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Giovanni Minoli “sequestrato” in Calabria. Il grande giornalista diventa commissario straordinario di “Calabria film Commission”

Minoli, ha inventato “Un posto al sole”, la prima soap di successo in Italia ma anche la più longeva (5487 puntate in 14 anni), ha radicalmente modificato il mondo del giornalismo con Mixer, Report, e quello dell’intrattenimento con Turisti per caso e Quelli della notte. Per citare solo alcuni esempi che non escludono neanche l’informazione culturale, se si pensa a “La storia siamo noi”. Dove c’è Minoli c’è innovazione di successo. Autore di documentari e reportage, la sua prima rubrica in tv è stata “A come agricoltura”.

 

 

(Prima Pagina News)
Giovedì 30 Luglio 2020
Catanzaro - 30 lug 2020 (Prima Pagina News)

Minoli, ha inventato “Un posto al sole”, la prima soap di successo in Italia ma anche la più longeva (5487 puntate in 14 anni), ha radicalmente modificato il mondo del giornalismo con Mixer, Report, e quello dell’intrattenimento con Turisti per caso e Quelli della notte. Per citare solo alcuni esempi che non escludono neanche l’informazione culturale, se si pensa a “La storia siamo noi”. Dove c’è Minoli c’è innovazione di successo. Autore di documentari e reportage, la sua prima rubrica in tv è stata “A come agricoltura”.

 

 

Non poteva finire meglio di così. Nessun’altra scelta sarebbe stata più felice di questa.

“Calabria Film Commission” finisce oggi nelle mani di uno dei più autorevoli giornalisti radiotelevisi italiani, e uno dei più carismatici opinionisti che la RAI in tutti questi anni abbia mai avuto. Giovanni Minoli è stato la RAI per quasi 35 anni consecutivi della storia della TV di Stato, ma continua ad essere la RAI ancora oggi, dove lui non c’è più, e rimarrà suo malgrado immagine ufficiale della grande RAI fino all’ultimo giorno della sua vita.

Vedete, tutto si può dire di lui, ma in RAI Giovanni Minoli era considerato un’icona del giornalismo moderno già trent’anni fa, uno dei più grandi interpreti e traduttori televisivi dei bisogni del Paese, straordinario narratore delle emozioni popolari, cassa di risonanza della rabbia e del disagio sociale italiano, apostolo incorruttibile di chi in questo Paese non ha mai avuto voce, e soprattutto maestro di intere generazioni di inviati e di cronisti RAI.

Insuperabile maestro di giornalismo radiotelevisivo. Ricordo l’alone di ammirazione, immenso, che si portava dietro nei studi televisivi di Via Teulada, dove praticamente lui viveva tutto il giorno. Mai una sosta, mai un giorno di vacanza, mai un attimo di tregua, mai una sola pausa da godersi con gli amici. Animale da televisione in tutti i sensi, dalla testa ai piedi, allevato e cresciuto per dare volto alla migliore TV di qualità del Paese, corteggiato amato ma anche odiato e mal sopportato dalla classe politica per via di questo esasperato senso della libertà, da tutto e da tutti, e che lui ha sempre avuto dentro e palesato fuori: Ma anche per questa sua evidente arroganza culturale che alla fine ha fatto di lui uno dei veri conoscitori e interpreti esclusivi della storia repubblicana di questi anni. Basterebbe andarsi rivedere le sue indimenticabili interviste televisive, diciamo Mixer?, per capire quale fosse la sua idea “alta” dello Stato, e la sua considerazione intima per la prima la seconda e la terza Repubblica.

Dal suo studio RAI è davvero passato tutto e il contrario di tutto, e nessuno mai prima di lui aveva osato immaginare, e poi mettere in piedi, una sorta di arena politica come la sua, dove lui alla fine rimanevanei fatti il vero e solo mattatore della serata. Ma andare da Minoli, allora, significava che in qualche modo saresti passato alla storia, certo nel bene e nel male, ma essere ospite di Minoli significava ottenere finalmente il timbro e l’etichettatura da primo della classe.

Minoli questo lo aveva ben capito, ma proprio questa sua padronanza assoluta del mezzo televisivo e radiofonico non faceva altro che renderlo ancora più affascinante carismatico e temuto di quanto egli stesso immaginasse.

Leggere il suo curriculum fa paura. Vi invito a farlo. Ho chiesto al direttore di Prima Pagina News Maurizio Pizzuto di pubblicarlo in maniera iintegrale, di allegarlo a questa nota stampa, e capirete da soli che razza di cronista Giovanni Minoli sia stato per la storia di questo Paese. Credo che la RAI oggi gli debba riconoscenza eterna, per quello che lui ha fatto all’interno di questa grande azienda di Stato, e soprattutto per le mille novità e innovazioni geniali che Giovanni Minoli ha saputo imporre ai vari Direttori Generali che nel corso degli anni gli si sono passati davanti. Certamente avrebbe meritato di chiudere il suo percorso professionale come Presidente naturale della RAI, ma probabilmente -una volta lasciata l’azienda- ci si è dimenticati del suo valore e della sua storia, cose che capitano nelle migliori famiglie. Non sappiamo che cosa Jole Santelli gli abbia realmente detto invitandolo a questa sua nuova sfida tutta calabrese. Immagino che gli abbia parlato della necessità per la Calabria di una nuova immagine, crediamo abbia fatto riferimento ai suoi paesaggi unici al mondo, o gli abbia raccontato della gente che vive in questa terra così ancora lontana da tutto, ma che sa ancora accoglierti come non accade più da nessun’altra parte del mondo. Oggi sappiamo e leggiamo dalla nota ufficiale della Presidenza della Regione Calabria che Giovanni Minoli le ha creduto, si è fidato di lei, e ha accettato di misurarsi con questa nuova avventura. Bellissimo. Non abbiamo nessun dubbio, per Giovanni Minoli sarà un gioco da ragazzi, e se Jole Santelli lo aiuterà a lavorare per il meglio Minoli farà in Calabria quello che ha già fatto dovunque lui sia già andato.La rivoluzione.

Perchè Giovanni Minoli è un genio della comunicazione, con un cervello ancora lucidissimo e soprattutto un cuore che riesce ancora a commuoversi. Un solo suggerimento per chi non lo conosce bene: non fidatevi della sua apparente bonomia. Quando lui lavora è l’uomo più rigoroso del mondo, e se c’è una cosa che lo fa “incazzare” davvero è essere “preso per il culo”.

Aiutatelo invece a trasformare la Calabria in un grande set cinematografico internazionale. Lui lo può fare, e lo diciamo in tutti i sensi, possibili e immaginabili. Dopo di lui, sarà impossibile per chiunque altro.

In bocca al lupo, dunque, Direttore!


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