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Concorso giornalisti RAI, ma il Presidente Foa ha letto Massimo Giannini? “La mia odissea nel reparto Covid”.

Via libera da parte del Consiglio dei ministri alla proroga dello stato d'emergenza legato al Covid-19 fino al 31 gennaio 2021. Migliaia e migliaia di lavoratori italiani continueranno a restare e a lavorare da casa, ma il management RAI fa finta di ignorare questo stato di crisi generale, e sabato 10 ottobre riunisce alla Fiera di Roma i 3722 giornalisti italiani per il concorso indetto per 90 posti nei TG regionali.

Inaudito davvero. Perché questa fretta, Presidente Foa? E perché nessuno si degna di dare risposte alla denuncia che la senatrice Fiammetta Modena membro della Commissione giustizia di Palazzo Madama ha inviato ieri al Governo?

di Maurizio Pizzuto
Mercoledì 07 Ottobre 2020
Roma - 07 ott 2020 (Prima Pagina News)

Via libera da parte del Consiglio dei ministri alla proroga dello stato d'emergenza legato al Covid-19 fino al 31 gennaio 2021. Migliaia e migliaia di lavoratori italiani continueranno a restare e a lavorare da casa, ma il management RAI fa finta di ignorare questo stato di crisi generale, e sabato 10 ottobre riunisce alla Fiera di Roma i 3722 giornalisti italiani per il concorso indetto per 90 posti nei TG regionali.

Inaudito davvero. Perché questa fretta, Presidente Foa? E perché nessuno si degna di dare risposte alla denuncia che la senatrice Fiammetta Modena membro della Commissione giustizia di Palazzo Madama ha inviato ieri al Governo?

Concorso giornalisti RAI, ma il Presidente Foa ha letto Massimo Giannini? “La mia odissea nel reparto Covid”.
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C’è davvero da chiederselo: perché Presidente Foa, questa fretta inspiegabile e ingiustificabile?

E questo silenzio così assordante da parte della Direzione del Personale? Perché la RAI si assume la pesante responsabilità di convocare alla Fiera di Roma 4 mila persone per un concorso che si potrebbe tranquillamente celebrare qualche mese più tardi? E se qualcuno, nel frattempo, nel corso del concorso si ammalasse, o si scoprisse che aveva il Covid?

Appena ieri l’ultimo caso positivo Covid negli uffici romani della RAI.

Di più, in televisione i TG della RAI non fanno altro che tenere alta la guardia dello stato di emergenza, non fanno altro che ripetere a tutti di stare attenti, non fano che ricordarci che il rischio contagio è altissimo, poi nei fatti si radunano insieme e nello stesso giorno 4 mila persone per un concorso che poteva anche aspettare tempi migliori.

Conosciamo profondamente bene il rigore e la serietà del Presidente Foa, ma è proprio per questo che oggi Presidente Marcello Foa facciamo riferimento a lei.

Ci permettiamo solo di darle un consiglio. Mandi ai consiglieri del CDA e all’Amministratore Delegato Salini l’editoriale che appena ieri il direttore de La Stampa Massimo Giannini ha scritto sul Covid, e forse ognuno di loro si renderà conto che non stiamo parlando qui di “marziani” o di “farfalle” ma di una realtà che forse non tutti conoscono e che non sempre viene raccontata con la dovuta crudezza.

Racconta il grande giornalista Massimo Giannini: «Quelle 12 ore passate in pronto soccorso Covid al policlinico Gemelli mi hanno segnato. Ne abbiamo sentite tante in questi mesi, ma un conto è vederle in tv e un conto è viverle di persona. Io non ero in una terapia intensiva. Ero in un reparto normale Covid. E ho visto stanze strapiene di malati, tutti sofferenti, gridavano, piangevano dal dolore. Il virus c’è, contagia e sta ricominciando a mietere vittime. La situazione è critica, quindi stiamo attenti, non diffondiamo messaggi sbagliati».

Aggiunge ancora Massimo Giannini: «Ho il coronavirus. L’ho scoperto due giorni fa, dopo un sabato passato tra tosse, mal di gola e dolori al torace e una domenica trascorsa nel Pronto Soccorso Covid di un grande ospedale romano, per tutti gli accertamenti. Alla fine, diagnosi inequivocabile: tampone positivo (l’agente patogeno è nel mio organismo, purtroppo), ma Tac negativa (i polmoni sono “puliti”, per fortuna).

E dunque prognosi inevitabile: quarantena, isolamento e terapia domiciliare per due settimane. Fino a nuovo tampone, e salvo complicazioni». E poi ancora, con il grande garbo che contraddistingue la sua storia: «La notizia di per sé, conta poco o nulla.

Com’è logico e giusto, la mia salute non interessa a nessuno, se non a familiari e amici. Ma se ne parlo e oggi ne scrivo è solo per due motivi, che invece sono molto importanti».

Ma soprattutto dice ancora Massimo Giannini: «Il primo motivo – ricorda il direttore del quotidiano La Stampa – riguarda il nostro giornale e la nostra comunità.

Il rischio di contagio, nella redazione di un quotidiano come in qualunque altro luogo di lavoro, va gestito con rigore. Ce ne siamo fatti carico, ci siamo organizzati, abbiamo garantito e garantiremo la sicurezza di tutti.

Ma insieme a questo dovere aziendale nei confronti dei lavoratori, ci guida un obbligo morale nei confronti dei lettori: quello di continuare a informarvi.

Dunque, il giornale sarà regolarmente in edicola e il sito Internet sarà regolarmente online. Perché l’informazione non va mai in malattia. E noi siamo qui ad assicurarvela, come al solito. Il secondo motivo – aggiunge Giannini – riguarda il nostro Paese e la nostra convivenza civile. Nelle undici ore che ho vissuto al reparto Covid del Policlinico Gemelli, ho visto tante persone ricoverate. Ho sentito tanti pazienti piangere e gridare di dolore.

Ho parlato con medici e infermieri, che mi hanno raccontato quanto stiano crescendo i ricoveri urgenti e come si stiano riaprendo le terapie intensive. Penso che qualche ora di visita in questi luoghi in cui si continua o si ricomincia a soffrire farebbe bene a ognuno di noi. Sarebbe una lezione utile.

Di fronte alla drammatica impostura dei negazionisti e alla cinica disinvoltura dei riduzionisti».

Legga ancora Presidente Foa per favore questo passaggio: «Il governo sta per varare un nuovo Dpcm, nella logica da “stato di eccezione” che abbiamo imparato a conoscere da mesi. Un sacrificio doloroso, ai limiti della costituzionalità.

Ma necessario, a condizione che finisca il disordine legislativo tra governo e regioni e che le scelte fatte e quelle da fare si discutano nell’unico luogo in cui si esercita la volontà del popolo, cioè il Parlamento. qualche ulteriore rinuncia adesso, forse, servirà a evitare un rovinoso lockdown dopo. Facciamola, tutti insieme.

Come ha scritto ieri Abraham Yehoshua sul nostro giornale, “il dovere di mantenersi coesi e di rispettare la legge, in una società pluralista e polarizzata come la nostra, è sacrosanto e le forze liberali e illuminate dovrebbero essere in prima fila”. Noi ci siamo, e ci saremo sempre».

Possibile Presidente Foa che la Rai di cui lei è autorevolissimo Presidente e guida morale non abbia la capacità e la sensibilità di fare un passo indietro, e fare propria la “rinuncia” di cui il grande giornalista de La Stampa Massimo Giannini, colpito da Covid ha meravigliosamente regalato ieri ai suoi lettori e oggi anche a noi?


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