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Cultura giuridica e migrazione, a Marco Fazio il Premio Murmura, “Soccorsi in acque internazionali”
Il vincitore della Terza Edizione del Premio Antonino Murmura è un giovane giurista siciliano di cui certamente sentiremo parlare negli anni che verranno.
(Prima Pagina News)
Domenica 09 Maggio 2021
Roma - 09 mag 2021 (Prima Pagina News)
Il vincitore della Terza Edizione del Premio Antonino Murmura è un giovane giurista siciliano di cui certamente sentiremo parlare negli anni che verranno.

Si chiama Marco Fazio ha conseguito la laurea magistrale in giurisprudenza presso l’ Università di Messina con 110/110 e la lode, svolgendo una dissertazione sull’autoriciclaggio, tema che è stato oggetto di una sua pubblicazione sulla rivista “La legislazione penale”. Ha superato il concorso per l’assunzione presso la Banca d’ Italia e oggi frequenta il dottorato di ricerca presso l’ Università di Messina. Ha superato l’esame per l’esercizio della professione forense e collabora allo svolgimento dell’attività didattica presso la stessa Università nella quale frequenta il dottorato di ricerca. Ha sottoposto alla valutazione della Commissione solo un breve scritto su “Giurisdizione e soccorso in acque internazionali”, pubblicato su “La legislazione penale”, evidentemente ritenendolo il frutto più maturo della sua attività di ricerca. Ed in effetti – spiega la motivazione del Premio- “questo breve scritto dimostra come il dott. Fazio spicchi fra i vari candidati per capacità di analisi della normativa vigente, per attitudine a trarre da tale normativa concetti suscettibili di orientare nell’interpretazione di norme anche differenti da quelle da applicare alla fattispecie presa in considerazione, per idoneità a ricostruire la materia secondo precorsi logici coerenti”.

 

-Dottore vogliamo parlare del lavoro che le è valso il Premio A. Murmura?

Si tratta di un articolo, pubblicato sulla rivista online “La Legislazione Penale”, nel quale ho esaminato in chiave critica un principio affermato in varie sentenze della giurisprudenza di legittimità. In particolare, secondo queste decisioni, sussisterebbe la giurisdizione italiana per il reato di traffico di immigrati irregolari commesso dagli “scafisti” che abbiano abbandonato i viaggiatori in situazione di pericolo in acque internazionali, ancorché l’ingresso di questi ultimi nel territorio italiano sia avvenuto solo successivamente e grazie all’intervento dei soccorritori. Per quanto l’impostazione accolta dalla giurisprudenza consenta di sottoporre a processo penale i trafficanti di migranti, essa si fonda su argomenti a mio avviso fallaci. Pertanto ho cercato di individuare un percorso logico-giuridico più plausibile, capace di condurre a risultati analoghi.

 

-Come è nata l’idea di questo lavoro?

L’idea è nata a seguito di una discussione con la Professoressa Giuseppina Panebianco, docente di diritto penale presso il dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Messina, la quale era stata già la mia relatrice per la tesi di laurea. All’epoca non avevo ancora iniziato il dottorato. È stata lei a incoraggiarmi già subito dopo la laurea a intraprendere l’attività di ricerca. Sempre lei mi ha proposto di approfondire questo tema, che in effetti aveva già attirato la mia attenzione in occasione di alcuni processi penali ai quali avevo assistito durante il mio tirocinio alla Corte d’Appello di Messina. È stato uno dei miei primi lavori di ricerca e ricordo con piacere l’entusiasmo e la curiosità con i quali ho mosso questi “primi passi”.

 

-Crede che in futuro tornerà a occuparsi di questioni legate al diritto dell’immigrazione?

È una materia sicuramente affascinante, oltre che purtroppo politicamente troppo sensibile. Il che spesso non favorisce interventi adeguati e ponderati da parte delle istituzioni, nonostante le implicazioni drammatiche che vengono in rilievo. Ad ogni modo in questi ultimi anni ho coltivato maggiormente altri interessi scientifici. Nei prossimi mesi concluderò la mia tesi dottorale sui delitti di riciclaggio, tema che attualmente assorbe la gran parte delle mie energie.

 

-Si aspettava di ricevere questo importante riconoscimento?

Ho deciso di partecipare al concorso per mettermi alla prova, ma mai avrei pensato di aggiudicarmi un riconoscimento così tanto prestigioso. Sapevo che sarebbe stata una sfida interessante ma difficile, dal momento che la commissione giudicante sarebbe stata composta da personalità di altissimo spessore. Proprio per questo è stato davvero un onore essere selezionato fra i tanti partecipanti. Si tratta di una iniziativa meritoria, che onora la memoria del Senatore Murmura, oltre a rappresentare una preziosa possibilità per i giovani studiosi, poiché spesso è piuttosto difficile reperire i mezzi necessari per supportare l’attività di ricerca.

 

“Vale la pena di ricordare -sottolinea Maria Folino Murmura che è la Presidente del Premio e che vuole ricordare oggi il ruolo e la storia del marito, il famoso senatore calabrese Antonino Murmura- che alle spalle di un Premio cosi prestigioso c’è anche una giuria di grande prestigio professionale”.

 

La Commissione giudicatrice è infatti composta da Cesare Mirabelli, Presidente Emerito della Corte Costituzionale, già vice Presidente del CSM, professore di diritto ecclesiastico presso l’Università di Tor Vergata, da Damiano Nocilla, Consigliere di Stato, già Segretario Generale del Senato della Repubblica, docente di diritto pubblico comparato Università Luiss; da Pietro Rescigno, Accademico dei Lincei, Professore Emerito dell'Università Sapienza di Roma, già Professore Ordinario di Diritto Civile; da Franco Gallo, Accademico dei Lincei, già Ministro delle Finanze, Presidente Emerito della Corte Costituzionale e dal 2014 Presidente dell’Istituto Enciclopedia Italiana; da  Luigi Ciocca, Accademico dei Lincei, banchiere ed economista italiano, è stato anche Vice Direttore Generale della Banca D’Italia ricoprendo alti incarichi istituzionali in ambito internazionale (Banca Centrale Europea, Unione Europea, OCSE ed altro).  Insomma un parterre de roi assolutamente invidiabile e che rende bene l’idea di cosa il vecchio Tony Murmura abbia saputo e voluto costruito per la sua terra e la sua gente. 

 

“Il bando del Premio che porta il nome di mio marito- spiega la moglie Maria Folino Murmura- è stato inviato alle facoltà di Giurisprudenza, Scienze Politiche, Economia e Commercio, Economia Aziendale, Ingegneria Gestionale, Scienze Statistiche, Scienze Economiche e Sociali, Scienze Politiche, Lettere, Storia e Antropologia, con la consapevolezza che a noi alla fine sarebbero arrivati i lavori migliori”.

 

Quanto basta,insomma per capire, che siamo in presenza di un Premio Giuridico di altissimo valore internazionale che oggi renge giustamente merito alle tante opere realizzate in vita dal senatore DC Antonino Murmura e di cui il Premio porta giustamente il nome.

 


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