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“Ecco la verità sulle dimissioni di Papa Benedetto XVI”.
Berlino.Perchè Papa Ratzinger si è dimesso? Quali sono stati i veri motivi della sua decisione? Già otto anni fa il sociologo-scrittore Rocco Turi lo aveva spiegato in una analisi che rimane attualissima ancora oggi. E che conseguenza le sue dimissioni hanno avuto sul futuro della Chiesa?
di Rocco Turi
Domenica 22 Gennaio 2023
Roma - 22 gen 2023 (Prima Pagina News)
Berlino.Perchè Papa Ratzinger si è dimesso? Quali sono stati i veri motivi della sua decisione? Già otto anni fa il sociologo-scrittore Rocco Turi lo aveva spiegato in una analisi che rimane attualissima ancora oggi. E che conseguenza le sue dimissioni hanno avuto sul futuro della Chiesa?

Vilfredo Pareto aveva teorizzato il concetto per il quale i comportamenti umani possano essere interpretati correttamente solo a posteriori; ma per quanto riguarda le dimissioni di Papa Benedetto XVI avevo un’idea ben chiara sin dal primo momento e il 28 aprile 2014 l’avevo espressa sul blog Fattore Erre. Era sufficiente guardarsi intorno e osservare quali fossero i problemi che all’epoca angustiavano il Vaticano in generale e soprattutto il Papa in relazione alla sua personalità di fine teologo, filosofo e studioso dei grandi temi della chiesa e della cultura.

Le cause delle dimissioni di Papa Benedetto XVI nel febbraio 2013 vengono finalmente lasciate intendere - diciamo pure “dichiarate” - con le sue medesime parole nel libro postumo “Che cos’è il Cristianesimo”. E’ un volume che contiene gli scritti di Joseph Ratzinger dopo la sua rinuncia, affidati al teologo Elio Guerriero e pubblicati a cura Georg Ganswein, con la “richiesta perentoria” di renderli noti dopo la sua morte: fatto importante per evitare, come dice Ratsinger, “un vociare assassino” da parte di “circoli a me contrari”. Si tratta di un vero e proprio testamento spirituale in cui il principale argomento riguarda i “club gay nei seminari” e gli scandali sessuali - ma non solo - che all’epoca delle sue dimissioni dilagavano nella chiesa cattolica. A parere di Benedetto XVI si trattava di una vera e propria teoria diffusa nella chiesa - che egli non condivideva - secondo la quale ai seminaristi venivano mostrati filmati pornografici allo scopo di rinforzare la psiche per resistere alle tentazioni sessuali. Ulteriore, importantissima dichiarazione di Benedetto XVI in questo libro postumo è: “Dopo le dimissioni ero esausto, non avevo piano alcuno per ciò che avrei fatto nella nuova situazione. Ero troppo esausto per poter pianificare altri lavori”. Esattamente questo fu il concetto da me ipotizzato relativamente alle dimissioni di Ratzinger. Ecco allora il mio “pensiero alternativo” su quanto scrissi all’epoca:

(…) Papa Ratzinger si dimise inaspettatamente perché era stanco della routine; perché la sua indole era di studiare e scrivere piuttosto che guidare lo Stato Vaticano e affrontare innumerevoli problematiche extra teologiche o filosofiche. All'epoca delle sue dimissioni, affermando "non ho la forza", "sono vecchio", in realtà Benedetto XVI era esausto di occuparsi degli scandali sui preti pedofili, di Vatileaks e chissà di quante altre amenità bizzarre, lontane dalle sue passioni, dalle quali si liberò con la rinuncia; lasciò tutto in mano al paziente Papa Francesco che in un solo anno fece uscire la Chiesa dalla sua profonda crisi. Non ha alcun senso sapere che Benedetto XVI non ha abbandonato la Croce, ma è rimasto "vicino in modo nuovo presso il Signore", come egli stesso pronunciò.

Ognuno è capace di giustificare a posteriori le sue azioni - come spiega Vilfredo Pareto - ma l'essere "vicino in modo nuovo presso il Signore" fu un'interpretazione piuttosto debole di Benedetto XVI; tanto debole che in molti si affrettarono a modificarne il senso. Dimettersi "per il bene della Chiesa", come Ratzinger disse, fu un modo garbato per spiegare che era stanco della routine burocratica. Ma le parole sono pietre. La decisione di Benedetto XVI, pertanto, non scaturì dall'amore per la Chiesa (come Egli spiegò) ma da un ragionamento freddo, tipico del suo costume teutonico.

Il cardinale tedesco, una volta diventato Benedetto XVI, divenne anche capo della Chiesa e ne abbracciò la responsabilità al di là e al di sopra di qualsiasi problematica terrena. Prima di lui osservammo Giovanni Paolo II soffrire aggrappato alla Croce, lo abbiamo visto sofferente battere i pugni per la sua Chiesa, lo abbiamo visto in una missione "impossibile" vincere su ogni azione politica, sociale, morale; ci siamo esaltati con Lui e per Lui e lo abbiamo amato. Il polacco Giovanni Paolo II non avrebbe mai concepito una rinuncia, che solo un fine intellettuale, ma freddo e ragionatore, con i piedi a terra e con radici nella tradizione luterana della cultura tedesca, avrebbe potuto formulare. Dimettendosi, Benedetto XVI compì una leggerezza non da poco; i Cardinali in conclave non avrebbero dovuto eleggerlo al Trono di Pietro, ma si lasciarono condizionare dal più prestigioso e profondo studioso fra tutti e dal fatto che Egli era stato il più ascoltato collaboratore di San Giovanni Paolo II. (…) a causa della sua rinuncia, Joseph Ratzinger forse non verrà ricordato amabilmente dalla storia. Sarà piuttosto ricordato come fine teologo. (…)

E per concludere questo pezzo, val bene ricordare un ulteriore capitolo del libro postumo, appena pubblicato, relativamente a Papa Giovanni Paolo II a cui Joseph Ratzinger era legato da profonda vicinanza culturale e teologica. Benedetto XVI avrebbe voluto concedere al suo predecessore - ma senza riuscirci, chissà perché…- l’appellativo “Magno”, come fu Per Leone I e Gregorio I. La motivazione per entrambi fu di carattere politico per avere il primo convinto Attila a non mettere le mani su Roma e il secondo difeso Roma dai Longobardi. Papa Wojtyla portò alla demolizione di quel Muro di Berlino che oggi viene messo in discussione dalla guerra in Ucraina; ma Papa Giovanni Paolo II ha fatto molto di più per cui molto più degli altri meriterebbe che l’appellativo "Magno" - Giovanni Paolo II Magno - fosse a lui attribuito a posteriori (altro argomento di carattere “politico” che meriterebbe di essere approfondito…).


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