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#Covid, Vaccini, Terza Dose, Variante africana e No-Vax. Ecco il decalogo di Massimo Fioranelli

Covid, Vaccini e No-vax. In questo quadro e in questo clima generale di apprensione e preoccupazione generale è possibile decodificare il ruolo del medico e indicare una strada maestra da seguire per il futuro?

di Pino Nano
Sabato 27 Novembre 2021
Roma - 27 nov 2021 (Prima Pagina News)

Covid, Vaccini e No-vax. In questo quadro e in questo clima generale di apprensione e preoccupazione generale è possibile decodificare il ruolo del medico e indicare una strada maestra da seguire per il futuro?

Qual è il ruolo oggi del medico moderno? Del ricercatore, e dello scienziato? Quali sono i limiti di una professione così nobile come quella del medico? Che cosa si può dire ai giovani studenti in medicina o ai giovani medici alle prime armi? Lo abbiamo chiesto ad uno dei fisiologi più illustri di Roma, il prof. Massimo Fioranelli, Professore Associato di Fisiologia e Responsabile del Centro di Cardiologia e Medicina Integrata presso la Casa di Cura Villa del Rosario a Roma.

-Professore, oggi il mondo medico sembra in profonda crisi culturale ed organizzativa. Su quali valori dovrebbe basarsi una visione moderna della professione medica?

La visione dell’uomo e della sua salute ha bisogno di alcuni riferimenti imprescindibili. L’essere umano è sacro come e’ sacro il suo dolore cui dobbiamo dare sollievo. Dobbiamo avvicinarci all’uomo nella convinzione che rappresenti un’entità psico-fisica, costantemente in relazione ad altri esseri umani ed all’ambiente che lo circonda. Bisogna promuovere una visione sistemica dell’uomo e su questa implementare le cure. L’idea che per ogni patologia possa esistere un farmaco soppressivo che ne cancelli i sintomi è un paradigma aberrante della medicina contemporanea che dobbiamo combattere.

-Qual è per lei la definizione ideale di medico, di medicina e di cura?

Vede, la Medicina con la “m” maiuscola è qualsiasi arte praticata da Medici, in scienza e coscienza, nel proprio intimo convincimento, finalizzata al benessere della persona umana.  La professione medica è libera ed indipendente. Il medico ha il diritto-dovere di operare in piena libertà e dignità, senza condizionamenti economici, per la salute dei propri pazienti, scegliendo di volta in volta, in scienza e coscienza, le cure migliori per ciascun essere umano che chieda la sua assistenza.

-Cosa intende dire “in piena libertà”?

Su un principio, sia chiaro, io non transigo. La scelta di cura deve essere libera da condizionamenti, nel rispetto del dettato costituzionale. Gli strumenti chiave per la salute dell’uomo, secondo i dettami della scienza, devono preferenzialmente basarsi sullo stile di vita, alimentazione, movimento, esposizione alla luce solare, aria pura, ambienti sani, sana socialità, evitando quanto più possibile il ricorso a farmaci, secondo l’antico principio del “primum non nocere”. Ogni farmaco deve essere prescritto solo dopo attenta valutazione del suo rapporto rischio-beneficio, la cui valutazione spetta al medico e solo al medico per ogni specifico caso.

-Ma nei fatti non avviene già questo?

Come medici, non dobbiamo mai stancarci di ripetere e di rivendicare di poter esercitare il nostro lavoro in piena libertà e indipendenza, senza conflitti di interesse e senza dover rendere conto ad entità economiche terze. Il nostro obiettivo è, e dovrà sempre restare, la tutela della salute dell’essere umano, intesa in senso fisico, psichico, sociale ed ambientale. La Medicina è libera nel momento in cui il Medico si assume l’intera responsabilità delle scelte adeguate a curare le persone.

-Esistono secondo lei medicine alternative?

Assolutamente no. Non esistono medicine alternative. La medicina è una ed ha basi scientifiche che non la caratterizzano completamente, ma richiede anche prevenzione, vicinanza, etica, disponibilità all’assistenza, umanità, empatia, ascolto, competenza, coraggio

-Lei parla sempre di “autodeterminazione”, che significa?

Io credo nel principio etico della libertà di scelta. L’essere umano è sacro ed inviolabile, appartiene a sé stesso, esercita l’autodeterminazione con piena libertà di scelta e di decisione per tutto quello che riguarda la sua persona. La protezione della salute non potrà fare leva su obblighi e costrizioni, ma sulla consapevolezza del fatto che stare bene è una conquista individuale e sociale legata alle proprie scelte, ai propri comportamenti, al proprio stile di vita.

-Secondo lei quanto l’ambiente e’ importante per la nostra salute?

Sono convinto che salute e malattia siano determinate dall’ interazione con l’ambiente, la cui tutela dovrà diventare una priorità per le politiche sanitarie. Ho lanciato l’allarme riguardante la pericolosità dell’inquinamento elettromagnetico. È indispensabile implementare analisi e studi per la certificazione, prima di immettere sul mercato nuove tecnologie. L’industria deve farsi carico di questo, e i test devono essere controllati da comitati scientifici indipendenti, non collusi con alcuna società commerciale.

-La nostra società sembra riscoprire la famosa eugenetica; che ne pensa lei?

Con i miei scritti ho denunciato che è in atto un tentativo dichiarato di genocidio mondiale, attraverso una strategia eugenetica che mira a danneggiare fisicamente la popolazione mondiale ed a ridurla di numero, come più volte annunciato da alcuni personaggi pubblici, che configurano un crimine contro l’umanità. I medici, gli intellettuali e tutta la società si devono opporre fermamente a politiche di genocidio ed a operazioni eugenetiche che, con l’intento di ridurre numericamente la popolazione mondiale, sterilizzino esseri umani contro la loro volontà, ne manipolino le facoltà psichiche con sostanze farmacologicamente attive, provochino malattie attraverso innesti eterologhi o nanotecnologie o microrganismi naturali o geneticamente manipolati, oppure causino la morte di altri esseri umani o ne decretino troppo velocemente la prognosi infausta. L'eugenetica è uno dei più gravi crimini contro l’umanità cui nessun Medico può essere obbligato a collaborare, contro i dettami profondi della sua coscienza e della tradizione della Medicina

-Professore non le pare eccessivo tutto questo? E per quanto riguarda la problematica dei Vaccini, che lettura ci dà?

È compito principale della classe medica fornire prove scientifiche a sostegno del principio di precauzione nei confronti dei vaccini; anche se li ritengo opportuni in casi di comprovata necessità, tale pratica deve rimanere ben lontana dagli obblighi massivi. Si deve contrastare la promulgazione di qualunque legge o decreto che intenda obbligare la popolazione a innesti eterologhi che sono un misto di sostanze potenzialmente tossiche, impropriamente spacciate per vaccini. Obbligare qualcuno ad un atto medico contro la propria volontà è incostituzionale, contrario all’articolo 32 della Costituzione Italiana. Di conseguenza, è illegittima la L.119/17 che obbliga i neonati a multiple vaccinazioni in un periodo delicato del neuro sviluppo. Come anche è illegittimo perseguitare i genitori che si pongono domande su obblighi medici sin troppo scontati, discutibili ed imposti automaticamente.

-Tutto da buttare a mare mi pare di capire?

Molto più banalmente, è necessario sottoporre tutta la filosofia vaccinale a una profonda revisione, anche alla luce delle esperienze negative della letteratura, tenendo conto delle nuove frontiere di protezione ottenibili facendo capo a concetti e tecniche molto più avanzati.

-Mi fa un esempio pratico?

Il termine ed il concetto “immunità di gregge, per esempio, oggi e’ anacronistico ed è insensata la pretesa di eliminare qualsiasi batterio o virus, dal momento che tutti noi esistiamo proprio grazie ai microrganismi. Sterilizzare il mondo è un delirio di stampo eugenetico impossibile ed impraticabile. Sono sensate tutte le condizioni che creino un buon equilibrio fra noi e i microrganismi, anche patogeni, frutto di conoscenza e di prevenzione ultraprimaria.

-Che linee guida allora dovrebbe seguire e inseguire il medico moderno?

Il medico deve riconoscersi nel Giuramento di Ippocrate e non nella dittatura dei protocolli e delle linee guida, troppe volte contraria ai principi della Medicina. Oggi il medico è formato in Università soggette a forti condizionamenti economici, ed è costretto a operare sulla base di linee guida stilate da società scientifiche non sempre indipendenti ed a trovare documentazione scientifica sulle cure in riviste e articoli spesso soggetti a condizionamenti dell’industria. Deve essere denunciata la situazione in cui il medico è diventato un esecutore di volontà politiche o amministrative a lui estranee cui deve uniformarsi per non essere sanzionato, sospeso o radiato.

-Come se ne esce professore?

Ritengo che debba essere abolita e penalmente perseguita la collusione fra multinazionali farmaceutiche e il Ministero della Sanità, l’Istituto Superiore di Sanità, l’Ordine dei Medici e qualsiasi altro organo avente a che fare con la salute umana. La Medicina non può tornare a essere tale fintanto che continui a rimanere sotto il costante ricatto economico delle multinazionali e delle lobby private. Si deve contrastare qualsiasi tentativo di corruzione e di manipolazione delle verità scientifiche e della libertà medica.

-E in questa chiave di lettura qual è il ruolo del vostro Ordine professionale?

L’Ordine dei Medici italiani, credo debba ritornare ad essere organo indipendente e non ausiliario e sussidiario dello Stato. Allo stato attuale, mi duole dirlo,ma non è più in grado di perseguire gli scopi per cui e’ nato.

-Se lei potesse tornare indietro, Professore rifarebbe il medico?

Assolutamente sì. Non credo che ci sia mestiere o professione più elevata del medico. Mi permetta questa fierezza intima e questo senso dell’appartenenza per favore.

 

 


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