Breaking news infrastrutture - MSC verso le super petroliere: maxi investimento fino a 5 miliardi per entrare nel business del greggio

Il gruppo MSC valuta un maxi piano da fino a 5 miliardi di dollari per entrare nel settore delle super petroliere VLCC, tra acquisti sul mercato dell’usato e nuove costruzioni in Cina, rafforzando il suo peso nelle infrastrutture strategiche del trasporto energetico globale.

di Renato Narciso
Domenica 01 Febbraio 2026
Roma - 01 feb 2026 (Prima Pagina News)

Il gruppo MSC valuta un maxi piano da fino a 5 miliardi di dollari per entrare nel settore delle super petroliere VLCC, tra acquisti sul mercato dell’usato e nuove costruzioni in Cina, rafforzando il suo peso nelle infrastrutture strategiche del trasporto energetico globale.

MSC, colosso mondiale della navigazione e della logistica, si prepara a un possibile debutto nel segmento delle super petroliere, aggiungendo un nuovo tassello alla propria presenza nelle infrastrutture del trasporto marittimo. Dopo container, terminal portuali, crociere e traghetti, il gruppo guarda ora alle Very Large Crude Carrier, grandi navi cisterna dedicate al trasporto di greggio sulle principali rotte energetiche mondiali.

Al centro del progetto ci sarebbe un piano di investimenti che può arrivare fino a 5 miliardi di dollari, distribuiti tra acquisizioni di unità già operative e ordini di nuove costruzioni. Una parte rilevante dell’operazione ruota intorno all’intesa con l’armatore sudcoreano Sinokor, molto attivo negli ultimi mesi sul mercato delle petroliere, con cui sarebbero in corso accordi per il passaggio di un ampio pacchetto di navi.

Sul mercato secondario Sinokor è stata associata all’acquisto di circa 40 VLCC costruite tra il 2010 e il 2016, con valori che vanno da circa 68 a oltre 100 milioni di dollari per singola nave, provenienti da grandi gruppi internazionali. Allo stesso tempo, si parla di nuovi ordini ai cantieri cinesi con soluzioni che prevedono fino a 10 unità, strutturate come sei petroliere più quattro opzioni, con consegne orientate verso la fine del decennio.

Il prezzo di una VLCC di nuova costruzione oggi oscilla tra 120 e 125 milioni di dollari, il che significa che, in caso di esercizio completo delle opzioni, l’investimento complessivo solo per le nuove navi potrebbe superare 1,2 miliardi di dollari. In parallelo, il massiccio ricorso al mercato dell’usato permette di accelerare l’ingresso nel comparto, riducendo i tempi rispetto ai cantieri e garantendo da subito capacità di trasporto aggiuntiva.

Dal punto di vista strategico, l’ingresso nelle petroliere consentirebbe a MSC di presidiare un segmento chiave della catena energetica globale, affiancando al trasporto container una flotta dedicata ai flussi di greggio. Questa mossa rafforzerebbe il ruolo del gruppo come player integrato nelle infrastrutture marittime, capace di influenzare rotte, terminal e servizi collegati al commercio internazionale di energia.

Restano però coperti da riservatezza molti dettagli sulla struttura finale dell’operazione: non è ancora chiaro se si tratterà di una joint venture formale, di accordi azionari o di scambi di asset fra petroliere e portacontainer. Ciò che emerge è il disegno di lungo periodo di una compagnia che continua a espandersi con grande aggressività, allargando il proprio raggio d’azione ben oltre il core business originario del trasporto container.


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