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Iannuzzi (Ugl Lazio): "Classe dirigente Rai tira la cinghia per i dipendenti, ma non per le altre categorie"
"Le scelte discriminatorie per la concessione delle gratifiche Covid e la discrezionalità con cui sono elargite, evidenziano situazione insostenibile".
(Prima Pagina News)
Mercoledì 20 Gennaio 2021
Roma - 20 gen 2021 (Prima Pagina News)
"Le scelte discriminatorie per la concessione delle gratifiche Covid e la discrezionalità con cui sono elargite, evidenziano situazione insostenibile".
"Ci Risiamo Avanzamenti di carriera, aumenti di merito e gratifiche puntano sempre più al ribasso, con assegnazioni che seguono metodi personalistici che lasciano sgomenti. Con due pesi e due misure la classe dirigente della Rai tira la cinghia dei dipendenti, ma non per le altre categorie".

Lo afferma il Segretario Regionale Lazio Ugl Comunicazioni settore Informazione Dante Iannuzzi.

"Le scelte discriminatorie con le quali sono state concesse le gratifiche Covid, e la discrezionalità con cui sono elargite dalle Direzioni, non fanno che evidenziare l’insostenibile situazione". "Ricordiamo come l’azienda non sia nuova a questi comportamenti, come avvenne per l'emergenza neve a Roma, del 3 febbraio 2012 a seguire i giorni successivi, quando venne riconosciuta dall’azienda una gratifica al solo personale tecnico. Come se gli altri non avessero dovuto affrontare il problema per sostenere l’azienda".

"Si potrebbe ricordare, ancora, come nell’ottobre del 2012 a causa del disagio causato dal processo di digitalizzazione venne concessa una gratifica, in un primo momento pensata per tutto il personale del Tg2, al solo beneficio di una sola categoria".

"Siamo stanchi di questa continua sperequazione dove per un avanzamento, o un premio, si debba attendere l'attivazione dei provvedimenti gestionali al contrario sempre di altre categorie, dove ogni giorno risulta possibile promuovere, o riconoscere provvedimenti economici, su proposta di direttori, o dirigenti. Anche per i dipendenti del Lazio che rappresentano 80% dell'azienda siamo stanchi di attendere un rinnovo di contratto ormai scaduto da anni come stanchi di continuare ad attendere un accordo sullo smart working la cui applicazione viene gestita unilateralmente dall'azienda".

"Siamo stanchi - sottolinea Iannuzzi - della mancata attivazione della commissione appalti regionale Lazio, in attesa da quattro anni, come da accordi sottoscritti. Quegli stessi appalti che in parte costituiscono un danno erariale e una spesa non necessaria su mezzi e personale".

"A quanto pare non si perde tempo nel modo di discriminare i lavoratori, ma è dimostrabile l'incapacità di gestire un’azienda che è stata, e ancora risulta essere, il polo culturale di questo paese con tutto il rispetto che dovrebbe godere come unica azienda pubblica, indiscutibilmente, un gradino al di sopra alla concorrenza".

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