecore e Atto Primo Salute Ambiente Cultura, si schierano contro la Giunta Regionale che ha autorizzato l'abbattimento di 1000 esemplari di questa specie protetta contro i 60 consigliati dall'ISPRA. Un prelievo superiore del 1.500% rispetto a quello scientificamente sostenibile

Negli ultimi giorni, l’Associazione Alleanza Antispecista, il GrIG - Gruppo d’Intervento Giuridico e le associazioni, Italia Nostra Toscana, CERM - Centro Rapaci Minacciati, Il Giardino dei Fenicotteri Piana di Lecore e Atto Primo Salute Ambiente Cultura, hanno formalizzato un esposto presso la Regione Toscana, l’ISPRA e la Corte dei Conti per ottenere il riesame e l'annullamento in via di autotutela della delibera 1501 del 20 ottobre 2025 che autorizza il prelievo venatorio della Pavoncella (Vanellus vanellus).

Nonostante la Pavoncella sia classificata come “vulnerabile” nell’European Red List e versi in un grave stato di declino in tutta Europa a causa della distruzione degli habitat in cui la stessa vive, la Regione Toscana ha autorizzato l’abbattimento di circa mille esemplari.

Tale decisione appare in aperto contrasto con le evidenze scientifiche e le tutele normative vigenti, in quanto: – Istituto giuridico del “silenzio-assenso” non applicabile, la Giunta ha proceduto dando per acquisito il parere favorevole di ISPRA solo perché pervenuto con tre giorni di ritardo rispetto ai termini ordinari, ovvero dalla data formale di invio della richiesta.

 Tuttavia, trattandosi di materia ambientale e di tutela della biodiversità, il parere tecnico dell’Istituto è un elemento sostanziale dell'istruttoria che non può essere eluso, specialmente se, come in questo caso, esprime una valutazione nettamente sfavorevole; – Discrepanza nei dati: ISPRA ha evidenziato errori metodologici nell’elaborazione dei dati regionali, indicando come soglia massima di prelievo sostenibile non più di 60 capi, a fronte dei quasi mille autorizzati dalla Regione. Se la Regione avesse atteso i tre giorni di ritardo, avrebbe scoperto che la sua decisione portava a un prelievo superiore del 1.500% rispetto a quello scientificamente sostenibile; – Violazione del Principio di Precauzione: la delibera non tiene conto dell’art. 191 del TFUE che impone un approccio cautelativo in ogni azione amministrativa che possa compromettere l’ambiente.

Silenzio da parte delle istituzioni, nonostante una precedente diffida formale inviata a fine novembre da WWF, Enpa, Lac, Lav, Legambiente e Lipu, la Regione Toscana non ha fornito alcuna risposta, lasciando che le operazioni venatorie di abbattimento di questa specie in declino proseguissero indisturbate.

La richiesta delle associazioni Italia Nostra Toscana, CERM - Centro Rapaci Minacciati, Il Giardino dei Fenicotteri Piana di Lecore e Atto Primo Salute Ambiente Cultura ODV chiedono alla Regione Toscana l’annullamento della delibera in via di autotutela e l'immediata interruzione della caccia alla Pavoncella su tutto il territorio regionale, a tutela della biodiversità e della legalità amministrativa.


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