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Eccellenze italiane, Silvio Amelio, lo scultore di Nelson Mandela.

All'inaugurazione del busto di bronzo che Silvio Amelio ha dedicato a Natuzza Evolo, e che il 23 agosto scorso fa aveva visto presenti a Taverna centinaia di persone, c’erano anche il sindaco Sebastiano Tarantino, il presidente della Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime, Pasquale Anastasi, nonché anche il figlio della mistica Francesco Nicolace. Un evento nell’evento per il grande scultore calabrese.

(Prima Pagina News)
Martedì 16 Agosto 2022
Roma - 16 ago 2022 (Prima Pagina News)

All'inaugurazione del busto di bronzo che Silvio Amelio ha dedicato a Natuzza Evolo, e che il 23 agosto scorso fa aveva visto presenti a Taverna centinaia di persone, c’erano anche il sindaco Sebastiano Tarantino, il presidente della Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime, Pasquale Anastasi, nonché anche il figlio della mistica Francesco Nicolace. Un evento nell’evento per il grande scultore calabrese.

Il prossimo 23 agosto sarà esattamente un anno da quando lo scultore calabrese Silvio Amelio ha donato al comune di Taverna il busto in bronzo di Natuzza Evolo, la mistica calabrese che durante la Settimana Santa viveva il mistero delle stigmate e diceva di parlare con i morti.

Per tutto l’anno folle di fedeli e di “figli di Natuzza” sono saliti in Sila fino a Villaggio Racisi per toccare con mano questa straordinaria opera d’arte che comunque continua a tenerli legarli ancora con la “mamma dei poveri”.Una eredità spirituale senza tempo e senza fine e che il grande Silvio Amelio ha sacralizzato questa volta nel bronzo.Dopo aver scolpito in più pose diverse il premio Nobel Nelson Mandela, oggi Silvio Amelio ripercorre con questo bronzo dedicato a Natuzza la sua vita da eterno giramondo.

Silvio Amelio – scrive di lui lo scrittore Mimmo Nunnari - a parte la indiscutibile bravura di artista che lo colloca tra i migliori scultori contemporanei di livello Inter “è una persona buona generosa di altri tempi che vive in un mondo fantastico e fatato con improvvisi risvegli in questa nostra società individualista opportunista ed egoista che a volte gli rende torti proprio per la sua ingenuità. Lo considero un esempio di cos’è la vera amicizia sgombra da tutto disinteressata nobile nell’accezione di nobiltà d’animo. Mi viene in mente che l’ho conosciuto attraverso Carmelo Malara …quindi non poteva che essere così com’era anche lui l’indimenticabile Carmelo”.

Ma chi è in realtà Silvio Amelio, l’autore di questa scultura sacra?

La sua storia è quasi una leggenda. Pensate, Silvio Amelio nasce a Taverna e si trasferisce giovanissimo a Roma dove oggi risiede e lavora nel suo studio di Via Toscani 69.Dire di lui che è stato uno dei grandi protagonisti dell’arte italiana negli anni soprattutto che hanno chiuso e salutato l’ultimo secolo è dire di lui molto poco.Conosciuto, amato, apprezzato, inseguito ricercato dalla Roma che più conta Silvio Amelio lascia al mondo dell’arte italiana un patrimonio di opere e di sculture che è raro trovare in altri paesi del mondo.Per una lunga fase della sua vita e della sua carriera Silvio Amelio è stato il vero re incontrastato del Teatro dei Dioscuri al Quirinale, uno dei Palazzi più solenni del Colle che ospita la residenza ufficiale del Presidente della Repubblica e da dove, nel corso del suo mandato e della sua missione, sono davvero transitati i grandi della terra. Eppure non c’èra occasione, momento, situazione in cui lo scultore non trovasse il tempo per raccontare a chi arrivava nel suo palazzo, che è proprio di rimpetto alla Corte Costituzionale le sue origini e la magia della sua terra. Forse per lui è stato più facile che per altri calabresi emergere e permetteri il lusso di dire sono figlio di Taverna, ma chi non conosce Taverna e chi non sa che a Tavwerna è nato anche il grande Mattia Preti? A volte basta davvero poco per sentirsi cittadini del mondo. Ma il mondo Silvio Amelio lo ha conosciuto e attraversato in lungo e in largo, diventando nel corso di mezzo secolo uno degli alfieri della cultura contadina meridionale. Così è stato in Europa, così è stato in Canada, e poi ancora negli Stati Uniti e in in America Latina, riuscendo a farsi intervistare persino dalle grandi reti televisive internazionali per via della sua partecipazione alla Coppa Davis di cui è stato in passato uno dei suoi migliori interpreti artistici, grazie alla medaglia commemorativa realizzata per il giorno della vittoria.

Viaggiando per il Canada, e che io credo di aver conosciuto molto a fondo e molto a lungo,sostando a New York, città dove la Little Italy è in gran parte animata da figli di Calabria come me, spostandomi a Parigi Roma e Berlino scopro che Silvio Amelio ha avuto il privilegio di incontrare il grande mondo della diplomazia, un’ambasciata dietro l’altra, un istituto di cultura dietro l’altro, un ambasciatore o un console dietro l’altro, Silvio arrivava all'estero e la prima cosa che chiedeva di poter fare a chi lo aveva invitato era quella di poter salutare in maniera ufficiale il massimo rappresentate istituzionale dell’Italia sul posto. Il suo archivio privato oggi è pieno zeppo di lettere di saluto, di commiato, di ammirazione, di ringraziamenti per quello che lo scultore ha realizzato nel tempo.Un giorno gli chiedo di poter dare uno sguardo a questo suo archivio personale, lui prima mi guarda perplesso, poi mi porta nell’anticamera del suo studio romano e qui lo trovo praticamente sommerso da montagne di lettere, di giornali e riviste, di bobine cinematografiche, di stampe di bozzetti che riproducono i suoi capolavori più noti.

Lui di fatto ha lavorato per tutti, dalla gente più ordinaria della sua Catanzaro, dai pastori della Sila bellissima che dalla sua casa natale di Taverna è appena ad un tiro di  schioppo, ai Capi di Stato, agli ambasciatori italiani più famosi di quegli anni, ai grandi critici d’arte, al mondo dei vip dello spettacolo e dello show businness. Ma il suo vero grande segreto è l’ammirazione che lui aveva e continua ad avere per un “Papa meraviglioso” come lo era Papa Woityla e a cui Silvio Amelio ha dedicato alcune delle sue incisioni e sculture più belle. Nessuno forse saprà mai quale sia stato il vero legame tra lui il Papa polacco, ma non c’è momento della sua vita privata in cui Silvio Amelio non ricordi l’angelo custode di Solidarnosh e il fiato sospeso che il mondo visse dopo l’arrivo dei carri armati russi in Cecoslovacchia.

Silvio, e ancora Silvio, fortissimamente Silvio Amelio.

Di Amelio Francesco Sisinni, che è stato uno dei massimi responsabili della cultura italiana di questi ultimi 50 anni in Italia, ne parla con un rispetto quasi sacro: “Amelio –dice Sisinni - aggredisce la materia con un impulso titanico, antico. E nella materia trasferisce una parimenti antica angoscia di vivere... Eppure I'arte di Silvio Amelio non è grido di vendetta ma è auspicio di vita. Anzi,è esaltazione lirica della verità della vita, liberatrice e salvifica..”.

Ma un grande critico come Umberto Mastroianni, di lui, dice ancora di più: “Amelio è artista vivace, fantasioso come la sua gente...ha il senso della composizione, degli incastri, di aperture spaziali sono che sono il suo forte. Un orchestratore di immagini cadute, ma registrate da una visione attenta, rigorosa. Una vocazione monumentale che cerca il tessuto urbano per stabilire un colloquio: queste le sue caratteristiche essenziali”.

Per non parlare delle cose che di lui ha scritto uno dei più grandi mariologi della Chiesa moderna,Padre  Stefano De Fiores, dopo che Silvio Amelio consegno al Convento dei frati di San Francesco di Assisi una delle sue ultime opere scultore.

“Il poverello di Assisi – sottolinea il grande intellettuale della Chiesa- ha conosciuto miriadi di raffigurazioni negli atteggiamenti più diversi che si danno convegno nella sue figura paradossale. C'e chi lo rappresenta mentre predica agli uccelli o riceve le stigmate, o in una struggente preghiera al Padre che è nei cieli. Nessuno finora l'aveva però immaginato dinanzi al tabernacolo che racchiude Gest eucaristico, ossia il Dio-con-noi. Proprio sotto tale profilo lo coglie Silvio Amelio, scultore sempre rifuggente per istinto da moduli ripetitivi o risaputi. E in questo I'artista sintonizza con Tommaso da Celano che descrive la devozione di Francesco verso l'Eucarestia con significative parole: Ardeva di amore in tutte le fibre del suo essere verso il sacramento del Corpo del Signore, preso da stupore oltre ogni misura per tanta benevola degnazione e generosissima carità.

La statua che Silvio Amelio ha dedicato a San Francesco d'Assisi è dunque, per padre Stefano De Fiores, l'uomo interiorizzato, per nulla distratto dalle pur legittime occupazioni terrene o dalle vicende della storia. Pare come raggomitolato e ravvolto nell'unico ampio saio che lo ricopre totalmente, lasciando emergere un piede stigmatizzato, le mani traforate dai chiodi e la testa incorniciata dall'ampia tonsura e dalla folta barba. Tutta la dinamica del corpo di Francesco è tesa verso il tabernacolo incavato nella roccia come un giorno lo era il sepolcro”.

Per Silvio Amelio è una sorta di consacrazione ufficiale da parte della Chiesa che in Vaticano ha grande voce. Oggi 8 anni dopo quel trionfo personale che i frati di Assisi gli hanno tributato e riservato, Silvio Amelio torna alla carica con un soggetto sacro e complesso come lo è la figura di Natuzza Evolo. E per lei, il grande scultore di Taverna realizza un busto in bronzo che Amelio regala al comune della Sila grande dove Natuzza amava molto ritirarsi per riposare e pregare da sola.

Le sue opere più importanti sono: le sculture dedicate a Nelson Mandela,il monumento a Corrado Alvaro, la scultura monumentale della "Vittoria Azzurra in occasione dei mondiali di calcio 1990; il Progetto e la realizzazione della Piazza e del Monumento ai caduti di tutte le guerre a Bianco (RC); il Progetto e la realizzazione della Piazza e del Monumento ai caduti di Ginestra (RI);la Piazza e il Monumento ai giovani e alla Primavera a Monteleone Sabino (RI); Piazza e Monumento dedicato a Padre Pio a Turania (RI); Scultura monumentale dedicata a Toth; Busto in marmo dedicato a Borromini; Progetto della Piazza e Monumento a Lucio Battisti; Piazza e Monumento dedicato alla "Bagnarota"a Bagnara Calabra (RC); Scultura bronzea della. Madonna della Montagna di Polsi (RC); Progetto e bozzetto per il gigantesco Monumento dedicato a San Francesco di Paola a Pescia (PT); Bassorilievo in marmo afyon per i 300 anni della elevazione a citta, Scultura policroma dedicato al-“Cristo del Giubileo"; Monumento in bronzo di San Francesco di Paola a Toronto (Canada); "Pietà”, Scultura. in marmo nero del Belgio, Appartamenti del Papa Giovanni Paolo in Vaticano; Piazza e Monumento dedicati al Beato Idebrando Gregori a Bassano Romano (Roma); "Acqua Lustrale" complesso policromo marmoreo di S. Giovanni Battista a Ravello (SA); "Beatificazione al fratello umile da Bisignano". Piazza e Monumento sempre a Bisignano (CS); "La Vergine della Montagna" Scultura monumentale in marmo posta sulla montagna di Campo Felice (AQ); "Musa di Brooklyn", scultura monumentale in marmo collocata nel palazzo municipale di Brooklyn in USA.;Piazza e Monumento dedicato ai caduti di Cerva (CZ). "Pieta", scultura in bronzo per la Basilica di S. Francesco di Assisi a Toronto in Canada; "Continuità" scultura bronzea posta nella Basilica Superiore di S. Francesco di Assisi; "S. Francesco in orazione", scultura bronzea posta nella Basilica Superiore di S. Francesco di Assisi; "La donna emigrante" progetto della piazza e monumento da collocare a Toronto City in Canada; "Resenection Day", piazza e scultura monumentale dedicata ai caduti dell’11 settembre a New York (Giardino Botanico); Simbolo del Columbus Day, bassorilievo in bronzo,che simboleggia il mese della Cultura Itali in America presso l’ Istituto di Cultura di New York; Progetto e realizzazione di 5 sculture marmoree per la Cappella della Immacolata nella Basilica Inferiore del Sacro Convento di Assisi e denominate "Filo d'oro dell'Immacolata"; Trofeo in oro argento e bronzo per la IV edizione Nazionale del Teatro territoriale a Pescia (PT); a Turania (RI) il trofeo "Sabino d'oro" per le 4 personalità più emergenti in campo internazionale, Medaglia celebrativa per la 49esima edizione del Festival del Cinema di Venezia; Medaglia celebrativa per la vittoria della Coppa Davis; Calice in oro e argento per Papa Giovanni paolo Secondo,; Medaglia commemorativa per il Giubileo del 2000, e chi più ne ha più ne metta.

Vi ho proposto questo lungo elenco di opere da lui realizzate, ma l’elenco non è completo così come lui forse spererebbe che fosse, per via dei limiti  che un pezzo da giornale online deve avere, altrimenti non basterebbero decine di altri paragrafi e dettagli da aggiungere. In questo Silvio Amelio è una vero e proprio record-man, con una produzione artistica che fa impallidire persino i musei più importanti e riconosciuti del mondo.

 


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