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“La stanza di Adel”, dedicato ai Bambini della Guerra e al mondo delle adozioni

Una emozionante storia di adozione, firmata da Ruggero Pegna, tra toni fiabeschi e realtà. Dentro questo libro, avverte il famoso promoter calabrese,“Tutto l’amore del mondo in una stanza”.

(Prima Pagina News)
Martedì 05 Aprile 2022
Roma - 05 apr 2022 (Prima Pagina News)

Una emozionante storia di adozione, firmata da Ruggero Pegna, tra toni fiabeschi e realtà. Dentro questo libro, avverte il famoso promoter calabrese,“Tutto l’amore del mondo in una stanza”.

Dopo vari successi editoriali, tra cui “Miracolo d’amore” e “Il cacciatore di meduse”, è in arrivo “La stanza di Adel”, il nuovo romanzo di Ruggero Pegna, produttore e promoter di grandi eventi musicali, ma anche autore e scrittore di grande impatto mediatico, passando dalla poesia alla satira, ai romanzi d’autore. Oggi arriva questo suo nuovo emozionante e commovente racconto sul mondo delle adozioni, un libro che sarà disponibile online e in tutte le librerie a partire dal prossimo 21 aprile 2022, edito Casa Editrice Santelli.

 

Perché non dirlo subito? Ancora una volta, è la realtà a trasformarsi in romanzo. Dopo aver raccontato in “Miracolo d’Amore” la storia della sua improvvisa leucemia e della miracolosa guarigione, che Ruggero Pegna lega al suo speciale rapporto di preghiera con Natuzza Evolo, Pegna ha poi toccato il tema della pena di morte in “La penna di Donney”, arrivando infine a raccontare il razzismo di questi anni e i difficili processi di integrazione sociale con il suo ultimo romanzo, “Il cacciatore di meduse”, storia di un piccolo migrante somalo sbarcato con la madre a Lampedusa. Ora, con “La stanza di Adel” ha scelto di addentrarsi nel delicato e tormentato tema dell’adozione, che si intreccia a quelli dell’essere genitori, della famiglia e dei figli, dell’esistenza stessa di ognuno di noi.

 

“L’adozione-dice Ruggero Pegna- è un modo naturale come qualsiasi altro per essere genitori e figli. Non esiste un figlio adottato ma semplicemente un figlio. A volte la società tende a sottolineare una sorta di diversità nell’essere genitori e figli, arrivando quasi ad affermare che l’adozione o altre opportunità di creare una famiglia non siano naturali. Ma la realtà è ben diversa, l’amore supera ogni schema e ogni convenzione”.

La stanza di Adel” è un romanzo da non perdere, sia per chi ha vissuto e per chi vive questa stupenda realtà dell’adozione, sia soprattutto per chi ancora immagina che l’adozione sia una pratica difficile e lontana dalle nostre possibilità soggettive materiali e umane. Ne “La stanza di Adel”, Ruggero Pegna racconta di un padre che ripercorre la sua stessa vita tra paure, sogni, speranze e la sofferenza dovuta all’impossibilità di avere un figlio finché un giorno, in un Istituto russo, incontra e adotta la piccola Adeliya, di appena pochi mesi. Raggiunta la maggiore età, però, lei decide di tornare nella città natale, sostenendo di voler imparare la lingua. In realtà i genitori da sempre temevano che, prima o poi, Adeliya avrebbe desiderato cercare le sue vere origini e non si oppongono, consapevoli che si tratti di una prova d’amore da dover superare. Durante l’assenza, preso da sconforto e nostalgia, il padre s’impossessa della cameretta di Adel e comincia a ripercorrere la loro storia, a tratti, come se fosse una favola: dal desiderio di avere un figlio fino alla lotta per un’adozione, tra burocrazia e timori, nell’inquieta e incerta attesa del suo ritorno. Forte, avvincente, commovente, emozionante, pieno di solitudine e di malinconia, pieno di tristezza e di silenzi, sono i silenzi dell’attesa per chi è partito e per chi invece ne aspetta il ritorno. Un libro che ti prende il cuore, un pugno allo stomaco, un romanzo capace di avvicinare il lettore ai sentimenti più forti del mondo dell’infanzia, e quindi dell’adozione, e soprattutto capace di contribuire a dipanare una volta per sempre ogni dubbio sull’adozione di un bimbo, e sulla necessità di snellire la burocrazia che la precede. Un romanzo avvincente, dedicato – dice Ruggero Pegna- a tutti i bambini del mondo, soprattutto a quelli che vivono oggi un momento di grande sofferenza nelle terre martoriate dalla guerra: “Dedicato ai bambini che siamo stati, a quelli che verranno, a quelli abbandonati, vittime innocenti di guerre, violenze o abusi, a quelli indesiderati o mai nati…”.

Ma veniamo all’autore. Ruggero Pegna, oltre alla sua attività di direttore artistico e promoter musicale, ha sempre amato scrivere, oltre che a profondere un forte impegno nel sociale. Ha studiato ingegneria e urbanistica all’Università della Calabria. Docente in vari master e corsi professionali, è tra i soci fondatori di Assomusica ed è stato componente della Consulta Ministeriale per i Problemi dello Spettacolo. Le sue numerose pubblicazioni, tra cui pure collaborazioni con prestigiose testate giornalistiche, sono state sempre dedicate a temi umanitari. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti e premi per il suo impegno, le sue attività e le sue pubblicazioni. Personaggio eclettico, poliedrico, cittadino del mondo, a volte più filosofo degli artisti che promuove e che porta sui palcoscenici del Paese, altre volte invece immaginifico scrittore di romanzi del cuore, ma forse sta proprio qui il vero segreto dell’eterna giovinezza di Ruggero. (Pino Nano)


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