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Prestiti e depositi bancari in aumento nel Sud Italia oltre la media nazionale: secondo il presidente dell’Abi Antonio Patuelli(NELLA FOTO), il ruolo chiave è svolto da Zes unica, infrastrutture dell’Alta Velocità e risorse del Pnrr.
Prestiti e depositi bancari in aumento nel Sud Italia oltre la media nazionale: secondo il presidente dell’Abi Antonio Patuelli(NELLA FOTO), il ruolo chiave è svolto da Zes unica, infrastrutture dell’Alta Velocità e risorse del Pnrr.
Il Mezzogiorno mostra segnali concreti di dinamismo economico, con una crescita dei prestiti e dei depositi bancari superiore alla media nazionale. Un’accelerazione che, secondo il presidente dell’Associazione bancaria italiana, Antonio Patuelli, è il risultato diretto di una combinazione di politiche e investimenti infrastrutturali mirati.
I dati al 30 settembre evidenziano un aumento dei prestiti nel Sud pari all’1,5%, a fronte di una media nazionale dello 0,9%, e una crescita dei depositi del 4,1%, più del doppio rispetto all’1,9% registrato nel resto del Paese. Numeri che raccontano una ritrovata fiducia di famiglie e imprese e una maggiore capacità di attrazione del sistema economico meridionale.
Alla base di questa tendenza positiva c’è innanzitutto la Zes unica, che già nelle sue prime fasi ha mostrato un forte potenziale in termini di semplificazione amministrativa e attrattività per gli investimenti. La riduzione dei tempi burocratici e la maggiore chiarezza normativa hanno contribuito a rendere il Sud più competitivo e interessante per il credito.
Un secondo fattore determinante è rappresentato dalle infrastrutture di trasporto, in particolare dall’Alta Velocità ferroviaria. Sul versante tirrenico, il potenziamento delle linee ha ridotto le distanze e l’isolamento storico di molte aree meridionali, mentre i futuri investimenti tra Salerno e Reggio Calabria promettono di rafforzare ulteriormente questa integrazione. Anche la dorsale adriatica, secondo Patuelli, sta ormai giocando un ruolo crescente nel collegare il Sud al resto del Paese.
Il terzo pilastro è il Pnrr, che attraverso la clausola del 40% delle risorse destinate al Mezzogiorno sta producendo effetti tangibili. Gli investimenti pubblici stanno stimolando l’economia locale e sostenendo una crescita del credito che non riguarda più soltanto le regioni tradizionalmente più forti, come Campania e Puglia, ma si estende anche a territori come Calabria e Sicilia.
Nel complesso, i dati indicano una vitalità diffusa e un cambiamento strutturale in atto, in cui infrastrutture, politiche di sviluppo e risorse europee concorrono a ridisegnare il ruolo del Mezzogiorno nello scenario economico nazionale.