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AIL, dolore per la morte di Simona Bedini, storica assistente del grande ematologo Franco Mandelli

A due anni esatti dalla scomparsa del suo professore e maestro,Franco Mandelli, scompare anche la sua collaboratrice più fidata, la dottoressa Simona Bedini, che oggi l’Associazione Nazionale contro le leucemie ricorda con toni carichi di commozione

(Prima Pagina News)
Martedì 07 Luglio 2020
Roma - 07 lug 2020 (Prima Pagina News)

A due anni esatti dalla scomparsa del suo professore e maestro,Franco Mandelli, scompare anche la sua collaboratrice più fidata, la dottoressa Simona Bedini, che oggi l’Associazione Nazionale contro le leucemie ricorda con toni carichi di commozione

Ricordate lo stile asciutto usato dall’AIL, l’Associazione Italiana contro le Leucemie,quando il 15 luglio di due anni fa,1918, annunciava ai suoi affiliati la scomparsa del grande ematologo romano Franco Mandelli,Il professore aveva 87 anni, e l'annuncio della sua morte era stata data su Facebook dall’AIL in questo modo:. "Addio al nostro presidente, professor Franco Mandelli , una vita dedicata alle malattie del sangue e alla solidarietà.

Anima della mostra organizzazione di cui era presidente onorario e fondatore del Gimema". Oggi la storia purtroppo e inevitabilmente si ripete, e questa volta con lo stesso stile usato due anni fa i vertici dell’AIL annunciano la morte della dottoressa Silvana Bedini, instancabile e indimenticabile assistente del grande Mandelli.

E se Franco Mandelli era una sorta di brand per gli ammalati di cancro , magari da esportare iin tutto il mondo, Silvana Bedini era la certezza assoluta che nessuno di loro sarebbe mai rimasto da solo, o peggio ancora senza nessuna certezza di vita. Franco Mandelli analizzava il caso, e dopo averlo studiato a fondo stilava la diagnosi, che il più delle volte era infausta. Poi arrivava lei, Silvana Bedini.

Con il suo garbo eterno, la sua estrema dolcezza, soprattutto la sua pazienza e la sua assoluta disponibilità, e lei pensava a tutto ciò che doveva necessariamebnte seguire una diagnosi così difficile e così dolorosa come quelle che hanno riempito la vita del professore Mandelli.

Sul profilo Fb dell’Ail leggiamo oggi: “La cosa che più ci mancherà di Silvana è il suo sorriso e il suo amore per noi ammalati”.

Una icona anche lei, o meglio lei più icona di lui, perché insieme erano una cosa sola, le due facce della stessa medaglia, e se il professore spesso e volentieri riusciva anche a non sorridere per via della vita infernale che il suo ruolo gli aveva imposto, lei invece aveva sempre una carezza disponibile per tutti.

Davvero indimenticabile questa donna, e questa ricercatrice “fantasma”, che per tutta la sua vita aveva scelto di vivere un passo indietro rispetto al suo rofessore, al suo maestro, e questo sempre, dall’inzio fino alla fine.

Con lei oggi si chiude un capitolo fondamentale del lungo percorso di ricerca della medicina moderna contro le leucemie, perche ora Silvana Bedini ha ritrovato il suo vecchio professore, ma da un’altra parte del mondo.


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