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Il monito del Presidente francese tra stime miliardarie e tensioni sull'asse militare con la Germania.
Il monito del Presidente francese tra stime miliardarie e tensioni sull'asse militare con la Germania.
In vista dei cruciali appuntamenti di Anversa e del vertice dei 27 in Belgio, il Presidente francese Emmanuel Macron delinea la sua nuova "dottrina economica europea". Attraverso un’intervista rilasciata a Le Monde e ai principali quotidiani europei, tra cui Il Sole 24 Ore, Macron lancia un appello senza precedenti "a un debito comune Ue per finanziare difesa e intelligenza artificiale", innescando un nuovo potenziale scontro frontale con il partner tedesco.
Il capo dell'Eliseo analizza con durezza il ritardo del Continente rispetto ai giganti globali: "Rispetto al momento in cui sono stati pubblicati i rapporti scritti da Mario Draghi ed Enrico Letta, la Cina ha accelerato enormemente. Oggi ha un attivo con il resto del mondo di 1.000 miliardi di euro. L'Europa deve decidere se diventare una potenza. Se dovessimo rimanere un mercato aperto ai quattro venti, saremmo spazzati via".
Secondo Macron, la sopravvivenza europea passa per una trasformazione radicale: "L'Europa è nei fatti il fattore di aggiustamento del resto del mondo. La domanda è se siamo capaci di diventare una potenza, sul piano economico, finanziario, militare e anche a livello democratico. Oggi, abbiamo tre battaglie da condurre, nella sicurezza e nella difesa, nelle tecnologie della transizione ecologica e nell'intelligenza artificiale e nel quantico. In tutti questi settori investiamo molto meno rispetto a Cina e Stati Uniti. Se l'Unione Europea non fa nulla nei prossimi 3-5 anni, sarà spazzata via da questi settori. E quest'investimento, se vogliamo che preservi il mercato interno, che non lo frammenti ancora un po' di più, non dobbiamo rigettarlo sulle nazioni. Deve essere un investimento congiunto".
Il Presidente richiama le analisi dell'ex premier italiano per quantificare lo sforzo necessario: "Mario Draghi stimava in 800 miliardi di euro all'anno i bisogni di investimenti pubblici e privati nelle tecnologie verdi e digitali. Se aggiungiamo la difesa e la sicurezza, arriviamo circa a 1.200 miliardi di euro all'anno".
Sullo sfondo della proposta economica resta il nodo dell'industria bellica e dei progetti comuni con la Germania, messi a rischio dalle recenti indiscrezioni: "Il progetto di aereo da combattimento franco-tedesco è un buon progetto. E non ho nessuna comunicazione tedesca sul fatto che non si tratti di un buon progetto. Quanto gli industriali cercano di rinunciare alle sinergie, è una cosa, ma non sta a noi difenderla. Ne riparleremo con il cancelliere Friedrich Merz. Da parte mia, ritengo che le cose debbano procedere. E allo stesso modo sul carro armato da combattimento. Se per caso il partner tedesco rimettesse in discussione l'aereo comune saremmo costretti a rimettere in discussione anche il carro armato".