Sei sicuro di voler sbloccare questo articolo?
Il Tycoon si scaglia, sul suo profilo Truth, contro gli stipendi milionari dei top manager del comparto bellico e vieta dividendi o riacquisti di azioni. E fissa la cifra massima di 5 milioni di dollari come compenso per i dirigenti
(Foto: Donald Trump in procinto di imbarcarsi sull'Air Force One)
Il Tycoon si scaglia, sul suo profilo Truth, contro gli stipendi milionari dei top manager del comparto bellico e vieta dividendi o riacquisti di azioni. E fissa la cifra massima di 5 milioni di dollari come compenso per i dirigenti
(Foto: Donald Trump in procinto di imbarcarsi sull'Air Force One)
Basta speculazioni finanziarie nel comparto difesa, no a stipendi ultra milionari per i top manager del settore e stop dividendi o riacquisti di azioni per le aziende della difesa.
È quanto dichiarato da Donald Trump sul suo profilo Truth Social, ove ha scritto che si sarebbe impegnato per favorire la costruzione di infrastrutture e impianti moderni per la produzione di armi.
Nel suo post, il Tyccon ha affermato che gli stipendi dei top manager del comparto della difesa USA erano "esorbitanti e ingiustificabili".
"Da questo momento in poi, questi dirigenti devono costruire nuovi e moderni impianti di produzione, sia per la consegna e la manutenzione di queste importanti attrezzature, sia per la costruzione degli ultimi modelli di future attrezzature militari. Fino a quando non lo faranno, a nessun dirigente dovrebbe essere consentito di guadagnare più di 5 milioni di dollari, che, per quanto alto possa sembrare, è solo una frazione di quanto guadagnano ora", ha continuato.
Trump ha aggiunto che non avrebbe consentito dividendi o riacquisti di azioni per le aziende della difesa "finché questi problemi, (produzione e manutenzione lente di armi e attrezzature militari USA) non saranno risolti".
I timori del Tycoon, sono che gli USA non siano più in grado di produrre velocemente la quantità di armi, “le migliori del mondo, nessun Paese si avvicina nepur minimamente” - scrive nel post – né di manutenerle in tempi stretti, dando in tal modo vantaggi strategici a Paesi come la Cina che, pur essendo significativamente indietro dal punto di vista qualitativo, potrebbero compensare tale gap con la quantità.
È il caso della flotta militare.
Pur non essendo all'altezza delle navi USA e occidentali in generale, il loro numero supera attualmente quello della US Navy, con l'aggravante che quest'ultima è impegnata praticamente in tutti i mari del mondo mentre quella del dragoe è tutta concentrata di fronte all'isola di Taiwan.