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Grillo, il pifferaio magico suonato
Dopo lo show del garante del Movimento 5 Stelle.
di Mimmo Del Giudice
Mercoledì 21 Aprile 2021
Roma - 21 apr 2021 (Prima Pagina News)
Dopo lo show del garante del Movimento 5 Stelle.
A Massimo Gramellini che sul Corriere della Sera si chiede “chi è Grillo?” gli si possono dare diverse risposte.

Il comico genovese è stato un eccellente professionista: ha fatto ridere e persino piangere tante, tante persone; è un ineguagliabile risparmiatore: ha provato a risparmiare persino sulle tasse; è un grande organizzatore: è riuscito a mandare in Parlamento tanta tanta brava gente che mai se lo sarebbe sognato o immaginato; è un inimitabile beffeggiatore: ne sanno qualcosa quei ficcanasi dei giornalisti che non gli danno pace; è un papà all’antica che si arrabbia e quasi si commuove nel difendere disperatamente il figlio Ciro che ha fatto solo una birichinata e lo si vorrebbe processare per stupro.

Insomma è come il pifferaio magico che stavolta anziché suonare rischia di essere suonato. L’ultimo atteggiamento ci fa venire in mente quando il 3 di novembre del 1993 il Capo dello Stato Oscar Luigi Scalfaro - il quale dal 1983 al 1987 (governi Craxi 1 e 2) da ministro dell’Interno percepiva 100 milioni di lire al mese come supervisore dei servizi segreti interni - fece dal Quirinale un discorso diffuso in tv a reti unificate smentendo sdegnosamente, al grido di “non ci sto, non ci sto, non ci sto”, voci secondo le quali avrebbe continuato a percepire tale somma anche dopo aver lasciato il Viminale.

Emulo di Scalfaro, Beppe Grillo ha sostituito il triplice “non ci sto” urlando a squarciagola, in un video pubblicato online, che il figlio Ciro, ventenne - il quale, assieme a 3 amici, rischia un processo per stupro di una ragazza italo-svedese - è innocente. Perché la ragazza sarebbe stata consenziente. E, infuriato come un animale ferito, accusa la stampa di stare da più giorni a scrivere del figlio come di uno stupratore seriale.

Al Grillo novello padre della patria, generatore di legislatori e governanti che egli stesso definisce “miracolati”, va ricordato quante volte si è comportato in maniera a dir poco inopportuna. Per esempio, quella sera che al teatro Olimpico di Roma, a fine spettacolo invitò il pubblico a non lasciare la sala perché aveva una comunicazione importante da fare.

Ed esordì con il ringraziare tutti gli spettatori che avevano fatto il loro dovere acquistando il regolare biglietto, che costava pure una bella cifra. Poi estrasse dalla tasca un foglietto e disse: le persone citate sono pregate di alzarsi in piedi. E giù come un rosario scandisce una sfilza di nomi che non avevano pagato il biglietto. Come a dire imbucati e scrocconi.

In realtà erano coloro che alle “prime” sono invitati dal direttore del teatro e quindi forniti di biglietti omaggio con i posti numerati. Vale a dire autorità, personaggi di rilievo o amici del direttore.

Il quale molto imbarazzato si dovette poi scusare con essi. Alcuni dei quali, a sentire il loro nome, davvero si alzarono in piedi.

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