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Milano, il Teatro alla Scala parte con il 'Boris Godunov'. Meyer, nessuna propaganda a Putin
Il Sovrintendente, 'abbiamo rispetto per i capolavori, e in questa presentazione non c’è niente che vada contro l’Ucraina'.
di Piero De Bartolo
Giovedì 01 Dicembre 2022
Milano - 01 dic 2022 (Prima Pagina News)
Il Sovrintendente, 'abbiamo rispetto per i capolavori, e in questa presentazione non c’è niente che vada contro l’Ucraina'.
Il Teatro alla Scala di Milano aprirà la sua Stagione con la Prima del 7 dicembre mettendo in scena il 'Boris Godunov' di Modest Musorgskij, diretto da Riccardo Chailly per la regia di Kasper Holten.

La scelta di aprire con un'opera russa è stata oggetto di discussione, ma stamani, durante la presentazione ufficiale della Prima, il Sovrintendente del Teatro, Dominique Meyer, è tornato a difendere la decisione di andare in scena con il capolavoro di Musorgskij perchè, com'è ovvio, “non facciamo propaganda a Putin, mostriamo un grande capolavoro della storia dell’arte”.

Su questo punto, Meyer ha ribadito: “Non mi nascondo per leggere Dostoevskij, perché l’arte è arte e non c’entra con quello che sta accadendo”. Inoltre, ha aggiunto, il 'Boris Godunov' era stato scelto tre anni fa insieme con il Maestro Chailly.

L'opera, che sarà messa in scena nella sua versione originale del 1869, ha proseguito Meyer, è la raffigurazione “della manipolazione del popolo da parte di chi detiene il potere, e questo rende tanto importanti le scene corali”. “Abbiamo rispetto per i capolavori, e in questa presentazione non c’è niente che vada contro l’Ucraina. E il libretto non fa apologia di un regime, tutto il contrario”.

Meyer ha poi ricordato le iniziative prese dalla Scala subito dopo lo scoppio del conflitto ucraino: “Quando è arrivata la guerra, è stato un momento difficilissimo. Stavamo festeggiando la prima della Dama di Picche e immaginate il contrasto. Abbiamo preso la difficile decisione di chiedere un chiarimento al maestro Gergiev, nelle prime quattro o cinque ore, gli abbiamo chiesto una dichiarazione chiara per una soluzione pacifica, non di andare contro il suo Paese. Non ha potuto o voluto rispondere, lo abbiamo sostituito. Siamo stati i primi a fare qualcosa”.

Inoltre, “abbiamo deciso di fare un grande concerto per l’Ucraina, e abbiamo raccolto 400mila euro per le vittime: è una goccia nell’oceano del dolore di queste persone, ma è quello che la Scala può fare. Abbiamo accolto bambini della scuola di danza di Kiev, trovando qui alloggio anche per i genitori, senza sbandierarlo. Poi, quando abbiamo presentato questa apertura della stagione, mi hanno fatto domande solo sulla questione politica. E io ripeto, fare il Boris Godunov è una decisione che abbiamo preso tre anni fa ed è impossibile cancellarlo. E poi perché dovremmo? Vorrei che si veda così, come un grande capolavoro della storia dell’opera, e che lanci un messaggio più universale”.

A fare eco al Sovrintendente, è il regista, Kasper Holten: “Il ciclo del potere e della violenza continua a ripetersi con un senso di inevitabilità. La storia si ripete ciclicamente, e si vedrà anche nei costumi, ci saranno costumi del 1500, del 1800 e attuali, perché questa è la storia delle vittime innocenti di quanti detengono il potere con cinismo”.

Il ruolo del protagonista sarà coperto dal basso russo Ildar Abdrazakov, “un interprete straordinario, uno dei più grandi interpreti della storia di quest’opera”, ha evidenziato Meyer, per poi ricordare che il cantante si è esibito alla Scala, in precedenza, altre 88 volte.

L'opera è stata scelta con Chailly, ha continuato Meyer, perchè “era tempo di girare un po’, di uscire dalle abitudini, e abbiamo pensato al Boris, che ha una lunga tradizione qui alla Scala. Ma mettere un titolo sulla carta non basta, abbiamo invitato Kasper Holten, uno dei grandi registi del nostro tempo, per anni direttore del Covent Garden. Oltre a essere un grande artista ha una consapevolezza profonda di quello che fa. Conosce il Boris fino al più piccolo angolo, non esce dal binario, vedrete il vero Boris”.

Alla Prima parteciperanno il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. La Prima andrà in onda in diretta su Rai1. La Rai, ha evidenziato Meyer, è un “partner con cui lavoriamo bene dal 1977. Con loro abbiamo lavorato tanto insieme anche durante il Covid”.

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