Rigenerazione urbana: Confronto in Campidoglio sul ruolo delle stazioni di servizio nell'epoca della transizione ecologica

Promosso dalla Pilat & Partners e articolato in quattro appuntamenti tematici, l'evento ha creato un dialogo tra istituzioni, professionisti, imprese e cittadini con l’obiettivo di condividere esperienze, buone pratiche e visioni innovative

di Renato Narciso
Giovedì 29 Gennaio 2026
Roma - 29 gen 2026 (Prima Pagina News)

Promosso dalla Pilat & Partners e articolato in quattro appuntamenti tematici, l'evento ha creato un dialogo tra istituzioni, professionisti, imprese e cittadini con l’obiettivo di condividere esperienze, buone pratiche e visioni innovative

Si è svolto ieri, 28 gennaio 2026, presso la Sala del Carroccio in Campidoglio, il secondo appuntamento del ciclo di incontri “Dialoghi sulla Rigenerazione Urbana”, il percorso di confronto e approfondimento dedicato a ripensare la città del futuro attraverso innovazione, sostenibilità e nuovi modelli di sviluppo urbano.

Il ciclo Dialoghi sulla Rigenerazione Urbana, promosso dalla Pilat & Partners, articolato in quattro appuntamenti tematici, mette in dialogo istituzioni, professionisti, imprese e cittadini con l’obiettivo di condividere esperienze, buone pratiche e visioni innovative.

Dopo il primo incontro, svoltosi nel mese di novembre e dedicato ai temi delle Smart City e degli Smart Building, il secondo appuntamento ha concentrato l’attenzione su un ambito strategico e in forte evoluzione: le stazioni di servizio. Al centro del confronto, il ruolo delle stazioni di servizio nella rete energetica italiana del domani e la loro trasformazione da semplici luoghi di rifornimento a hub multifunzionali, capaci di integrare nuovi vettori energetici, servizi digitali, funzioni di prossimità e spazi a valenza sociale.

In un contesto di crescente urbanizzazione e transizione energetica, queste infrastrutture si configurano sempre più come presìdi territoriali fondamentali, in particolare nelle aree a bassa densità abitativa o lungo le grandi direttrici di traffico.

Le cosiddette “stazioni 2.0”, già diffuse in molte città europee e in progressiva affermazione anche in Italia, rappresentano un modello evoluto di infrastruttura urbana: luoghi aperti, connessi e sostenibili, in grado di offrire servizi avanzati, spazi di sosta, coworking, lounge e nuove opportunità economiche e occupazionali, contribuendo al tempo stesso alla rigenerazione urbana e sociale dei territori.

Ad aprire i lavori è stato il Presidente della Commissione Controllo, Garanzia e Trasparenza dell’Assemblea Capitolina, Federico Rocca, che ha sottolineato come “il tema dell’Energia, degli Spazi Multifunzionali e della Mobilità, con un focus sulle stazioni di servizio, ritengo siano punti nevralgici del dibattito pubblico per il nostro sistema Paese su cui le Istituzioni sia locali che nazionali stanno dedicando una grande attenzione per fornire gli strumenti adeguati e supportare la transizione verso sistemi infrastrutturali più sostenibili innovativi. Il Governo, come noto, ha assegnato un livello prioritario a questo tema attuale e di grande impatto sociale che il nostro gruppo consiliare si impegna a promuovere anche per Roma Capitale considerata anche la notevole ampiezza territoriale della Capitale.”

Successivamente, il deputato Antonino Iaria ha aggiunto che “il recupero e l’evoluzione delle stazioni di servizio rappresentano un tema cruciale da affrontare nell’ottica di creare i nodi di una rete di distribuzione dell'energia innovativa e digitalizzata. Questi spazi, infatti, non sono più solo semplici punti di erogazione di carburanti fossili, ma stanno evolvendo in hub multifunzionali per la mobilità sostenibile, in grado di integrare distribuzione elettrica intelligente, sistemi di accumulo e servizi digitali avanzati. Tuttavia, nel quadro della rigenerazione urbana e specialmente all'interno dei centri abitati, questa trasformazione e rigenerazione di aree complesse dal punto di vista ambientale, non deve essere solo a carico del pubblico; è invece fondamentale incentivare partnership pubblico-private per finanziare l’installazione di infrastrutture di ricarica ad alta potenza e lo sviluppo di nuovi concept di servizi al cittadino ”.

Tra i saluti istituzionali anche la deputata Daniela Dondi, secondo la quale “lo sviluppo sostenibile delle nostre città è un argomento di grande attualità che richiede collaborazione,​ visione e impegno condiviso tra tutte le parti pubbliche e private che vogliono confrontarsi con questa sfida. La finalità è avere città più vivibili, inclusive e resilienti. La politica ha messo a disposizione risorse economiche e norme (Fondi PNRR, Fondi tematici per i piani urbani integrati, ddl sulla rigenerazione urbana). Tutti questi interventi hanno l’obiettivo di creare città più sicure, sostenibili e innovative, capaci di rispondere alle esigenze dei cittadini e delle imprese. La rigenerazione urbana non è solo un investimento infrastrutturale, ma una vera e propria opportunità di sviluppo sociale, culturale ed economico, che richiede la partecipazione attiva di tutti gli attori del territorio “.

 Nel corso delle tre tavole rotonde tematiche – dedicate ai nuovi vettori energetici, alle stazioni di servizio come spazi multifunzionali e al rapporto tra mobilità urbana e infrastrutture di servizio – è emersa una visione condivisa sul ruolo sempre più centrale di queste infrastrutture nei processi di trasformazione urbana. Fabio Curtacci, Direttore Retail & Marketing di Q8, è intervenuto affermando che “oggi la vera sfida non è immaginare il futuro delle stazioni di servizio, ma renderlo realizzabile. Servono modelli sostenibili dal punto di vista industriale, regole chiare e tempi certi, per permettere agli operatori di investire e innovare. Solo così queste infrastrutture possono evolvere in modo ordinato e coerente con le esigenze dei territori, senza creare fratture tra visione strategica e realtà operativa”. Marina Barbanti, Direttore Generale di UNEM, ha aggiunto che “una mobilità decarbonizzata richiederà la presenza di una pluralità di carburanti ed energie presso i p.v. a zero o basse emissioni. La domanda è semplice: la rete carburanti attuale ha le potenzialità in termini di spazi e caratteristiche tali da consentire una vera evoluzione. Negli ultimi anni, come UNEM, abbiamo cercato di portare questo tema all’attenzione delle istituzioni. Lo abbiamo fatto anche qui a Roma, lo scorso ottobre, presentando uno studio che partiva da un dato molto semplice: la rete carburanti italiana, e romana in particolare, è sovradimensionata, frammentata e spesso obsoleta. Una rete così fatica a innovare, fatica a integrare nuovi vettori energetici, fatica a offrire servizi di qualità. E, di conseguenza, fatica a contribuire positivamente allo sviluppo di una mobilità sostenibile. Servono regole chiare, tempi certi, strumenti che favoriscano la chiusura o riconversione degli impianti incompatibili e, allo stesso tempo, sostengano chi investe in qualità, sicurezza e nuovi servizi attraverso un processo chiaro e governato”.

Il tema è legato anche all’individuazione di nuove frontiere di ultimo miglio, punto sul quale è intervenuto Dario Fidanza, Direttore Generale Big SB S.p.A., secondo il quale “la trasformazione delle stazioni di servizio in piattaforme dell'ultimo miglio rappresenta una scelta strategica di politica industriale e urbana. E’ un approccio pragmatico, scalabile e immediatamente applicabile che consente di coniugare sostenibilità, efficienza operativa e sviluppo di nuovi modelli di business nel cuore della città”. Dal lato della associazioni di categoria, Alessandro Peron, Segretario Generale di FIAP, ha dichiarato che “come FIAP crediamo che le stazioni di servizio di nuova generazione possano rappresentare un nodo fondamentale della mobilità del futuro: hub intermodali in grado di mettere in connessione trasporto, servizi e comunità locali. Occasioni di confronto come questa sono essenziali per costruire una visione condivisa e concreta”.

L’incontro ha rappresentato un momento di confronto qualificato e concreto, confermando la necessità di un approccio integrato alla rigenerazione urbana, capace di coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e centralità delle persone, per costruire città sempre più intelligenti, resilienti e inclusive.


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