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Prescrizione, Conte e Bonafede facciano marcia indietro, per le Camere Penali è “Una barbarie”.

La Giunta UCPI, evidenzia le prese di posizione assunte contro la prescrizione da parte di autorevoli vertici della Magistratura italiana

di Pino Nano
Sabato 08 Febbraio 2020
Roma - 08 feb 2020 (Prima Pagina News)

La Giunta UCPI, evidenzia le prese di posizione assunte contro la prescrizione da parte di autorevoli vertici della Magistratura italiana

Il Presidente delle Camere Penali Italiane, Gian Domenico Caiazza, e il Segretario, Eriberto Rosso, tornano ancora oggi sul tema della prescrizione per ricordare come l’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario sia stata l’ennesima occasione utile per gran parte del mondo giudiziario italiano per riconoscere che la Riforma fortemente voluta dal Ministro Bonafede in tema di prescrizione sia da cancellare immediatamente Forte l’appello al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte perché il Governo prenda doverosamente atto di questo sentimen così generale e diffuso nel Paese “adottando l’unica scelta seria e responsabile che occorre ora conseguirne, vale a dire l’abrogazione di quella sciagurata riforma della prescrizione” Il presidente dei penalisti italiana, Gian Domenico Caiazza, ricorda al Governo che le cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario 2020, sia quella celebrata avanti la Corte di Cassazione, sia quelle celebrate avanti le Corti di Appello italiane, “hanno tutte affrontate con grande rilievo, come era d’altronde prevedibile, i temi connessi alla recente riforma abrogativa della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, entrata in vigore il 1^ gennaio 2020, nel quadro di un più ampio bilancio della amministrazione della giustizia penale nell’anno trascorso”. Nessun dubbio da parte di nessuno sulla sostanza dei temi discussi e sulla metodologia usata :” Il segnale politico di maggiore rilievo lanciato alle istituzioni politiche ed alla pubblica opinione dalle più alte cariche della magistratura italiana – sottolineano le Camere Penali- è stato il drastico giudizio negativo su quella riforma, autorevolmente espresso in molti dei più importanti distretti giudiziari del Paese (tra i quali Milano, Roma, Napoli, Torino, Firenze, Venezia e molti altri), e prima ancora dal Primo Presidente della Corte di Cassazione”. Il Presidente Gian Domenico Caiazza entra nei dettagli della questione e lo fa ancora oggi con la sua tradizione lucidità giuridica: “ In particolare è stato evidenziato senza equivoci come una simile iniziativa abrogativa- dice- per di più irrazionalmente introdotta prima dei necessari interventi volti a diminuire drasticamente i tempi di durata dei processi penali, che in Italia sono almeno doppi rispetto alla media europea, non potrà che determinare un disastroso aggravio del carico dei ruoli e dunque un ulteriore, paralizzante prolungamento dei tempi di definizione del contenzioso penale, con conseguente violazione del principio costituzionale della ragionevole durata dei processi”. Nessuna mediazione con il ministro Alfonso Bonafede, anzi mai come questa volta nella storia repubblicana le Camere Penali scelgono il “muro contro muro”, minacciando e preannunciando che la protesta non si fermerà fino a quando il Governo non farà una marcia indietro sulle scelte già assunte. Ricordando infine gli interventi “autorevoli” che da più parti in questi giorni si sono susseguiti contro lo stesso Bonafede, il leader delle Camere Penali italiane sottolinea che “ tali autorevoli giudizi, nel confermare la serietà e la fondatezza della posizione critica da subito assunta dai penalisti italiani e dalla Accademia pressoché nella sua totalità, disvelano in via definitiva la natura demagogica e populista di quella riforma, e la irresponsabilità di chi si ostina a sostenerla e difenderla”. Dopo aver manifestato “Il più vivo apprezzamento per tali coraggiose prese di posizione assunte da così ampia e così autorevole parte dei vertici della Magistratura italiana”, le Camere Penali lanciano sul tavolo del confronto con il Governo la loro ultima provocazione: “Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, e la intera maggioranza di governo, prendano doverosamente atto di quanto si è detto finora, adottando l’unica scelta seria e responsabile che occorre ora conseguirne, vale a dire l’abrogazione di quella sciagurata riforma della prescrizione, nel rispetto del principio della ragionevole durata del processo, dettato dall’art. 111 della Costituzione”. Il segnale che viene oggi di nuovo dai vertici dell’Associazione dei penalisti italiani è quanto mai preciso, diretto al Capo del Governo, addirittura perentorio, ma è soprattutto il preavviso per il ministro Bonafede a nuove forme di lotta, e questa volta pare di capire ancora più clamorose delle prime.


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