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Giustizia & Intercettazioni, Trojan a gogò per tutti: ecco i numeri e il lavoro del Ministro Alfonso Bonafede

Dal 1° settembre 2020 è pienamente operativa, come noto, la nuova disciplina delle intercettazioni dettata dal decreto legislativo 29 dicembre 2017, n. 216, come modificato dal decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 161, convertito con modificazioni dalla legge 28 febbraio 2020, n. 7. L’attuazione della disciplina ha comportato uno sforzo organizzativo, formativo e di investimento infrastrutturale notevole.

di Pino Nano
Domenica 13 Settembre 2020
Roma - 13 set 2020 (Prima Pagina News)

Dal 1° settembre 2020 è pienamente operativa, come noto, la nuova disciplina delle intercettazioni dettata dal decreto legislativo 29 dicembre 2017, n. 216, come modificato dal decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 161, convertito con modificazioni dalla legge 28 febbraio 2020, n. 7. L’attuazione della disciplina ha comportato uno sforzo organizzativo, formativo e di investimento infrastrutturale notevole.

“Non è stata una riforma a costo zero e ci siamo mossi per tempo in modo da ridurre al minimo le inevitabili difficoltà applicative della nuova disciplina”. Con queste parole il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha commentato la nuova disciplina delle intercettazioni.

“Dal primo settembre è entrato in vigore una fase nuova – ha aggiunto il Guardasigilli – per uno strumento investigativo fondamentale come quello delle intercettazioni. Il Ministero rimarrà in contatto con i Procuratori e l’Avvocatura per raccogliere le segnalazioni circa le eventuali criticità che dovessero manifestarsi e approntare le relative soluzioni”.

Al termine di un percorso avviato fin dal 2018, il Ministero della Giustizia ha dunque completato le attività organizzative, formative e di sviluppo tecnologico, necessarie all’attuazione della normativa.

Attività che non si sono interrotte neppure durante l’emergenza da COVID-19. Le ultime indicazioni operative sono state veicolate agli uffici giudiziari con una nota lo scorso 20 luglio e, più di recente, con una circolare del 31 agosto.

Presso il Ministero – si legge ancora in una nota ufficiale del Ministero- è attivo, inoltre, un Tavolo permanente sulla nuova disciplina, che vede coinvolte le principali Procure della Repubblica.

La prima riunione operativa si è tenuta lo scorso 25 agosto. Il lavoro -precisano gli esperti di Largo Arenula che ha permesso di ottenere questo importante risultato ha riguardato sei aree di intervento: Adeguamento dei sistemi informatici; Adeguamento dei locali dedicati e acquisti; Rafforzamento della sicurezza fisica; Formazione dedicata; Incontri e indicazioni a carattere organizzativo-logistico; Attività di monitoraggio delle attività svolte. In un dossier assai dettagliato gli uffici del Ministro Bonafede forniscono anche i dettagli di questa nuova riforma delle intercettazioni e i numeri necessari per capire meglio cosa succederà nei prossimi mesi in Italia. Alcuni dati di sintesi: il Ministero ha allestito 140 sale Centro Intercettazioni Telecomunicazioni (CIT) con rete dedicata e cablaggio e dotazione dedicata di Pc portatili.

In ogni sala CIT è stato inoltre installato il server ministeriale e realizzato il software per la gestione dell’archivio digitale multimediale e per l’archivio documentale; 60 milioni di euro sono gli investimenti già spesi per le infrastrutture tecnologiche, per le opere murarie e per gli acquisti necessari; 700 i server e i rack dedicati alle sole intercettazioni; oltre 1100 i PC dedicati e destinati alle sale d’ascolto; circa 3.500 le persone coinvolte nella formazione specifica (personale amministrativo, magistrati e polizia giudiziaria).

L’immediato futuro – lo spiega più volte in pubblico lo stesso ministro Alfonso Bonafede- vede gli uffici coinvolti chiamati indubbiamente alla sfida di un rinnovamento anche delle logiche organizzative e dei flussi di lavoro.

Dal 10 settembre partirà pertanto la formazione in tutte le Procure della Repubblica, con la predisposizione di un supporto alla gestione organizzativa.

Anche al fine di supportare tale percorso si segnalano le seguenti iniziative:1) le fasi di avvio applicativo della nuova disciplina saranno accompagnate dall’offerta di una costante assistenza da parte della Direzione generale per i sistemi informativi automatizzati (DGSIA) e della Direzione generale delle risorse materiali e delle tecnologie, per le attività di rispettiva competenza;2) la DGSIA sta provvedendo a dotare le 140 Procure anche di personale di assistenza appositamente dedicato;3) proseguirà la formazione dedicata, anche mediante incontri specifici e webinar aperti al personale della polizia giudiziaria, secondo indicazioni che verranno offerte dalle competenti direzioni generali (Direzione del personale e Direzione dei servizi informativi e automatizzati); 4) riprenderanno gli incontri di carattere operativo/organizzativo con il Dipartimento al fine di verificare come risolvere le problematiche logistiche e lavorative che l’avvio della nuova disciplina potrebbe comportare.

In tali incontri si verificheranno anche le esigenze degli uffici di Tribunale e della Giustizia minorile all’avvio della nuova disciplina; 5) prossimamente verrà costituito un gruppo operativo con la partecipazione di alcuni rappresentanti degli uffici di Procura, che si confronterà con la DGSIA sui necessari sviluppi del sistema informatico, anche nell’ottica di un rapido approdo alla gestione interamente digitalizzata del procedimento; 6) apposite sessioni saranno dedicate anche all’Avvocatura, mediante confronto in sede di “Sportello permanente per la giustizia telematica”, istituito con il protocollo sottoscritto lo scorso 23 luglio.

Sul sito del Ministero della Giustizia, sono disponibili le principali norme di riferimento e le circolari mentre materiale didattico e illustrativo specifico può essere rinvenuto, per il personale di magistratura e amministrativo sulla piattaforma e-learning, e per l’Avvocatura nell’apposita sezione dedicata sul Portale dei Servizi Telematici (PST).

Un lavoro capillare, enorme sotto il profilo della trasformazione tecnologica del nostro sistema-giustizia, ma che non ha mancato e non mancherà di sollevare proteste articolate e varie contro quello che in molti definiscono un “uso scriteriato e anticostituzionale di un sistema di intercettazione come il Trojan: che è poi lo strumento infernale utilizzato nell’inchiesta contro l’ex Presidente della Associazione Nazionale Magistrati Luca Palamara, e in cui a strascico è finito un vero e proprio plotone di magistrati che con Palamara avevano in qualche modo dei contatti telefonici.


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