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Addio Abraham Yehoshua, Miccoli (Ca' Foscari): "Sua scomparsa simboleggia fine di un'epoca"
"E' stato uno scrittore straordinario, che ha simboleggiato per sessant’anni Israele. È soprattutto grazie ai suoi romanzi che i lettori italiani hanno scoperto la letteratura israeliana".
(Prima Pagina News)
Martedì 14 Giugno 2022
Venezia - 14 giu 2022 (Prima Pagina News)
"E' stato uno scrittore straordinario, che ha simboleggiato per sessant’anni Israele. È soprattutto grazie ai suoi romanzi che i lettori italiani hanno scoperto la letteratura israeliana".

Ci ha lasciato Abraham B. Yehoshua (1936-2022), uno degli scrittori israeliani più letti e tradotti al mondo, particolarmente amato in Italia e più volte ospite di Ca’ Foscari. 

Così lo ricorda Dario Miccoli, docente di Lingua e letteratura ebraica moderna al Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea: “Yehoshua è stato uno scrittore straordinario e che ha simboleggiato per sessant’anni Israele. È soprattutto grazie ai suoi romanzi che i lettori italiani hanno scoperto la letteratura israeliana. Yehoshua amava molto l’Italia e Venezia, che ne Il signor Mani aveva definito ‘il sogno di ogni città’. Ho avuto la fortuna di incontrarlo più volte, della quale l’ultima a una serata in suo onore che si è svolta meno di un mese fa a un festival letterario a Gerusalemme. Pur affaticato dalla malattia che lo aveva colpito, anche in quell’occasione ha incantato e commosso il pubblico con la sua cultura, la sua ironia e la sua capacità di leggere la società israeliana. La sua scomparsa simboleggia la fine di un’epoca e di una generazione, nata prima del 1948, che ha attraversato tutta la storia dello Stato d’Israele”.

Da L’amante Il signor Mani, da La sposa liberata fino a Il tunnel, Yehoshua ha raccontato la complessità della società israeliana, attraverso temi universali quali la vita di coppia e il rapporto con l’altro. Acclamato per la varietà tematica e stilistica della sua produzione, lo scrittore si è anche speso a favore del movimento pacifista israeliano e si è espresso a più riprese sulle politiche israeliane e palestinesi. Il suo ultimo romanzo, Il tunnel, è uscito nel 2019 per Einaudi, mentre la sua ultima novella, La figlia unica, ambientata in Italia, è stata pubblicata in traduzione italiana sempre per Einaudi nel 2021. In ebraico è uscito pochi mesi fa anche una novella dialogica, intitolata Ha-miqdash ha-shlishi (“Il terzo tempio”), ancora inedita in Italia.

Il legame di Ca’ Foscari con Yehoshua è di lunga data ed è iniziato nel 2005 con il convegno internazionale Sguardi incrociati su Abraham B. Yehoshua, organizzato da Emanuela Trevisan Semi.

Ca’ Foscari è una delle pochissime università italiane dove si insegna l’ebraico con un approccio completo che coinvolge lingua e cultura, affrontando tutte le evoluzioni della lingua nei secoli, dall’ebraico biblico e postbiblico a quello moderno. 

Ecco, quindi, che le opere dei grandi romanzieri contemporanei come Grossman, Oz e Yehoshua, diventano, per chi studia lingua ebraica, dei veri libri di testo a fianco di quelli più tradizionali che vanno dalla Bibbia ai testi di letteratura rabbinica.

L’ultima occasione di incontro tra Ca’ Foscari e lo scrittore israeliano risale al 2 dicembre 2021, quando il Dipartimento di Studi sull’Asia sull’Africa Mediterranea – insieme con l’Ambasciata d’Israele in Italia – ha dedicato ad Abraham B. Yehoshua, una serata al Teatro Ca’ Foscari di Santa Marta moderata dal giornalista Alessandro Cecchi Paone. Per l’occasione il regista israeliano Yair Qedar ha presentato il film Ha-pereq ha-aharon shel A.B. Yehoshua ("L'ultimo capitolo di A.B. Yehoshua"), un documentario biografico dedicato allo scrittore. Dopo la proiezione, Yehoshua ha dialogato con lui in collegamento streaming. 

Il 12 aprile 2021 Yehoshua ha concluso, sempre in collegamento da Israele, il seminario  “Abraham B. Yehoshua e il mito classico: sefardita, mediterraneo, universale” che indagava il rapporto tra la letteratura di Yehoshua e il mito classico. 

Nel 2017 lo scrittore ha inaugurato la decima edizione del Festival letterario Incroci di Civiltà, al Teatro Goldoni di Venezia, protagonista di una conversazione sull’importanza della letteratura per il mondo di oggi, insieme a Michael Chabon e Vikram Seth. Nella stessa edizione ha poi dialogato con Emanuela Trevisan Semi attorno al romanzo La comparsa.

 


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