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Medvedev: "Per proteggerci useremo anche il nucleare"
"L'ipersonico è in grado di raggiungere obiettivi in Europa e negli Stati Uniti molto più velocemente". Oltre 1.300 persone arrestate dopo le proteste in Russia.
(Prima Pagina News)
Giovedì 22 Settembre 2022
Roma - 22 set 2022 (Prima Pagina News)
"L'ipersonico è in grado di raggiungere obiettivi in Europa e negli Stati Uniti molto più velocemente". Oltre 1.300 persone arrestate dopo le proteste in Russia.
"Si terranno referendum e le repubbliche del Donbass e altri territori saranno annessi alla Russia. La protezione di tutti i territori che hanno aderito sarà significativamente rafforzata dalle Forze Armate russe.

La Russia ha annunciato che non solo le capacità di mobilitazione, ma anche qualsiasi arma russa, comprese le armi nucleari strategiche e le armi basate su nuovi principi, potranno essere utilizzate per tale protezione".

Così, in un post su Telegram, il Vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, Dmitry Medvedev. "L'ipersonico - avvisa - è in grado di raggiungere obiettivi in Europa e negli Stati Uniti molto più velocemente".

E' necessario che l'Unione Europea revochi le sanzioni contro la Russia entro la fine dell'anno. A dirlo è il Primo Ministro ungherese, Viktor Orbàn, parlando al suo partito Fidesz, ripreso dai media locali. Stando a Orbàn, l'Ue ha "imposto" le sanzioni e ha trasformato un conflitto locale in una "guerra economica mondiale", per cui è necessario "fare tutto il possibile affinché l'Ue ritiri le sanzioni entro la fine dell'anno".

"Altre misure restrittive verranno adottate al più presto in coordinazione con i nostri partner". Ad annunciarlo è l'Alto Rappresentante Europeo per la Politica Estera, Josep Borrell. "Continueremo ad aumentare il nostro supporto militare all'Ucraina e studieremo un nuovo pacchetto di sanzioni che prenda di mira settori dell'economia russa e una nuova lista di individui", spiega.

Oltre 1.300 persone sono state arrestate in Russia a seguito delle proteste contro la mobilitazione parziale ordinata ieri da Vladimir Putin. E' quanto riferisce l'Organizzazione Non Governativa Ovd-Info, secondo cui, attualmente, 1.307 persone sono state arrestate in 39 città, e gran parte degli arresti è avvenuta a Mosca, dove si contano 527 fermi, seguita da San Pietroburgo, con 480 fermi.

"Stiamo lavorando con i Paesi membri per stabilire un approccio comune", però "ogni richiesta dovrà essere esaminata caso per caso", ha detto la portavoce della Commissione Ue Anitta Hipper, replicando ad una domanda circa le richieste d'asilo da parte dei cittadini russi che stanno scappando in seguito alla mobilitazione ordinata da Putin. Lettonia e Estonia hanno fatto sapere che non accetteranno le richieste per ragioni legate alla sicurezza. "Le regole di Schengen permettono di negare l'accesso per questioni di sicurezza interna e di ordine pubblico. Siamo in una situazione senza precedenti, con rischi da considerare", ha precisato Hipper.

Nel frattempo, cresce il traffico di cittadini russi in viaggio verso la Finlandia attraverso i valichi di frontiera lungo l'area sudorientale. Lo ha reso noto, in un tweet, la guardia di frontiera finlandese, ripresa dal quotidiano AAmulehti. Il direttore dell'unità di cooperazione internazionale della Guardia di frontiera, Matti Pitkäniitty, ha detto che nella giornata di ieri 4.824 persone hanno attraversato la frontiera, quasi 1.800 rispetto a mercoledì 14 settembre, quando erano 3.133. La situazione, quindi, è ben oltre la normalità, ma, ha scrito Pitkäniitty, "è sotto controllo".

Il Comandante del Battaglione Azov Denis Prokopenko "Redis" e il suo vice Svyatoslav Palamar "Kalina", tra coloro che hanno difeso l'acciaieria Azovstal a Mariupol, sono tra i prigionieri liberati da Mosca. A dichiararlo è Sergey Velichko, comandante delle forze speciali ucraine, pubblicando su Telegram una foto dei due, insieme con il capo della direzione principale dell'intelligence Kirill Budanov e il ministro dell'Interno Denis Monastyrsky.. E' quanto fa sapere l'Ukrainska Pravda.

E' stato rilasciato anche il maggiore Sergei Volyn, comandante della 36ma brigata marina.

"Ho appena parlato al telefono con Radish, Kalina, tutti hanno uno spirito combattivo e sono persino desiderosi di combattere. Un'altra conferma che Azov è di acciaio. Adesso i ragazzi sono già liberi, ma in un Paese terzo. Rimarranno lì per un po', ma la cosa principale è già accaduta: sono liberi e vivi", scrive sui social Andrey Biletsky, ex comandante del Battaglione Azov. Una foto divulgata dal sito della radio ucraina Suspline mostra Palamar sorridente mentre sta parlando al telefono.

Cinque persone sono rimaste uccise - di cui una a Bakhmut, Avdiivka, Karlivk e due a Kurakhove - e altre 12 ferite nei bombardamenti compiuti dall'esercito di Mosca nelle ultime 24 ore nell'Oblast di Donetsk. Così Pavlo Kyrylenko, governatore in esilio, ripreso dal Kyiv Independent, precisando che dal 24 febbraio 873 civili sono morti nell'Oblast, escludendo Mariupol e Volnovakha.

E' "indecente" la "falsa citazione" del Presidente statunitense Joe Biden su quanto detto da Vladimir Putin, in merito alla "minaccia nucleare". Così la portavoce del Ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ripresa da Ria Novosti. "Quanto al discorso del Presidente degli Stati Uniti, ritengo assolutamente indecente come è iniziato. Il fatto è che avrebbe iniziato a "citare il presidente della Russia. Noi, come sempre, abbiamo iniziato a ricontrollare le parole di Biden. Biden lo ha detto di sicuro, ma il presidente della Russia non l'ha detto", dice Zakharova.

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