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SIAED, “Fondazione Dià Cultura” si riapre al mondo. Aldo Sciamanna presenta i suo ultimi gioielli di famiglia
Cerimonia solenne in Casa SIAED-spa questa mattina per la presentazione ufficiale alla stampa degli ultimi volumi editi dalla prestigiosa Fondazione Dià Cultura fortemente voluta dieci anni fa dal Presidente della Società Aldo Sciamanna. Si tratta di ben cinque volumi interamente dedicati al mondo dell’archeologia e dell’antropologia, e a cui hanno collaborato i massimi studiosi del settore.
di Pino Nano
Lunedì 14 Giugno 2021
Roma - 14 giu 2021 (Prima Pagina News)
Cerimonia solenne in Casa SIAED-spa questa mattina per la presentazione ufficiale alla stampa degli ultimi volumi editi dalla prestigiosa Fondazione Dià Cultura fortemente voluta dieci anni fa dal Presidente della Società Aldo Sciamanna. Si tratta di ben cinque volumi interamente dedicati al mondo dell’archeologia e dell’antropologia, e a cui hanno collaborato i massimi studiosi del settore.

I titoli dei volumi presentati dal Presidente di SIAED Aldo Sciamanna sono questi:Landascapes, Paesaggi Culturali”, 624 pagine, a cura di Franco Cambi, Davide Mastroianni, Valentino Nizzo, Francesco Pignataro e Simona Sanchirico; “Transumanza, Popoli, vie e culture del passato”, 354 pagine, a cura di Francesca Alhaique, Paola Boccuccia, Francesca Romana Del Fattore, Rosa Anna Di Lella, Romina Laurito, Massimo Massussi, Italo Maria Muntoni e Sonia Tucci; “Museum.dià. Reti creative, paradigmi museali di produzione, gestione, comunicazione nell’era dell’iperconnettività”, 505 pagine, a cura di Simona Sanchirico, Francesco Pignataro e Christopher Smith; “Antropologia e Archeologia dell’Amore”, Tomo Primo, 497 pagine, a cura di Valentino Nizzo; “Antropologia e Archeologia dell’Amore”, Tomo Secondo 564 pagine, a cura di Valentino Nizzo. Cinque diversi titoli, in carta patinata lucida, edizioni di pregio, progetto grafico di Giancarlo Giovine per la Fondazione Dià Cultura, e che ora è possibile trovare sul mercato editoriale italiano prenotando una copia direttamente sul sito ufficiale della Fondazione di SIAED-spa.

Il Presidente Aldo Sciamanna approfitta di questa ghiotta occasione ufficiale, che per SIAED è la prima uscita pubblica dopo il lockdown di questi mesi dovuto al Covid, per ricordare come l’impegno etico di Siaed, sancito da uno specifico codice, passa anche attraverso il sostegno alle attività culturali della Fondazione Dià Cultura, “Istituzione senza fini di lucro - sottolinea lo stesso Direttore Generale di SIAED Marco D’Agostino - fondata dall’azienda informatica nel 2012 con il fine di contribuire a sostenere la crescita culturale ed etica del nostro Paese”.

Il Presidente Sciamanna non concede sconti a chi gli chiede quali saranno gli obiettivi futuri della Fondazione: “La Fondazione Dià Cultura – dice l’imprenditore – aspira a mettere in connessione fra loro realtà private e pubbliche, attive nella ricerca, con il fine di valorizzare il patrimonio culturale italiano agevolandone una fruizione collettiva sempre più ampia. E i volumi che oggi presentiamo e che speriamo possano interessare e coinvolgere anche le massime autorità culturali del Paese ne sono una conferma materiale e concreta”.

Una delle “perle” della Fondazione Dià Cultura in tutti questi anni, ricorda ancora Aldo Sciamanna, è stata anche la curatela e la produzione di un importantissimo mensile archeologico, Forma Urbis, che nel corso di questi ultimi dieci anni ha riunito insieme il gotha dell’archeologica internazionale attorno allo stesso tavolo di confronto e agli stessi temi di discussione. Quasi un record in questo settore e in questa materia. Per non dimenticare poi – aggiunge – la tradizionale e famosa manifestazione culturale annuale di SIAED, “Romarché. Parla l’archeologia” volta, con i suoi programmi di taglio storico, archeologico, artistico, antropologico, a valorizzare e a far conoscere le realtà museali della città di Roma e non solo.

- Presidente, qual è la cosa di cui va più fiero?

È difficile individuare il meglio di quello che abbiamo provato a fare, mi creda. Ma tutte le attività della Fondazione Dià Cultura sono sempre state improntate al rispetto continuo di valori forti e condivisi che ne compongono la cifra identitaria in ogni sua manifestazione. Questi riferimenti valoriali sono sempre stati imprescindibili per la nostra Fondazione.

-Mi indichi almeno tre aggettivi diversi che secondo lei descrivono meglio la vostra attività culturale

Partiamo dall’autorevolezza. Ogni attività della Fondazione tiene conto della qualità scientifica e umana delle proprie risorse, contenuti ed espressioni. Il secondo aggettivo che mi viene in mente è “Eticità”. La Fondazione opera rispettando principi etici volti alla correttezza, all’equità, al rispetto dell’altro, al diritto alla libertà di espressione, alla ricerca della bellezza, e questo sempre e comunque. Infine, la Pluralità, nel senso che la Fondazione ascolta e dà voce a discipline, competenze, settori e pubblici diversi in modo da garantire per ogni sua manifestazione uno sguardo plurale e composito, in grado di cogliere e interpretare le forme della complessità generando conoscenza e innovazione.

-Con che bilancio alle spalle oggi presenta questi suoi volumi così prestigiosi?

Direi con la consapevolezza che da oltre quarant’anni lavoriamo per rendere più efficiente, efficace e sostenibile l’operatività dei nostri clienti. Vede, la chiave del nostro successo risiede nell’attitudine al cambiamento e la misura del nostro successo va ricercata nel rapporto con i nostri clienti, che è basato su qualità, sicurezza e collaborazione reciproca. Ecco, se vuole una sintesi, le dico che in un mercato costruito sulla continua innovazione, abbiamo definito il nostro modello di crescita basandolo su tre direttrici fondamentali: processi, tecnologia e persone. E mi creda, non è poco con i tempi che corrono.

 

 

 


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