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La 82ª Mostra del Cinema di Venezia parte alla grande con “La grazia” di Sorrentino, “Bugonia” di Lanthimos con Emma Stone, il documentario di Herzog e l’atteso “After the Hunt” di Guadagnino con Julia Roberts.
La 82ª Mostra del Cinema di Venezia parte alla grande con “La grazia” di Sorrentino, “Bugonia” di Lanthimos con Emma Stone, il documentario di Herzog e l’atteso “After the Hunt” di Guadagnino con Julia Roberts.
Dopo l’inizio con il botto dell’ Inaugurazione con Sorrentino con “La grazia” che potrebbe definire lo stato, non solo del regista ma anche del cast, in cui è stato girato il film, seguito da Yorgos Lanthimos con “Bugonia”, con protagonista Emma Stone. Si aggiunga il documentario “Ghost elephants”, del Leone d’oro alla carriera Werner Herzog e siamo, in omaggio a Sorrentino, al trio Ma.Gi.Ca.
Il Presidente della Repubblica Mariano De Santis ha troppi richiami alle opere precedenti del regista napoletano: è democristiano come “Il Divo” che potrebbe richiamare anche per la strana passione per la musica rap o trap che sia, tanto da consegnare un’onorificenza a Guè Pequeno.
Oltre la citazione di Gep Gambardella in giacca rossa e pantalone bianco nella Grande Bellezza. Yorgos Lanthimos da una storia vista troppe volte di losers che provano ad inseguire una folle idea di riscatto, riesce a ricavare una profonda riflessione sul sistema capitalistico che sta portando alla rovina le persone e l’ambiente.
Sembra superfluo sottolineare l’interpretazione di Emma Stone. Herzog si serve della ricerca dei Ghost elephants, una specie di elefanti di cui si favoleggia l’esistenza, per parlare dello spirito che fa resistere popolazioni dell’Africa in un ambiente ancora incontaminato. In che cosa è differente l’ambiente intellettuale della Facoltà di Filosofia di Yale?
Una lotta condotta a colpi di citazioni di pensatori che vanno da Aristotele a Heidegger, passando per Locke e l’Enciclopedisti francesi, che sembra dare solo una copertura culturale, a sostegno di idee progressiste e liberali, ad una lotta per l’affermazione accademica.
La protagonista di “After the hunt” (dopo la caccia) di Luca Guadagnino, Alma Anville, una Julia Roberts ad alti livelli, prova a tenere fuori la sua vita privata da questo tritacarne mediatico in cui incappa dopo la denuncia per violenza da parte di una studentessa di colore nei confronti di un collega professore, venerato dalla studentesse per la bellezza intellettuale e fisica.
Ma in questo mondo nulla può sfuggire al Grande Fratello, soprattutto quando c’è la volontà di apparire. Nel frattempo cresce l’attesa per il primo red carpet in laguna di Julia Roberts.
(Alfredo Salomone)