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Annullate le concessioni per i porti di Cristobal e Balboa. Pechino minaccia ritorsioni.
Annullate le concessioni per i porti di Cristobal e Balboa. Pechino minaccia ritorsioni.
Si infiamma lo scontro per il controllo delle rotte globali. La Corte Suprema di Panama ha annullato ufficialmente la concessione al gruppo di Hong Kong CK Hutchison per la gestione di due snodi vitali del Canale: il porto di Cristobal (sull’Atlantico) e quello di Balboa (sul Pacifico).
La decisione della Corte arriva dopo anni di tensioni e pressioni internazionali. La nullità è stata sollevata dalla Corte dei Conti panamense per presunte anomalie riscontrate nella gestione delle concessioni.
Il presidente di Panama, José Raúl Mulino, ha sostenuto con forza la revoca, definendo gli accordi con il colosso asiatico "contrari agli interessi della nazione".
Diversi analisti leggono dietro questa mossa la pressione degli Stati Uniti, intenzionati a limitare l'influenza di Pechino sul Canale e a riprendere un controllo più diretto sull'area.
La risposta della Cina non si è fatta attendere. Il portavoce del ministero degli Esteri, Guo Jiakun, ha definito la mossa un attacco ai diritti delle proprie aziende: "La Cina adotterà tutte le misure necessarie per tutelare con determinazione gli interessi legittimi delle imprese cinesi".
Mentre la Panama Ports Company (controllata di CK Hutchison) definisce la sentenza "priva di fondamento giuridico", il mercato ha reagito duramente: a Hong Kong le azioni di CK Hutchison Holdings sono crollate di quasi il 5%.
I porti di Cristobal e Balboa rappresentano le "porte d'ingresso" del Canale. Gestirli significa controllare il flusso di merci tra Asia, Europa e Americhe. La loro revoca apre ora una fase di incertezza su chi sarà il prossimo gestore e se si andrà verso un arbitrato internazionale.