Milano: insulti a Segre, hater si scusano e risarciscono. Gip: "Sfregio alla verità"

Donazioni alla Shoah e lavori socialmente utili per chiudere i processi. Il Giudice: "Accusarla di nazismo è l'offesa più infamante".

(Prima Pagina News)
Giovedì 19 Febbraio 2026
Milano - 19 feb 2026 (Prima Pagina News)

Donazioni alla Shoah e lavori socialmente utili per chiudere i processi. Il Giudice: "Accusarla di nazismo è l'offesa più infamante".

Lettere di scuse, bonifici alla Fondazione Memoriale della Shoah e la richiesta di svolgere lavori di pubblica utilità. È questa la strategia scelta dalla quasi totalità degli imputati comparsi oggi davanti alla giudice di Milano, Francesca Ghezzi, nel primo filone processuale nato dalle denunce della senatrice a vita Liliana Segre.

Otto le persone a giudizio per diffamazione aggravata dall'odio razziale, a seguito di raffiche di insulti e minacce diffuse sui social network.

Il bilancio dell'udienza pre-dibattimentale segna una netta vittoria per la linea della "giustizia riparativa": tre imputati sono già usciti dal processo grazie alla remissione della querela, avendo versato risarcimenti compresi tra i 500 e i 2.000 euro; altri quattro hanno chiesto la messa alla prova. La giudice ha però dettato condizioni rigide: le attività di volontariato dovranno svolgersi presso enti neutrali come la Caritas e non su blog politicamente orientati.

Tra i profili emersi, anche situazioni di fragilità economica: un pensionato invalido ha ammesso di poter raccogliere solo piccole somme vivendo con 2.500 euro annui.

L'avvocato di parte civile, Vincenzo Saponara, ha sottolineato l'importanza del principio sancito dal GIP Alberto Carboni, che ha definito l'accusa di "nazismo" rivolta a una reduce dai campi di sterminio come "la più infamante delle offese" e uno "sfregio alla verità oggettiva".

Mentre un solo imputato ha scelto il rito abbreviato, la maxi-inchiesta prosegue: fissata un'udienza preliminare per un'altra ventina di profili, parte di un gruppo di 86 account identificati dopo una lunga battaglia legale contro le archiviazioni.


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