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Premio Socrate 2021 a Luca Palamara. Cesare Lanza: “Ecco perché a lui”. Polemica aperta invece con Renato Brunetta.
Cesare Lanza, uno dei più famosi giornalisti e autori televisivi di questi ultimi 40 anni, fondatore ideatore e conduttore del prestigioso Premio Socrate, spiega direttamente sul suo blog “Alle 5 della Sera” le vere motivazioni che lo hanno convinto ad assegnare uno dei premi della edizione di quest’anno all’ex magistrato Luca Palamara, autore insieme ad Alessandro Sallusti -direttore di Libero- di “Il Sistema”.
di Pino Nano
Lunedì 20 Settembre 2021
Roma - 20 set 2021 (Prima Pagina News)
Cesare Lanza, uno dei più famosi giornalisti e autori televisivi di questi ultimi 40 anni, fondatore ideatore e conduttore del prestigioso Premio Socrate, spiega direttamente sul suo blog “Alle 5 della Sera” le vere motivazioni che lo hanno convinto ad assegnare uno dei premi della edizione di quest’anno all’ex magistrato Luca Palamara, autore insieme ad Alessandro Sallusti -direttore di Libero- di “Il Sistema”.
Scrive sul suo blog Cesare Lanza: “Alcuni lettori mi hanno chiesto di spiegare con maggior precisione le ragioni per cui ho deciso di assegnare anche a Luca Palamara il Premio Socrate 2021 per il merito. Per prima cosa mi scuso: se non mi sono spiegato con chiarezza, la colpa è mia, non certo di chi legge. L’unica giustificazione, forse, è che sono stato distratto dal dissenso, che mi è sembrato strumentale e poco convincente, del ministro Brunetta”.

Ma cosa c’entra il Ministro Riccardo Brunetta in questa storia? Cesare Lanza lo spiega con estrema chiarezza: “All’ultimo momento Renato Brunetta, contrariato dalla presenza di Palamara, ha deciso di non partecipare alla nostra manifestazione. Pur dispiaciuto e deluso (stimo Brunetta da sempre), me ne sono fatto una ragione, difendendo il nostro diritto di scegliere chi decidiamo, in assoluta indipendenza”.

Sulle reali motivazioni del Premio Socrate assegnato a Luca Palamara invece Cesare Lanza aggiunge: “Palamara è stato protagonista - indubbiamente in negativo - di aspre polemiche sul funzionamento della giustizia. E allora? Ho deciso di dargli il Premio Socrate per tre motivi. Il primo: Palamara è stato vittima di una delle più odiose abitudini italiane. Ha avuto un immenso successo, giovanissimo, e gli italiani, come scrisse Flaiano, sono sempre prontissimi a correre in aiuto dei vincitori. Era una folla enorme. Quando il magistrato è diventato il capro espiatorio di una iniqua e sommaria indagine, è stato abbandonato da tutti coloro che lo incensavano. Inaccettabile. Seconda motivazione: Palamara ha chiesto scusa per i suoi errori, e lo ha ripetuto alla cerimonia del Premio Socrate. Terza motivazione: ha ammesso di essere stato colpevole di errori e scelte, ma non è certo l’unico! Si batterà per una riforma, concreta e coraggiosa, della giustizia: senza censure né sconti per nessuno”.

Ancora una volta Cesare Lanza supera sé stesso. Di lui tutto si può dire, tranne però che non sia rimasto un vero paladino della libertà di pensiero e della democrazia. Ma è per questo che intere generazioni di cronisti non hanno mai smesso di ammirarlo e volergli bene.

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