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Italy Art, Paolo Rolli: “Il Museo Archeologico Nazionale di Civitavecchia è ora disponibile in Virtual Tour a 360 gradi”.
In occasione della pubblicazione sul portale "Italyart.it" del Museo archeologico di Civitavecchia, l’architetto romano Paolo Rolli ideatore e coordinatore di questo progetto così ambizioso -e che riguarda ormai non solo il Museo di Civitavecchia- spiega qui di seguito le motivazioni di fondo che hanno ispirato questa sua nuova “sfida culturale” e che ha già prodotto i primi segnali positivi nel Paese.
(Prima Pagina News)
Lunedì 06 Settembre 2021
Roma - 06 set 2021 (Prima Pagina News)
In occasione della pubblicazione sul portale "Italyart.it" del Museo archeologico di Civitavecchia, l’architetto romano Paolo Rolli ideatore e coordinatore di questo progetto così ambizioso -e che riguarda ormai non solo il Museo di Civitavecchia- spiega qui di seguito le motivazioni di fondo che hanno ispirato questa sua nuova “sfida culturale” e che ha già prodotto i primi segnali positivi nel Paese.

La mia riflessione parte dal fatto che mentre ci si confronta e talvolta ci si accapiglia su accorpamenti, musei dalle dimensioni “giuste” o “XXL”, vedi il caso Calenda a Roma, sfugge come un possibile rinnovo dell’offerta culturale italiana possa passare anche “solo” dalla messa in disponibilità, strutturata e diffusa, dei musei in “digitale”.

Nel caso di Civitavecchia trattasi di un Museo cosiddetto “Minore” che contiene Opere di primo livello e depositi di materiali provenienti dai ritrovamenti e dai sequestri in un territorio ricchissimo di siti archeologici. Infatti, conserva le principali testimonianze storiche e archeologiche della città, fondata dall’imperatore Traiano con la funzione di porto di Roma, ruolo che è svolto tuttora, e custodisce reperti provenienti dal territorio, sia dai siti del litorale costiero, sia dai Monti della Tolfa.

Caso eccezionale di intervento in progress, infatti proprio in considerazione dell’ispirazione civica del Museo, dello stretto legame con il territorio e della sua vocazione turistica, è stata fortemente voluta la riapertura di alcuni spazi museali e la loro digitalizzazione, nonostante siano ancora in atto i lavori di ristrutturazione che interessano i piani alti dell’edificio, resi necessari da esigenze di adeguamento e messa in sicurezza. Molto altro resta da fare, ma è un caso virtuoso che potrebbe essere replicabile. Per esempio, la digitalizzazione dei depositi secondo una idea di fruizione “allargata”. Non più luogo di mera conservazione e quindi negazione della fruizione, il deposito potrebbe essere il luogo di una nuova narrazione, quale integrazione alla logica espositiva delle sale.

La gran parte delle opere d’arte di tutto il mondo si trova in depositi spesso ignorati e comunque inaccessibili se non a Studiosi e Specialisti.In genere i grandi musei espongono circa il 10% della loro collezione contro il 90% che resta invisibile e se i musei espongono a rotazione le Opere più importanti, quelle di “minori” potrebbero non lasciare mai i depositi, a meno che non abbiano bisogno di interventi conservativi e si trovino le risorse da dedicare loro.

La ineluttabile conseguenza è che i materiali e le opere, anche famose, rischiano l’oblio, invece di poter essere fruite nelle gallerie dei musei più piccoli, o al fuori delle “rotte turistiche conclamate”.

Allora, forse, prima che di ridefinire e incrementare superficialmente l’offerta culturale con “effetti speciali”, che sembrerebbe essere la via scelta per una nuova e già sovrabbondante volgarizzazione del Bene Culturale, si potrebbe iniziare da qui ovvero dal progettare nuove modalità di accessibilità aprendo a nuove strategie di valorizzazione secondo una nuova modalità di fruizione diffusa, meno curatoriale e più libera, che proprio la digitalizzazione dei luoghi e dei depositi possono offrire sul web.

Inoltre, mi permetto di aggiungere che riguardo il tema della digitalizzazione, così attuale oggi, sono oltre vent'anni che ho ideato e realizzato modelli di fruizione digitale delle opere che non mi sono mai stancato di proporre alle Istituzioni pubbliche e private. Nel migliore dei casi ho trovato la disponibilità all'accesso ai depositi o ai Musei, ma mai la disponibilità a progetti organici in nome della storica carenza dei fondi.

Oggi la pandemia ha dimostrato quanto sia necessario un profondo ripensamento delle regole della fruizione sia turistico-culturale che di quella prettamente scientifica.

Purtroppo, assistiamo alla volgarizzazione del bene culturale attraverso il modello gaming, oppure alla cessione a Google ed ai players digital del dato in ragione di una presunta pelosa gratuità o di un coinvolgimento di influencer. Penso siano possibili altri modelli e che sia necessaria una riflessione profonda e articolata per rendere la digitalizzazione non una sterile archiviazione, ma una innovativa modalità di fruizione.

Nel frattempo, non mi arrendo! Continuerò nella mia follia a cogliere tutte le occasioni per stimolare la riflessione nel merito.

Arch. Paolo Rolli
Ideatore ItalyArt


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