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Green pass, no da Ugl, Capone al congresso rilancia dal Sindacato
Congresso affollato con nuovo simbolo del movimento a Pomezia. Tanti gli interventi e le presenze in sala. Lavoro, sicurezza, sanità le parole chiave.
di Tiziana Benini
Martedì 14 Settembre 2021
Roma - 14 set 2021 (Prima Pagina News)
Congresso affollato con nuovo simbolo del movimento a Pomezia. Tanti gli interventi e le presenze in sala. Lavoro, sicurezza, sanità le parole chiave.
"No al green pass" ribadisce Paolo Francesco Capone Segretario Generale UgL dal palco del congresso organizzato alle porte di Roma a Pomezia, il primo congresso con il nuovo simbolo di rappresentatività del Sindacato: Ugl Comunicazioni, si propone di rappresentare italiani e lavoratori di un mondo in movimento, di un tutto in movimento.

"Questo simbolo rappresenta il movimento e la capacità di leggere attraverso queste nuove lenti, con nuovi occhiali" dice Capone durante un discorso che rilancia su salute e sicurezza e che tocca vari temi del lavoro e dell'attualità.

Passando appunto per l'emergenza sanitaria e la schedatura del green pass che il governo intende far sbarcare nel mondo del lavoro, pubblico e privato.

"La responsabilità dell"emergenza sanitaria di distanziamento e mascherine e delle misure che vengono prese deve rimanere in capo all'Esecutivo non può essere rimessa al green pass".

"Come lo smart working deve essere organizzato è un'opportunità in cui il lavoro deve essere controllato" aggiunge in sintesi il senatore Franco Gasparri tra i politici presenti che salgono sul.palco a parlare.

Il lavoro rimane centrale negli interventi che si susseguono. "Il lavoro è l'unica cura contro la povertà" rilancia Francesco Lollobrigida di Fratelli d'Italia contro la misura del reddito di cittadinanza che "invoglia a non lavorare". Applaude l'affollatissima sala.

"Una lotta di classe non tradizionale è quella che si presenta oggi" commenta l'economista Giulio Sant'Agata "in cui è distorta la distribuzione del reddito, in cui le multinazionali non pagano le tasse dove producono, in cui le spese di tutto le pagano cittadini e lavoratori".

Coordina il dibattito il giornalista parlamentare Paolo Corsini, ora vice direttore di Rai 2, che invita i relatori alle parole del Papa e a mantenere il timing di 8 minuti. Sorride Corsini quando sulla funzione e sulla qualità della Rai si scatena un confronto con opinioni diverse. Il pluralismo comincia da qua.

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