Questo sito contribuisce alla audience di globalist-logo
Da ‘68 al liceo Montale di Roma, la scuola torna indietro

La storia della dirigente scolastica Sabrina Quaresima, esposta alla gogna pubblica e mediatica per un presunto “love affair” con uno studente di 19 anni, A.S., ci riconsegna una scuola che non è più quella di una volta.

di Maurizio Crovato
Domenica 10 Aprile 2022
Roma - 10 apr 2022 (Prima Pagina News)

La storia della dirigente scolastica Sabrina Quaresima, esposta alla gogna pubblica e mediatica per un presunto “love affair” con uno studente di 19 anni, A.S., ci riconsegna una scuola che non è più quella di una volta.

Povero spirito del mitico ‘68. Ecco le scritte, 29 marzo 2022, che appaiono sui muri di un liceo romano, il Montale, appena uscito da una occupazione caliente con argomenti importanti come la parità di genere o il transfemminismo.

“Il tuo silenzio parla per te!”, “Chi sa deve agire”, “La laurea in pedagogia l’hai presa troppo seriamente”, “Il Montale sa..”.

Non sono avvertimenti di stampo mafioso, volutamente criptici, ma vere e proprie intimidazioni nei confronti di una donna di 49 anni (50 a dicembre). Il caso la vuole anche dirigente scolastica del liceo classico Montale, vincitrice di concorso, ancora in anno di prova, proveniente da un convitto nazionale per bambini. Originaria di Ancona.

In sintesi, il “pasticciaccio brutto di via di Bravetta”, è presto scritto. La dirigente scolastica Sabrina Quaresima, viene esposta alla gogna pubblica e mediatica per un presunto “love affair” con uno studente di 19 anni, A.S.

Storia che sarebbe cominciata il mese di dicembre durante l’occupazione del Liceo, mentre il ragazzo in qualità di rappresentante di istituto accompagnava con la sua auto la dirigente scolastica in giro per il commissariato di polizia e gli uffici scolastici.

Vengono diffuse delle chat tra la dirigente e il ragazzo. Due maggiorenni, alla faccia della legge sulla privacy. E qui qualcuno dovrà rispondere. Quando scoppia il casino, morboso e degno nemmeno di Novella 2000, ci pensa un quotidiano paludato “La Repubblica” a nobilitare la notizia. Seguono poi gli altri giornaloni. La prima cosa da dire è che il compito dell’informazione e della stampa ne esce un tantino massacrato.

Vengono subito riportate le dichiarazioni del Collettivo studentesco del Montale. Questo il tenore di alcune: “Se le indagini intraprese confermassero tali voci (voci!!!ndr) chiediamo le dimissioni della dirigente”. E poi sempre su La Repubblica: “Non c’è la saremmo mai aspettata una cosa del genere. Siamo sconvolti, eravamo certi che si sarebbe dimessa. E invece lei è ancora qua. Non ha etica. Non la vogliamo”. Intanto appare sulle testate nazionali la foto della dirigente Sabrina Quaresima con tutti i piccanti particolari, colori degli abiti e dei capelli compresi. Anche dei presunti amplessi consumati in auto. Prima obiezione, a dimostrazione che un certo tipo di cronaca e di giornalismo fa ormai riflettere: e la foto del ragazzo A.S. 19 anni non la mettiamo? Seconda obiezione: se invece fosse stato un maschio di 49 anni con la studentessa di 19? Una ovvia questione di maschilismo d’antan?

I ragazzi del Collettivo, incalzati dai giornalisti (sai bene che certe notizie “tirano”), altra dichiarazione a bruciapelo: “È sempre stata rigida con noi ragazze, soprattutto sul dress-code, tanto che un giorno ha tirato giù la maglietta di una nostra compagna, diceva che era troppo corta. Però lei si presenta con le gonne bianche (bianche!, ndr) attraverso le quali si vede tutto, per non parlare delle scollature generose”.

Ovviamente viene sentito anche il ragazzo, ma sempre in incognito e senza foto, come se fosse stato violentato. Il maturando (farà la maturità a giugno…) lascia alcune dichiarazioni pesantine. Parla di rapporto sessuale completo, consumato in macchina, addirittura in un parcheggio sotto i palazzi. E qui siamo al grottesco e ammette, papale papale: “Non sapevo più come uscirne. La situazione mi era sfuggita di mano”. Ma pensa un po’. E aggiunge, tanto per metterci un po’ di peperoncino, che durante l’amplesso ha telefonato perfino il marito. Intanto la scuola è in subbuglio e perde la serenità con decine di cronisti alle calcagna di via Bravetta. La preside, subito avvertita via email, è chiusa in casa per colpa del Covid (nemmeno un romanzo d’appendice riesce ad avere tanta fantasia…). Accusa il vice-preside, da lei rimosso, dopo anni di servizio, di aver diffuso la notizia e si parla di complotto ai danni della neo dirigente. Il vice-preside Luigi Botticelli, respinge le accuse e si fa addirittura intervistare da Mattino 5 di Canale Cinque, mica roba da poco. Cerca di smorzare i toni. Forse il ragazzo è stato strumentalizzato, dell’argomento se ne dovrà occupare il Garante della privacy. Parla poi di deontologia e che, per etica, non si possono impartire lezioni private, figuriamoci una love story. Chiamati in causa, si sono presentati a scuola alle 8.10 del mattino i genitori del ragazzo per capire cosa è successo alla loro creatura (ma non è maggiorenne..). L’avvocato Alessandro Tomasetti parlando della sua assistita denuncia che la dirigente scolastica “è stata rasa al suolo la sua vita”. Purtroppo, senza citare Emmanuel Macron, anche lui liceale che se la faceva con la sua prof. prima di diventare suo marito, le cronache italiane riportano un episodio simile che condusse al suicidio dell’insegnante, salvo poi a emergere che era tutto falso e una messinscena di adolescenti.

Escluso il penale e il licenziamento di tronco della preside, cosa rischierebbe? 500 euro di ammenda o la sospensione fino a sei mesi in base al codice di disciplina per un comportamento “che possa nuocere all’immagine dell’amministrazione”.

Nel frattempo il Liceo riceve la visita degli ispettori mandati dall’Ufficio regionale scolastico. Per il momento vogliono capire bene cosa sia successo veramente e chi ha fatto circolare le chat compromettenti. Si muovono, giustamente, con i piedi di piombo. La loro prima preoccupazione è che non venga compromessa la didattica. Sabrina Quaresima nega qualsiasi rapporto sessuale e parla di messaggini a volte sbagliati, con l’italiano un tantino zoppicante, tipo: “Se ti do un indirizzo, te mi raggiungi là. DS”. Con tanto di sigla dirigente scolastica. Ma tutta la scuola sapeva che il rappresentante di istituto a volte faceva da chauffeur. Per spirito di servizio. Il ragazzo intanto è sparito dai radar, nessuna dichiarazione davanti alle telecamere e nessuna sua foto in giro. Tutelato per bene, come frangia debole. Ma le sue confidenze e la successiva gogna mediatica verranno messe al setaccio. Intanto (e per fortuna) su Open.online parte una controffensiva a favore di Sabrina Quaresima. “Rifiutiamo la concezione maschilista che giudica le donne per la loro vita sessuale”, scrive cambiando rotta, ora il Collettivo Montale. “Regna tanta cattiveria, malvagità, aggiungerei tanto maschilismo”. E si ipotizzano vecchi rancori tra docenti. Alcuni ex studenti vanno giù sul pesante per difenderla: “Una donna rara insultata da mandrie feroci di analfabeti”. La sorella della dirigente, Annamaria, pure lei insegnante, pubblica una pagina Fb (te pareva…) con il titolo inequivocabile: Sosteniamo Sabrina!

Una vecchia insegnante, forse sessantottina, chatta una confessione inconfessabile: anche io tanti anni fa ebbi una storia con un allievo. Abbastanza pubblica, ma non ci filò nessuno. Forse Repubblica era un giornale più serio di adesso, costretto alle notizie rotocalco pur di non perdere copie…..

Addio ‘68, siamo sprofondati in un altro secolo. 


RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Pagina News

Liceo Montale
PPN
Prima Pagina News
Roma
Sabrina Quaresima
Sessantotto

APPUNTAMENTI IN AGENDA

SEGUICI SU