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Cinema. “Il Buco”, il trionfo di Michelangelo Frammartino al Festival di Venezia è anche lei, Giovanna Giuliani
L'attrice barese è co-sceneggiatrice del film.
di Pino Nano
Mercoledì 22 Settembre 2021
Cosenza - 22 set 2021 (Prima Pagina News)
L'attrice barese è co-sceneggiatrice del film.
In fondo alla Grotta del Bifurto c’era sempre lei, Giovanna Giuliani. Era la prima ad arrivare sul set, ed era l’ultima a tornare in paese. Tosta, determinata, dolcissima e avvolgente in privato, sofisticata e intraprendente a lavoro, se non avesse fatto cinema osservata da lontano in tuta militare, così come si è presentata sul Set del Festival di Venezia, e imbracata di corde dalla testa ai piedi, sarebbe potuta passare nell’immaginario collettivo per una vera guerrigliera delle Ande. Con una storia personale alle spalle ricca di nozioni di teatro, di tanti libri divorati, di grandi eventi culturali vissuti, di bella musica, e soprattutto custode segreta della grande magia che solo il mondo della danza sa ancora dare, e che da fanciulla a Bari, che è la sua città natale, l’ha vista anche protagonista di primo piano, Giovanna Giuliani è la sceneggiatrice che ha lavorato al grande successo de Il Buco.

In questa sua meravigliosa avventura calabrese il Maestro Michelangelo Frammartino ha avuto infatti accanto una sorta di ombra, di fantasma, come tale invisibile, creatura quasi anonima, lontana -sempre- dai riflettori e dalle prime pagine, che ha amato e vissuto la grotta alla stessa maniera di come lo ha fatto Michelangelo, scrivendo insieme a lui appunti di lavoro, testi e racconti che potessero poi diventare in qualche modo ripresa filmata.

Dietro ogni immagine di un film c’è sempre un appunto scritto, una meditazione, una riflessione, una indicazione, un suggerimento. Ufficialmente Giovanna Giuliani è la persona che insieme a Michelangelo ha lavorato alla sceneggiatura del film “Il Buco”, ma realmente è una di quelle macchine da guerra che di solito sul set di un’opera qualunque risolvono i problemi anche più insignificanti, non solo quelli fondamentali.

Allora, poiché in Calabria, a San Lorenzo Belizzi, in tantissimi ci hanno parlato di lei, e della sua presenza quasi ossessiva all’interno della grotta, siamo andati alla ricerca di questo personaggio, che è una donna anche molto affascinante, e che ha alle spalle una storia importante nel mondo del cinema e della televisione.

Classe 1974, Giovanna Giuliani nasce a Bari. Si forma teatralmente a Napoli attraverso laboratori indipendenti. Comincia la sua attività professionale presso Teatri Uniti. Nel 1997 è al festival di Cannes come interprete nei due film italiani “Teatro di Guerra” di M. Martone e “La parola amore esiste” di M. Calopresti e al Festival di Venezia con “Non con un bang” di M. Lamberti. Nel 2000 è assistente personale di Carlo Cecchi per la regia teatrale “Edipo re” (Teatro Argentina di Roma). Nel 2004 lavora come assistente di Jean Marie Straub e Daniéle Huillet per la preparazione teatrale del loro film “Quei loro incontri”. Nel 2009 lavora per il film “Le streghe” di Jean Marie Straub. Mentre è del 2008 il suo debutto nella drammaturgia teatrale con “Elma dei perduti Minimi”, seguito da “I Minimi di Elmina” (Teatro Stabile Mercadante 2009), “La montagna spara” (Teatro Mercadante 2011), “Dongiovanna - Corpo senza qualità” (Teatro Nuovo Napoli 2012), “Rivoluzione da bar” (Teatro S. Ferdinando Napoli 2014). Nel 2020 completa la stesura della sceneggiatura “Terra-Khak” per la regia di Raha Shirazi. Come dire? Scusate se è poco.

Ma torniamo per un attimo al successo del film. Non tutti forse lo sanno ma “Il Buco” di Michelangelo Frammartino è in realtà il romanzo poetico di una storia vera. Nell’agosto del 1961, i giovani membri del Gruppo Speleologico Piemontese, già esploratori di tutte le cavità del Nord Italia, cambiano rotta e puntano al Sud, nel desiderio di esplorare altre grotte sconosciute all’uomo, e si immergono nel sottosuolo di un Meridione, che tutti stanno abbandonando. Qui, nel Pollino, in Calabria, questi giovanissimi speleologi, calandosi nel buio della terra, scopriranno la seconda grotta più profonda del mondo, l’Abisso di Bifurto. Questo film è appunto la storia della loro straordinaria impresa.

La fotografia è firmata dal grande Renato Berta che ha lavorato con maestri della cinematografia come Godard, Resnais, Rohmer, Rivette, Malle, Téchiné, Huillet-Straub, De Oliveira, Gitai, e ha ricevuto, tra gli altri, riconoscimenti anche in Italia con Martone (David di Donatello per la Migliore fotografia di “Noi credevamo” Gli Interpreti del film sono Paolo Cossi, Jacopo Elia, Denise Trombin, Nicola Lanza, Antonio Lanza, Leonardo Larocca, Claudia Candusso, Mila Costi, Carlos Jose Crespo. La sceneggiatura è dello stesso Michelangelo Frammartino, e di Giovanna Giuliani di cui vi abbiamo appena parlato. Il Montaggio è di Benedetto Atria, la Scenografia di Giliano Carli, I Costumi di Stefania Grilli, Il Suono di Simone Paolo Olivero, Gli Effetti visivi di Gilberto Arpioni.

Un capolavoro? Forse “Il Buco” è molto di più. Certamente, è il prodotto geniale di un poeta e di un artista che nonostante Il Leone di Venezia continua a vivere la sua vita in assoluto silenzio, e lontano il più possibile dai riflettori dello show business, ma questo forse è in realtà il vero grande segreto del successo di Michelangelo Frammartino al Lido di Venezia.

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