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'Ndrangheta, Reggio Calabria: operazione Dia-Gdf, in manette 12 persone
Sgominata un'organizzazione composta da imprenditori e famiglie 'ndranghetiste che voleva far infiltrare alcune cosche nei settori dell'edilizia e della grande distribuzione organizzata. 
(Prima Pagina News)
Martedì 26 Luglio 2022
Reggio Calabria - 26 lug 2022 (Prima Pagina News)
Sgominata un'organizzazione composta da imprenditori e famiglie 'ndranghetiste che voleva far infiltrare alcune cosche nei settori dell'edilizia e della grande distribuzione organizzata. 
La Direzione Investigativa Antimafia di Reggio Calabria e la Guardia di Finanza hanno tratto in arresto 12 persone, tra cui possibili affiliati alla 'ndrangheta e imprenditori risultati collusi, nell'ambito di un'operazione, intitolata "Planning", condotta dai sostituti procuratori della Dda di Reggio Calabria Stefano Musolino e Walter Ignazitto.

Gli arresti sono avvenuti con il coordinamento della stessa Dda, diretta da Giovanni Bombardieri.

L'operazione ha fatto emergere l'esistenza di un'organizzazione criminale, di cui avrebbero fatto parte imprenditori e famiglie 'ndranghetiste, che aveva l'obiettivo di far infiltrare alcune cosche nei settori dell'edilizia e della grande distribuzione alimentare. Nel corso dell'operazione sono stati eseguiti perquisizioni e arresti in Calabria, Abruzzo, Lazio e Lombardia.

L'inchiesta era concentrata sulla cosca 'ndranghetista dei De Stefano e sui rapporti tenuti da questi con alcuni imprenditori di Reggio Calabria. Per otto dei 12 arrestati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre gli altri 4 sono finiti agli arresti domiciliari.

Le cosche avrebbero potuto infiltrarsi tramite la compartecipazione nascosta di alcuni loro esponenti in progetti economici che venivano organizzati e gestiti attraverso imprese con intestazioni fittizie a soggetti terzi, nonchè tramite l'affidamento di forniture e servizi a imprenditori che facevano parte dell'associazione a delinquere.

Gli arresti sono stati eseguiti dietro l'emissione di un ordine di custodia cautelare, chiesto dalla Dia ed emanato dal gip distrettuale. Le accuse contestate agli arrestati sono quelle di associazione mafiosa e concorso esterno in associazione mafiosa, associazione per delinquere, impiego di denaro di provenienza illecita, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori, reati a cui si aggiunge l'aggravante del metodo mafioso.

Nel corso dell'operazione, inoltre, sono stati posti sotto sequestro beni per un ammontare pari a più di 32 milioni di euro: si tratta di 27 imprese - due delle quali con sedi rispettivamente in Slovenia e Romania -, 31 immobili, quote societarie e disponibilità di denaro.

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